La questione afghana tra Pakistan e India

Pubblicato il 1 aprile 2021 alle 21:01 in Afghanistan India Pakistan

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Il 31 marzo, i media indiani hanno riferito dell’arresto di 6 militanti del gruppo Tehrik-i-Taliban Pakistan (TTP) nel Punjab pakistano. I terroristi avrebbero dichiarato di ricevere finanziamenti per le attività terroristiche dall’Afghanistan. 

Secondo quanto riportato dal secondo quotidiano in lingua inglese più diffuso in India, il The Hindu, il Dipartimento Antiterrorismo di Islamabad ha reso noto che 4 “terroristi” affiliati al gruppo Tehrik-i-Taliban Pakistan sono stati arrestati nella città di Rawalpindi e altri 2 a Lahore. Si tratta delle due principali città della provincia pakistana del Punjab. Gli arresti sono stati effettuati durante un’operazione di intelligence a Rawalpindi. I primi quattro militanti arrestati erano ricercati in quanto responsabili dell’esplosione di una granata che ha ucciso una persona e ne ha ferite altre 15. Durante il raid del 31 marzo, sono stati recuperati esplosivi, detonatori, telefoni cellulari e altri articoli da utilizzare per organizzare attentati. 

Durante l’interrogatorio, i militanti islamisti avrebbero rivelato di essere essere stati addestrati dal gruppo noto come Tehrik-i-Taliban Pakistan (TTP), ma avrebbero poi aggiunto che in questo momento stavano lavorando per “le menti” dell’organizzazione, che si trovano in Afghanistan. “I militanti stavano ricevendo fondi dall’Afghanistan per le attività terroristiche. Avevano programmato di attaccare il personale dell’esercito [pakistano] a Rawalpindi e Islamabad”, ha riferito al quotidiano il Dipartimento Antiterrorismo di Islamabad. Lo stesso 31 marzo, in un altro raid, altri due militanti di TTP sono stati arrestati a Lahore e sono stati identificati come Abdul Karim e Abdul Basit. I due individui stavano pianificando un attacco contro le forze dell’ordine nella stessa Lahore. Il Dipartimento Antiterrorismo pakistano ha recuperato ordigni esplosivi artigianali, una pistola con munizioni, del cordone detonante e un telefono cellulare. 

Il movimento talebano pakistano, o Tehrik-i-Taliban Pakistan, è un’organizzazione ombrello che unisce fino a 30 gruppi di militanti islamisti attivi lungo le aree tribali al confine con l’Afghanistan. Fondato ufficialmente nel 2007 per contrastare il governo di Islamabad e le forze di sicurezza del Paese, ha condotto per anni una campagna di violenze islamiste nella regione. Sotto la crescente attenzione e pressione militare, il gruppo ha iniziato a dividersi nel 2013, a seguito della morte del suo leader, Hakimullah Mehsud, in un attacco con droni, effettuato nel novembre dello stesso anno. Il suo successore, Mullah Fazlullah, è l’uomo che nel 2012 ordinò di sparare alla studentessa Malala Yousafzai, che fu colpita alla testa ma sopravvisse all’attentato e ricevette il Nobel per la Pace nel 2014. La morte di Fazlullah è stata resa nota a giugno del 2018, come conseguenza di un’operazione congiunta dell’Esercito afghano e delle Forze statunitensi nella provincia di Kunar, in Afghanistan. Anche in quella fase le operazioni del gruppo subirono una battuta di arresto.

Considerato che la fonte della notizia dell’arresto dei militanti islamisti in Pakistan è indiana, è necessario citare la disputa tra Nuova Delhi e Islamabad riguardante il gruppo militante islamista TTP. Come ribadito dal ministro degli Esteri del Pakistan, Shah Mehmood Qureshi, il 14 novembre 2020, per il Pakistan, l’India sta “sponsorizzando il terrorismo”, operando anche dall’Afghanistan. L’obiettivo è quello di destabilizzare il Pakistan e, nello specifico, l’intenzione sarebbe quella di prendere di mira il partenariato economico di Islamabad con la Cina. Tra le organizzazioni terroristiche che le autorità pakistane affermano siano sostenute dall’India vi sarebbe proprio il gruppo Tehrik-i-Taliban Pakistan, ma anche i separatisti armati di etnia Baloch. Nello specifico, secondo il ministero Affari Esteri e l’Esercito del Pakistan, l’agenzia di intelligence indiana Research & Analysis Wing (RAW) starebbe gestendo una rete di agenti e centri di addestramento attraverso la propria missione diplomatica in Afghanistan che starebbe finanziando, formando ed equipaggiando i militanti che operano in Pakistan. L’India ha negato tali accuse. 

Per quanto riguarda l’Afghanistan, una crescente presenza di Tehrik-i-Taliban Pakistan nel Paese, con conseguenze negative dal punto di vista della sicurezza, è stata evidenziata dalle Nazioni Unite, all’inizio del 2021. Il ventisettesimo rapporto dell’Analytical Support and Sanctions Monitoring Team dell’ONU, pubblicato il 3 febbraio, afferma che TTP ha supervisionato una riunificazione di gruppi islamisti in Afghanistan con la partecipazione, quale moderatore, di al-Qaeda. Tale unione si è verificata tra luglio e agosto del 2020 e ha coinvolto organizzazioni note come Shehryar Mehsud, Jamaat-ul-Ahrar, Hizb-ul-Ahrar , Amjad Farooqi e Usman Saifullah (precedentemente noto come Lashkar-e-Jhangvi). Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, questo ha rafforzato i ranghi del TTP, che contano tra le 2.500 e le 6.000 unità, e ha provocato un forte aumento degli attacchi nella regione. Tra luglio ed ottobre del 2020, l’organizzazione terroristica avrebbe effettuato oltre 100 attacchi transfrontalieri. 

Infine, ma non meno importante, il 2 marzo, un’agenzia stampa asiatica, con base in India, ha riferito la notizia di un attivista del movimento per la protezione dei Pashtun, Fazal-ur Rehman Afridi, che ha denunciato la presenza indisturbata di terroristi, tra cui talebani, in alcune zone al confine tra Pakistan e Afghanistan. L’uomo ha fatto particolare riferimento alle aree note come ex-FATA (aree tribali ad amministrazione federale) e ha affermato che in tale regione è stato registrato un aumento delle attività terroristiche. L’attivista ha poi dichiarato che i talebani sarebbero presenti ed attivi anche e nello specifico nelle città pakistane di Swabi, Mardan, Peshawar, nel distretto di Swat e in quello di Quetta. “Stanno organizzando enormi raduni e raccogliendo fondi apertamente e lo Stato non ferma queste attività”, ha dichiarato. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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