Nord Stream 2: riprendono i lavori nelle acque danesi

Pubblicato il 1 aprile 2021 alle 15:11 in Danimarca Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La nave russa specializzata nella posa dei tubi, Akademik Chersky, ha avviato, la sera del 31 marzo, i lavori nelle acque territoriali danesi per la costruzione del progetto Nord Stream 2, il secondo gasdotto che trasporterà il gas russo in Germania. La nave si unisce alle attività che sono già in corso nella Zona economica esclusiva (ZEE) della Danimarca.

La notizia è stata resa nota dall’agenzia di stampa russa TASS, dopo una dichiarazione della società che gestisce il progetto, la Nord Stream 2 AG. Un’altra nave russa, Fortuna, sta attualmente posando tubi nelle acque danesi, con la partecipazione delle navi di rifornimento Baltic Researcher e Murman. Le ultime tre settimane, dal 9 al 30 marzo, l’Akademik Chersky ha condotto test marittimi pre-operativi nel Mar Baltico, vicino alla regione russa di Kaliningrad. La sua velocità, nel processo della posa dei tubi, è di circa 1,5 km al giorno.

La partecipazione di Akademik Chersky alla costruzione del gasdotto nella ZEE della Danimarca era stata comunicata, il 4 marzo, dalla stampa russa. Quel giorno, Nord Stream 2 AG, dopo aver ottenuto i permessi necessari, aveva altresì notificato all’Amministrazione Marittima Danese (DMA) che i lavori nelle acque danesi sarebbero stati ripresi a fine marzo per concludersi alla fine di aprile 2021. Stando a quanto reso noto dalla società Uniper, il gasdotto è completato al 98% e i lavori dovrebbero concludersi ufficialmente nel settembre 2021. Tuttavia, è importante ricordare che, all’inizio di febbraio, circa 120 km di tubazioni dovevano ancora essere posati nelle acque danesi e 30 km in quelle tedesche.

Il Nord Stream è uno dei più grandi gasdotti esistenti al mondo. Passando attraverso il Mar Baltico,  viene utilizzato per trasportare il gas dalla Russia all’Europa. Il primo progetto prese forma nel 1997, quando Gazprom e Neste, compagnia petrolifera finlandese, costituirono la North Transgas Oy. In seguito ad accordi e gare di appalto, l’8 novembre 2011, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, inaugurò il Nord Stream 1 insieme all’ex presidente della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev, e l’ex primo ministro francese, François Fillon. In un secondo momento, nell’ottobre 2012, la Russia valutò un ampliamento della cubatura di gas da trasportare in Europa, così si avviò il progetto Nord Stream 2. Ora in fase di completamento, la lunghezza prevista per il gasdotto è di 1.230 chilometri e il percorso che seguirà è analogo a quello del gasdotto Nord Stream 1. Il Nord Stream 2 attraverserà le zone economiche di 5 Paesi, quali Russia, Germania, Danimarca, Finlandia e Svezia e permetterà alla Russia di raddoppiare i volumi di gas trasportati, arrivando a 110 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Gli Stati Uniti, dall’inizio del progetto, si sono sempre opposti al suo completamento. Il portavoce del Dipartimento di Stato degli USA, Ned Price, aveva evidenziato, il 18 marzo, con un post su Twitter, i timori di Washington sul gasdotto. A detta del portavoce statunitense, il Nord Stream 2 sarebbe stato un “cattivo affare” per l’Europa perché avrebbe incrementato l’influenza russa nel blocco. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in risposta alle dichiarazioni di Price, ha reso noto, il 23 febbraio, che la ferrea opposizione statunitense nei confronti del gasdotto è da ricondurre a ragioni geopolitiche perché “Washington sta minando i principi fondamentali del libero scambio per compiacere i propri interessi”.

I lavori hanno subito dei ritardi a causa delle sanzioni imposte, nel dicembre 2019, dalla precedente amministrazione presidenziale USA. Le misure restrittive avevano costretto la società svizzera Allseas a ritirarsi, portando alla sospensione dei lavori per oltre un anno, per poi riprendere nel dicembre 2020. A gennaio, a rischio sanzioni non erano solo i cinque finanziatori dell’opera, quali Shell, Uniper, Wintershall Dea, Omv ed Engie, ma chiunque avesse assunto un ruolo nella messa in funzione del gasdotto.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.