Opec+: al via l’incremento di output di petrolio, rimossi i tagli sulla produzione

Pubblicato il 2 aprile 2021 alle 16:34 in Arabia Saudita Russia

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I 14 Stati che fanno parte dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) e gli altri 10 membri esterni hanno raggiunto, giovedì primo aprile, un accordo secondo cui la produzione, nei prossimi mesi, tornerà a salire. L’incremento immetterà sul mercato 2,1 milioni di barili al giorno (bpd) di greggio. Al contempo, l’Arabia Saudita annullerà anche il taglio di 1000 bpd, deciso nell’aprile 2020, che corrispondeva a circa un quarto dei volumi di fornitura.

Nello specifico, i Paesi OPEC +, capeggiati da Russia e Arabia Saudita, a margine del vertice di giovedì, hanno concordato che, nei mesi di maggio, giugno e luglio la produzione sarà incrementata, rispettivamente, di 250 000 bpd, 300.000 bpd e di 441.000 bpd. Gli analisti del quotidiano russo Kommersant, così come anche gli esperti internazionali, hanno accolto con sorpresa il nuovo accordo che segna un cambio di rotta significativo da parte dei maggiori produttori di petrolio. Gli attori del mercato petrolifero ritenevano che, a causa dei nuovi lockdown in Europa e dei lunghi tempi di vaccinazione, l’OPEC+ non avrebbe mai considerato di incrementare l’output petrolifero.

Alla vigilia dell’incontro OPEC +, la segretaria all’Energia statunitense, Jennifer Granholm ha riferito, qualche ora prima del vertice, di aver tenuto una telefonata “produttiva” con il ministro dell’Energia dell’Arabia Saudita, il principe Abdel Aziz bin Salman. Granholm ha scritto su Twitter che i due hanno riaffermato “la rilevanza della cooperazione internazionale per assicurare ai consumatori fonti di energia affidabili e a buon mercato”. Lo stesso giorno, a detta del Cremlino, il presidente russo, Vladimir Putin, si è confrontato con il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammad bin Salman. I leader delle due potenze petrolifere avrebbero discusso di energie rinnovabili.

Secondo l’agenzia di rating SP Global Platts, sarebbe stato Abdel Aziz bin Salman ad avanzare, alla riunione OPEC +,  la proposta inaspettata di aumentare la produzione. Oltre all’aumento delle quote OPEC +, l’Arabia Saudita ritirerà gradualmente il taglio dei volumi. In aggiunta, il principe saudita ha osservato che l’aumento della produzione sarà perfettamente in linea con l’incremento stagionale interno che il Paese registra. È necessario sottolineare che l’Arabia Saudita non prevede una brusca crescita degli export di greggio, ma conta di compensare l’aumento della quota con la domanda interna che, tradizionalmente, incrementa nei mesi estivi – da maggio ad agosto – perché incrementa il consumo di energia.

Per la Russia e il Kazakistan l’incremento della produzione sarà più graduale poiché, nel mese di aprile, i due Paesi avevano avuto il via libera per l’aumento delle quote petrolifere. Nel dettaglio, a seguito del vertice OPEC+, tenuto il 4 marzo, gli Stati membri avevano stabilito la limitazione della produzione di petrolio fatta eccezione per la Russia e il Kazakistan. La quota di output petrolifero concordata era di 130.000 bpd, per Mosca e 20.000 bpd per Nur-Sultan. Il vice primo ministro russo, Alexander Novak, nonché ex ministro dell’Energia, ha reso noto che la Russia, da maggio a giugno, aumenterà la produzione di 114.000 bpd, per un totale di 1,4 milioni di tonnellate di greggio, tra maggio e giugno.

L’analista russa Darja Kolzova ha dichiarato che per la Russia la quota totale della produzione di petrolio, nel 2021, dipenderà da ulteriori decisioni dell’OPEC +. Secondo le stime dell’esperta, se si ipotizza che, dopo luglio, l’OPEC + aumenterà sistematicamente la produzione di 500mila bpd al mese – valore massimo mensile designato dall’Organizzazione – la produzione media nella Federazione Russa, nel 2021, dovrebbe essere di 10,5 milioni di bpd, che è inferiore del 7% rispetto al 2019, ovvero il periodo pre-crisi.

L’immissione totale di 2 milioni di barili al giorno nel mercato è stata definita, da molti, una scelta rischiosa, soprattutto se si considera il rischio di una potenziale nuova ondata. Tuttavia, dopo l’incontro OPEC+, il prezzo del petrolio è aumentato. I futures sul Brent di luglio sono incrementati di quasi il 3,2%, per un valore di 64,7 dollari al barile. L’aumento di output tra maggio e luglio, però, non è una decisione irreversibile, da come ha fatto intendere Abdel Aziz bin Salman. Quest’ultimo ha riferito che i Paesi OPEC + possono cambiare la loro strategia nel caso in cui il mercato non sia attraente. La prossima riunione dei colossi petroliferi è prevista per il 28 aprile, ancor prima che entrino in vigore le nuove quote.

Il cambio di rotta è stato accolto con stupore soprattutto a seguito di quanto deliberato, il 9 aprile 2020, dopo il vertice da remoto dell’  OPEC+, quando era stata concordata una riduzione della produzione petrolifera di 10 milioni di barili al giorno per i mesi di maggio e giugno. Si trattava di una misura volta a risollevare il mercato petrolifero e a portare ad un aumento dei prezzi del petrolio, a seguito del calo causato dalla pandemia di coronavirus.

Dal 2016, l’OPEC ha avviato un percorso che ha portato al cambiamento del mondo del petrolio e della sua produzione. Il 30 novembre 2016, l’Organizzazione tagliò la produzione petrolifera di 1.2 milioni di barili al giorno. L’obiettivo dei Paesi produttori era quello di risollevare le quotazioni che, a inizio 2016, precipitarono vertiginosamente sotto i 30 dollari al barile poiché sul mercato l’offerta era molto alta. Tali avvenimenti portarono alla nascita dell’OPEC + per far fronte alla crescita non prevista e non controllabile della produzione non convenzionale degli Stati Uniti, una variabile che aveva sovvertito gli equilibri del mercato petrolifero mondiale. L’Arabia Saudita, da sola, non era in grado di affrontare in modo efficace gli USA per stabilizzare le quotazioni internazionali, ecco perché la Russia rappresentava un alleato importante.

Inoltre, da maggio 2020 entrò in vigore un accordo OPEC + per ridurre la produzione di petrolio di 9,7 milioni di barili al giorno fino ad agosto e di 7,7 milioni fino alla fine del 2020. Il 3 dicembre, i Paesi OPEC + hanno deciso di aumentare la produzione di petrolio dal 2021 di 500mila barili al giorno, di cui 125mila solo la Russia.

di Redazione

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