Libia: prosegue il cammino verso le elezioni

Pubblicato il 2 aprile 2021 alle 11:15 in Africa Libia

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Mentre il Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha richiesto l’invio di osservatori delle Nazioni Unite per monitorare il cessate il fuoco in Libia, si è in attesa di nuovi incontri volti a discutere del quadro costituzionale delle elezioni del 24 dicembre e della nomina delle posizioni sovrane. Si tratta di mosse che si spera potranno sostenere il percorso verso la transizione democratica auspicata.

In un rapporto presentato al Consiglio di Sicurezza il 22 marzo e diffuso il 31 marzo, Guterres ha affermato che la Missione di Sostegno dell’Onu (UNSMIL) potrebbe fornire “componenti” per il monitoraggio dell’accordo di cessate il fuoco. Quest’ultimo è stato siglato il 23 ottobre a Ginevra dalle parti belligeranti che per anni si sono affrontate presso i fronti di combattimento libici, l’Esercito Nazionale Libico (LNA) e le forze tripoline legate al Governo di Accordo Nazionale (GNA). Ora, a detta di Guterres, l’Onu potrebbe continuare a fornire assistenza, coadiuvando le commissioni libiche già formate, tra cui il Comitato militare congiunto 5+5, per monitorare eventuali violazioni della tregua e partecipando in operazioni di terra in aree specifiche, tra cui Sirte. A tal proposito, è stato chiesto di fornire alla missione UNSMIL un mandato chiaro ma flessibile, ed è stato specificato che gli osservatori onusiani non intendono sostituire quelli libici, ma occuparsi della loro formazione e del monitoraggio di quelle violazioni da loro segnalate.

Al momento, il Segretario generale non ha specificato il numero di osservatori che intende inviare, ma fonti diplomatiche hanno affermato che non potranno essere più di 5, considerato che i membri del Comitato militare congiunto sono 10. Ciò giunge dopo che lo stesso Guterres aveva proposto di inviare rappresentanti dell’Onu per garantire il rispetto di un’altra clausola dell’accordo del 23 ottobre, il ritiro di forze e mercenari stranieri dai fronti di combattimento libici. Questi sarebbero dovuti andare via dopo 90 giorni dalla firma dell’intesa, ma, ad oggi, la scadenza non è stata ancora rispettata.

Le parole di Guterres giungono a circa due mesi di distanza dalla nomina delle nuove autorità esecutive ad interim, chiamate a guidare la Libia in una fase di transizione, che si prevede culminerà con le elezioni politiche e legislative del 24 dicembre 2021. In particolare, il 5 febbraio, all’interno del Forum di dialogo politico, Abdul Hamid Dbeibah ha ricevuto l’incarico di primo ministro del nuovo governo di unità nazionale, mentre Mohamed al-Menfi è stato posto a capo del Consiglio presidenziale.

In tale quadro, nella giornata del primo aprile, ha avuto inizio la fase di presentazione delle candidature per le cosiddette “posizioni sovrane”. Tra queste vi sono il governatore della Banca Centrale della Libia, il presidente della Corte dei Conti, il capo dell’Autorità di controllo amministrativo, il capo dell’Autorità anticorruzione, presidenti e membri dell’Alta Commissione elettorale, il presidente della Corte suprema e il procuratore generale. Si è trattato, sino ad ora, di cariche spesso aventi doppi rappresentanti, uno per l’Est e l’altro per l’Ovest libico. Denominare le posizioni sovrane risulta essere essenziale per proseguire con il percorso di unificazione delle istituzioni statali, ma, dato l’elevato livello di competizione, si tratta di una missione complessa.

Sulla base di incontri precedenti tra delegati dell’Alto Consiglio di Stato e della Camera dei Rappresentanti, la posizione di governatore della Banca centrale e di presidente dell’Autorità di controllo amministrativo verrà occupata da rappresentanti della Cirenaica, mentre alla regione di Tripoli sono state concesse le cariche all’interno dell’Alta Commissione elettorale nazionale, oltre a quella di procuratore generale e di presidente della Corte dei Conti. Il capo dell’Autorità anticorruzione e il presidente della Corte Suprema proverranno, invece, dal Fezzan. Ad esaminare le candidature vi saranno rappresentanti dell’Alto Consiglio di Stato libico e della Camera dei Rappresentanti, nel quadro del Comitato di coordinamento 13+13. Un altro meeting atteso per la prossima settimana a Tunisi è quello della Commissione giuridica, il cui compito è delineare il quadro costituzionale per le prossime elezioni, anch’esso oggetto di accesi dibattiti.

 


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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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