Tunisia: uccisi 3 terroristi al confine con l’Algeria

Pubblicato il 2 aprile 2021 alle 8:35 in Africa Tunisia

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Le autorità tunisine hanno riferito, nella sera del primo aprile, di aver ucciso 3 terroristi nel corso di due operazioni distinte, condotte nelle aree montuose occidentali al confine con l’Algeria, nella regione di Kasserine.

Come affermato dal portavoce della Guardia Nazionale, il colonnello Houssemeddine Jebabli, la prima operazione, definita “preventiva”, ha avuto luogo a Jebel Salloum, nell’Ovest della Tunisia. Qui sono stati due i terroristi uccisi, un uomo e la moglie, la quale si è fatta esplodere attivando una cintura esplosiva, il che ha provocato anche la morte della figlia tenuta in braccio dalla madre, presumibilmente straniera e di origini asiatiche. Una seconda bambina, invece, risulta essere ancora viva. La seconda operazione è stata condotta a Jebel Mghila. In tal caso, il terrorista ucciso è stato identificato con Hamdi Dhouib. A detta dei funzionari dei Ministeri dell’Interno e della Difesa, posti alla direzione delle operazioni, Hamdi era a capo di “Jund al-Khalifa”, in italiano “I soldati del Califfato”, un’organizzazione terroristica ritenuta responsabile di diversi attentati nel Paese Nord-africano, tra cui quello del 3 febbraio scorso. Tale organizzazione è formata da combattenti provenienti da al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), ed è stata successivamente definita un prolungamento dello Stato Islamico.

Nonostante l’impegno delle forze di sicurezza e dell’esercito tunisine, che sono riuscite a smantellare diverse cellule terroristiche, i gruppi affiliati ad AQIM e all’ISIS continuano a operare nei territori montuosi a Ovest della Tunisia, nei pressi del confine con l’Algeria, e soprattutto nelle regioni di Kasserine, El-Kef, Jendouba e Sidi Bouzid. Si stima che il numero di terroristi ancora attivi sia pari a meno di 100.

Il Global Terrorism Index 2020 dell’Institute for Economics and Peace ha inserito la Tunisia al 49esimo posto tra i 138 Paesi analizzati per l’impatto del terrorismo, con un indice pari a 3,85 su 10. Stando a uno studio condotto dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) e citato dal suddetto rapporto, dal 2007 il Paese Nord-africano ha assistito a 77 attacchi terroristici, che sono costati la vita a 163 persone, con un impatto economico pari a 551.9 milioni di dollari. Al contempo, la Tunisia ha speso 1.6 miliardi di dollari, nel 2019, per mettere i sicurezza i propri territori.

Un’altra minaccia in Tunisia è costituita dal ritorno dei foreign fighters tunisini che negli ultimi anni sono partiti verso la Siria e l’Iraq. Secondo le stime del Soufan Group, nell’ottobre del 2015, 6.000 combattenti tunisini erano presenti in Medio Oriente, costituendo il gruppo di foreign fighters più numeroso rispetto a tutti gli altri Paesi. Nel 2016, due degli attentati terroristici che hanno colpito l’Europa, rivendicati dallo Stato Islamico, sono stati commessi da cittadini tunisini. Il primo si è verificato Il 14 luglio 2016, ed è stato commesso dal 31enne Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, tunisino residente a Parigi, che ha falciato la folla presente sulla promenade di Nizza, uccidendo 86 persone e ferendone 458. Il secondo attentato, invece, si è verificato il 19 dicembre a Berlino, per mano del giovane 24enne tunisino Anis Amri, che ha causato la morte di 12 persone e il ferimento di altre 48, travolgendo i mercatini di Natale presenti nella capitale tedesca.

All’interno della Tunisia, uno degli attacchi terroristici più letali che ha visto coinvolte guardie e membri dell’esercito risale al 16 luglio 2014, quando 15 soldati sono stati uccisi e altri 22 sono rimasti feriti a Kasserine. Ad oggi, nel Paese vige ancora uno stato di emergenza, imposto a seguito dell’attacco del 18 marzo 2015 al Museo Bardo di Tunisi. In tal caso, sono state 24 le persone morte, tra cui 21 turisti, un agente delle forze dell’ordine e due terroristi, mentre altre 45 sono rimaste ferite. Ad oggi, quello del 2015 risulta essere l’attentato terroristico con il maggior numero di vittime avvenuto a Tunisi.

Tra gli episodi più recenti si annovera, invece, quello del 6 settembre 2020, quando le forze di sicurezza tunisine hanno ucciso tre aggressori, definiti “terroristi”, dopo che questi li hanno aggrediti con un coltello ad un posto di blocco nella città costiera tunisina di Sousse, situata a 140 km a Sud della capitale. Il giorno successivo, il 7 settembre, l’ISIS ha rivendicato l’attentato.


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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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