Rep. Centrafricana: ONU allarmata dagli “abusi” dei mercenari russi

Pubblicato il 1 aprile 2021 alle 17:39 in Repubblica Centrafricana Russia

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Le Nazioni Unite hanno espresso estrema preoccupazione riguardo al coinvolgimento dei mercenari russi in gravi abusi di diritti umani in Repubblica Centrafricana (RCA) nel contesto del conflitto in corso. La presenza della Russia nel Paese, a fianco delle forze governative, è motivata da obiettivi strategici.

Il comunicato dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR), pubblicato il 31 marzo, è arrivato dopo che dei gruppi di lavoro, focalizzati sulle attività dei mercenari nel Paese africano, hanno reso noto dei rapporti “molto preoccupanti”. Gli esperti hanno ricevuto segnalazioni di gravi abusi attribuibili al personale militare privato che opera congiuntamente alle forze armate della RCA. Tra le violazioni, sarebbero state commesse esecuzioni di massa, detenzioni arbitrarie, torture durante gli interrogatori, oltre a sparizioni forzate, spostamenti forzati della popolazione civile, presa di mira indiscriminata di strutture civili, violazioni del diritto alla salute e attacchi agli attori umanitari.

Gli esperti hanno dichiarato di essere profondamente turbati dai ruoli interconnessi della Sewa Security Services, della Lobaye Invest SARLU, di proprietà russa, e di un’organizzazione con sede in Russia, conosciuta come il gruppo Wagner. In base a quanto emerso dalla dichiarazione, gli esperti hanno appreso anche della vicinanza e dell’interoperabilità tra gli appaltatori sopracitati e la Missione Multidimensionale Integrata di Stabilizzazione nella Repubblica Centrafricana delle Nazioni Unite (MINUSCA). “Questo offuscamento dei confini tra operazioni civili, militari e di mantenimento della pace durante le ostilità crea confusione sugli obiettivi legittimi e aumenta i rischi di diffuse violazioni dei diritti umani”, si legge nella dichiarazione.

Il 22 dicembre 2020, la Russia ha annunciato l’invio di ulteriori istruttori militari nella Repubblica Centrafricana, in vista delle elezioni presidenziali e legislative che si sono tenute pochi giorni dopo, il 27 dicembre. Il Ministero degli Affari Esteri russo ha specificato che tali istruttori sarebbero stati utilizzati solo per addestrare e fornire consulenze alle milizie e alle forze armate locali. Secondo l’agenzia di stampa Corbeau News Centrafrique, il coinvolgimento della Russia è stata una conseguenza del successo delle offensive delle forze antigovernative, che hanno sconfitto quelle allineate con il potere centrale e con i membri della società militare Wagner. È stato anche riferito, il 19 dicembre, che due città strategicamente importanti, Mbaiki e Boda, sono state catturate dai ribelli, il che ha allarmato le élite al potere e ha spinto Mosca ad aumentare la sua presenza. Dopo la presa delle città, secondo Le Figaro, il portavoce del Governo della RCA, Ange Maxime Kazagui, ha confermato ufficialmente che “la Russia ha trasferito diverse centinaia di militari con munizioni pesanti per garantire la stabilità nel Paese”.

La Russia ha inviato per la prima volta appaltatori militari nella RCA nel 2018. Ha successivamente intensificato il suo sostegno alla fine dello scorso anno, per aiutare il Governo a respingere un’avanzata dei ribelli lanciata prima delle elezioni presidenziali dicembre 2020. Stando a quanto riferito da Al Jazeera English, la Russia ha negato che i paramilitari di Wagner siano stati schierati nella RCA, affermando che sono stati invitati soltanto degli istruttori militari  per addestrare i soldati locali.

Si ritiene che il gruppo Wagner sia legato ad un potente alleato del presidente Vladimir Putin, Yevgeny Prigozhin. Quest’ultimo, sanzionato dagli Stati Uniti per la presunta interferenza nelle elezioni presidenziali americane nel 2016, nega qualsiasi associazione con il gruppo. Al Jazeera English informa che nonostante le società militari private siano illegali in Russia, negli ultimi anni Wagner ha assunto un ruolo sempre più importante nella realizzazione delle ambizioni d’oltremare del Cremlino. Ad esempio, si sostiene che i membri del gruppo di mercenari privato siano stati inviati, insieme all’esercito russo, in Siria dopo l’intervento di Mosca nel settembre 2015, a fianco del presidente siriano, Bashar al-Assad.

La violenza degli ultimi mesi è soltanto una parte della guerra che dura ormai da 8 anni, il cui inizio coincide con la rimozione dell’ex presidente, Francois Bozize. Il 21 marzo, fonti vicine a Bozize hanno confermato che quest’ultimo ha accettato di prendere il controllo dell’alleanza ribelle, formatasi il 20 dicembre 2020. La cosiddetta “Coalizione dei Patrioti per il Cambiamento” (CPC) riunisce tre potenti gruppi armati, i quali hanno tentato di lanciare un’offensiva contro il presidente Touadera, poco più di una settimana prima delle elezioni di dicembre, che tuttavia gli hanno confermato un secondo incarico. In quella occasione, per sventare il golpe, sono state inviate centinaia di truppe ruandesi e russe. Queste ultime erano arrivate inizialmente per rinforzare l’esercito della RCA, tuttavia, da gennaio, il Governo e i suoi alleati sono passati all’offensiva.

La Repubblica Centrafricana è un Paese dilaniato da una conflitto interno iniziato nel 2013. Da quanto si evince da un’analisi della Jamestown Foundation, nonostante il Governo centrale sia de facto incapace di fornire sicurezza a livello nazionale e servizi pubblici essenziali, nel Paese sono presenti grandi quantità di risorse naturali, che spaziano dall’oro e l’uranio, agli idrocarburi e ai rari tipi di legno. Per quanto riguarda la sua principale risorsa strategica, il diamante, il Paese è stato classificato tra i primi dieci più dotati al mondo. Nonostante la complicata situazione nazionale in termini di sicurezza, la RCA sta diventando sempre più un’arena di competizione tra attori internazionali, e la Russia è tra questi. Nelle sue azioni nello Stato africano la Russia si affida principalmente alla cooperazione tecnico-militare, uno dei principali strumenti che hanno assicurato la presenza sovietica nel continente africano durante la Guerra Fredda.

Secondo la ricerca della Jamestown Foundation, per il Cremlino, la capacità di mantenere l’attuale leadership politica nella RCA è una questione della massima importanza. Dopo una serie di successi in Ucraina e Siria, i mercenari russi hanno subito diverse sconfitte, anche nell’Africa Sub-Sahariana. Se le forze governative addestrate dalla Russia hanno effettivamente subito un’altra battuta d’arresto nella RCA, la fiducia dei leader africani nella capacità della Russia di affrontare gli insorti in modo economicamente efficace potrebbe essere erosa. Se, tuttavia, il coinvolgimento della Russia produce un successo, anche limitato, altri Paesi africani potrebbero voler collaborare con Mosca militarmente. In questo modo, la Russia potrà utilizzare la cooperazione tecnico-militare come chiave per l’espansione nelle aree strategiche e nelle risorse naturali di altri Stati.

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Julie Dickman

 

di Redazione

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