Spionaggio russo a Roma: gli ultimi sviluppi

Pubblicato il 1 aprile 2021 alle 17:21 in Italia Russia

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I funzionari russi espulsi a seguito della vicenda relativa alla vendita di informazioni militari riservate sono Alexey Nemudrov e Dmitri Ostroukhov. Tra i 181 documenti sensibili da scambiare, almeno 47 riguardavano la NATO. 

Secondo quanto riferito dall’ANSA, che cita “fonti autorevoli”, i due funzionari espulsi sono Alexey Nemudrov, che risulta come addetto navale e aeronautico presso l’ambasciata di Mosca a Roma, e Dmitri Ostroukhov, impiegato nello stesso ufficio della sede diplomatica. Entrambi sarebbero coinvolti nel caso di spionaggio culminato con l’arresto, il 30 marzo, del capitano di fregata, Walter Biot, accusato di aver venduto documenti militari sensibili in cambio di 5.000 euro. Secondo quanto riferito, Ostroukhov è stato colto in flagrante mentre riceveva i documenti in un parcheggio di Roma, ma non è stato arrestato per via della sua immunità diplomatica.

Sempre l’ANSA ha riferito che, nel corso dell’interrogatorio di convalida e garanzia del primo aprile, dopo l’arresto in flagranza, il militare della Marina Walter Biot ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il difensore ha chiesto al giudice gli arresti domiciliari e la Procura, invece, sostiene che sia necessaria la detenzione in carcere. Il giudice si è riservato di decidere. Di fronte al Gip di Roma, per motivare la decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere, Biot ha dichiarato di essere “frastornato e disorientato”, ma pronto a chiarire la sua posizione. Il militare, difeso dall’avvocato Roberto De Vita, ha contestato la ricostruzione della vicenda ma “ha chiesto tempo per raccogliere le idee”, al fine di affrontare al meglio l’interrogatorio per rispondere alle accuse di spionaggio. Intanto, il Gip di Roma incaricato, Antonella Minunni, ha sciolto la riserva al termine dell’udienza di convalida e ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Inoltre, dall’ordinanza del gip di Roma emerge che nella scheda di memoria sequestrata a Biot c’erano 181 le foto di documenti cartacei classificati. L’analisi della memoria ha evidenziato la presenza anche di 9 documenti “riservatissimi” e 47 file definiti “NATO Secret”. L’ufficiale arrestato per spionaggio aveva accesso a documenti coperti da segreto di Stato, secondo l’ordinanza, e si occupava, tra l’altro, della proiezione degli assetti italiani della Difesa in teatri operativi esteri e anche di operazioni della NATO, dell’UE e dell’ONU. Anche la stampa internazionale si è interessata al caso. Per esempio, il corrispondente della BBC da Roma, Mark Lowen, ha commentato lo scandalo affermando che l’Italia è uno degli Stati dell’Unione Europea più vicini alla Russia. Di conseguenza, timori relativi allo spionaggio di Mosca a Roma creeranno nuove preoccupazioni riguardo al ruolo del Paese europeo, secondo Lowen. Il timore è che “l’Italia sia diventata una sorta di porta di servizio per l’attività illegale russa nell’Unione”.

La vicenda si verifica in un momento di tensione tra Mosca e l’Occidente dopo che l’UE ha imposto sanzioni contro alti funzionari russi per il caso riguardante il critico del Cremlino, Alexei Navalny. Inoltre, anche la Bulgaria, membro dell’UE e della NATO come l’Italia, ha espulso due diplomatici russi dopo che 6 persone sono state arrestate nel Paese per un presunto caso di spionaggio. Tra questi figuravano alcuni funzionari del Ministero della Difesa. La Russia ha definito “infondate” le accuse del Ministero degli Esteri bulgaro e ha poi accusato Sofia di ricorrere a “ragioni fittizie per espellere i diplomatici”. Lo scandalo è scoppiato il 22 marzo, quando il Ministero degli Esteri bulgaro ha dichiarato “persona non grata” i due diplomatici russi con l’accusa di spionaggio, dopo l’arresto di 6 funzionari ministeriali. 

Dall’Italia, il 31 marzo, la Farnesina ha reso noto che, su istruzioni del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, il segretario generale del Ministero, Elisabetta Belloni, ha convocato l’ambasciatore della Federazione Russa presso la Repubblica Italiana, Sergey Razov. La notizia è stata commentata dallo stesso ministro degli Esteri italiano. “In occasione della convocazione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell’ambasciatore russo in Italia, abbiamo trasmesso a quest’ultimo la ferma protesta del governo italiano e notificato l’immediata espulsione dei due funzionari russi coinvolti in questa gravissima vicenda”, ha scritto il capo della Farnesina sulla sua pagina Facebook. Di Maio ha quindi ringraziato l’intelligence italiana e tutti gli apparati dello Stato “che ogni giorno lavorano per la sicurezza del nostro Paese”.

Anche l’ambasciata russa a Roma ha commentato la vicenda: “Confermiamo il fermo del 30 marzo a Roma di un funzionario dell’ufficio dell’Addetto Militare. Si verificano le circostanze dell’accaduto. Per adesso riteniamo inopportuno commentare la vicenda. In ogni caso ci auguriamo che quello che è successo non si rifletta sui rapporti bilaterali tra la Russia e l’Italia”. Tuttavia, lo stesso 31 marzo, il vice presidente della Commissione del Parlamento russo per gli Affari internazionali, Alexiei Cepa, ha dichiarato che Mosca dovrà rispondere in modo simmetrico alla decisione di Roma di espellere due diplomatici russi dall’Italia. “Naturalmente saremo costretti a rispondere in modo analogo. Vi sarà una risposta simmetrica”, ha riferito ai giornalisti commentando la vicenda italiana. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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