NATO: “Insolito il livello di attività dei caccia russi”

Pubblicato il 1 aprile 2021 alle 6:37 in NATO Russia

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La NATO ha dichiarato, mercoledì 30 marzo, che i caccia dell’Alleanza hanno intercettato per dieci volte aerei da combattimento e bombardieri russi nel corso della giornata precedente. Stando a quanto reso noto dall’alleanza, sarebbe “insolito” l’incremento delle esercitazioni russe sul territorio del Nord Atlantico, del Mare del Nord, del Mar Nero e del Mar Baltico.

In totale, nell’arco di sei ore, gli aerei della NATO hanno intercettato sei diversi gruppi di aerei militari della Federazione Russa che stavano conducendo esercitazioni militare in prossimità dello spazio aereo dell’Alleanza. Il vice capo di Stato Maggiore presso l’Allied Air Command di Ramstein, in Germania, Andrew Hansen, ha dichiarato che l’intercettazione di diversi gruppi di aerei russi dimostra “la prontezza e la capacità” delle forze della NATO, impegnate nella difesa dei cieli alleati “365 giorni l’anno”.  Nel documento della NATO, l’Alleanza Atlantica ha spiegato che, nell’estremo Nord, la Norvegia ha schierato caccia F-16, dopo che i radar hanno individuato due gruppi di aerei militari russi nelle vicinanze del litorale norvegese.

Nel corso della giornata, il comunicato ha sottolineato che i radar della NATO hanno altresì rilevato tre aerei militari russi vicino allo spazio aereo alleato sul Mar Nero. I caccia turchi, rumeni e bulgari hanno continuato a monitorare gli aerei russi per tutto il tempo che questi hanno continuato ad aggirarsi nei pressi dello spazio aereo NATO. Separatamente, aerei da combattimento italiani hanno intercettato un aereo da pattugliamento marittimo russo Ilyushin Il-38, scortato da aerei da combattimento sul Mar Baltico che volavano dentro e fuori Kaliningrad.

L’Alleanza ha concluso che nessuno degli aerei russi è entrato nello spazio aereo della NATO e le intercettazioni sono state “sicure e di routine”. È stato notato che l’incremento dei voli russi, registrato a partire da inizio marzo, sembrerebbe coincidere con il lancio, da parte di Mosca, di una serie di manovre nell’Artico e nella Siberia Orientale.

L’Alleanza Atlantica, nel suo report NATO 2030, ha identificato la Russia  come una delle sue principali “minacce” per il prossimo decennio, citando, in particolare, gli accumuli navali dentro e intorno al Mare di Barents, al Mar Baltico e al Mar Nero. Il suddetto report, pubblicato il 25 novembre 2020, ha spiegato che, dopo la fine della Guerra Fredda, nel 1991, la NATO ha tentato di costruire una partnership significativa con la Russia, basata sul dialogo e sulla cooperazione nei settori di interesse comune. Tuttavia, “l’aggressione” della Russia contro la Georgia, nel 2008, e l’Ucraina, nel 2014, seguita da continui incrementi dell’attività militare, ma anche della presenza nel Mediterraneo Orientale, nel Mar Baltico e nel Mar Nero, avrebbero portato al deterioramento delle relazioni Russia-NATO. Questo, come si legge nel rapporto, avrebbe influenzato negativamente la sicurezza dell’area euro-atlantica. Infine, nel documento, si legge che la Russia conduce regolarmente operazioni militari nelle immediate vicinanze della NATO.

È importante ricordare che anche la Federazione Russa, qualche giorno prima, il 25 marzo, aveva messo in luce l’aumento del numero di voli di ricognizione della NATO vicino al confine di Stato russo. L’incremento calcolato sarebbe stato di oltre il 30% a partire dall’inizio del 2021. A renderlo noto, il capo della Commissione per la Difesa e la Sicurezza del Consiglio della Federazione (CF), il colonnello Viktor Bondarev, il quale ha aggiunto che la Difesa aerea di Mosca è stata in grado di rilevare gli aerei in modo tempestivo in tutte le occasioni.

Nel frattempo, tra il 24 e il 26 marzo, il dialogo transatlantico si è nuovamente raffreddato. Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha riferito, il 24 marzo, che la Russia si rifiutava di aprire un dialogo costruttivo con l’Alleanza. Dall’estate del 2019, non erano più state organizzate riunioni nel quadro del Consiglio NATO-Russia, ma Mosca non aveva mai risposto positivamente alle riunioni più volte convocate dalla NATO.  In risposta, due giorni dopo, la portavoce del Ministero degli Esteri del Cremlino, Maria Zacharova, ha spiegato che quanto era stato affermato era “una menzogna” perché Mosca, in precedenza, aveva suggerito di aprire un dialogo tra i due schieramenti, raccomandando la partecipazione di esperti militari per analizzare nel dettaglio le questioni critiche.

Il Consiglio NATO-Russia (NRC) è stato istituito, il 28 maggio 2002, in occasione di un vertice tenutosi a Roma ed ha sostituito il Consiglio Congiunto Permanente (PJC). Quest’ultimo era un forum per la consultazione e la cooperazione creato a seguito de “l’Atto istitutivo sulle relazioni reciproche, cooperazione e sicurezza NATO-Russia”, approvato nel 1997. Qualche anno dopo, nel 1999, la Russia si è ritirata dal PJC come segno di protesta contro i bombardamenti della NATO in Jugoslavia. Tuttavia, l’anno successivo, Mosca ha ripreso la cooperazione in sede al PJC. L’NRC è un meccanismo di consultazione e cooperazione volto a prendere decisioni e compiere azioni congiunte. I Paesi membri della NATO e la Russia operano come partner alla pari su un ampio spettro di questioni relative alla sicurezza. Il formato era stato istituito con lo scopo di migliorare le relazioni tra i due blocchi. Secondo quanto dichiarato da Stoltenberg, il Consiglio si è riunito 10 volte dal 2016. Più tardi, a partire dall’estate 2019, non sono più state indette riunioni del NRC perché la Russia non ha risposto positivamente alle richieste di convocazione del vertice.

di Redazione

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