Roma: ufficiale italiano e militare russo accusati di spionaggio

Pubblicato il 31 marzo 2021 alle 10:43 in Italia Russia

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Un ufficiale della Marina italiana e un militare russo con passaporto diplomatico sono stati fermati a Roma, la sera del 30 marzo, mentre era in corso una vendita di documenti classificati. Sono stati accusati di spionaggio e di minaccia alla sicurezza dello Stato italiano.

I Carabinieri del Ros, su mandato della Procura della Repubblica di Roma, hanno effettuato l’operazione dopo che il capitano di fregata è stato sorpreso mentre consegnava documenti top secret al collega russo, in servizio presso l’ambasciata. Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, l’ufficiale della Marina è stato preso in custodia, mentre la posizione giuridica del militare russo è ancora da stabilire per via del suo status diplomatico. L’accusa che pende sul capitano è quella di “procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico e militare, diffusione di notizie di cui è vietata la divulgazione”. I due individui, i cui nomi non sono ancora stati resi noti, rischiano, secondo la legge italiana, fino a 10 anni di carcere. Nel frattempo, il Ministero degli Esteri ha convocato l’ambasciatore della Federazione Russa a Roma, Sergej Razov, per un incontro con il segretario generale del Ministero, Elisabetta Belloni. 

L’arresto del militare russo e del capitano di fregata italiano è il risultato di lunghe indagini che i Carabinieri del Ros hanno condotto in collaborazione con l’Agenzia informazioni e sicurezza Interna (AISI), l’intelligence italiana. Al momento, si ritiene che le motivazioni dietro l’episodio possano essere di natura economica. Questo perché l’ufficiale italiano, durante l’incontro con il militare russo, avrebbe ceduto documenti classificati in cambio di una somma di denaro, pari a circa 5.000 euro in contanti. I soldi sono stati sequestrati dal Ros dopo il loro intervento, avvenuto in un parcheggio della capitale al momento dello scambio. 

Il capitano di fregata italiano era in servizio presso lo Stato Maggiore della Difesa, il comando di tutte le forze armate che ha sede a Roma, in via XX Settembre. Stando a quanto reso noto dall’agenzia di stampa Ansa, i materiali scambiati riguarderebbero informazioni di natura esclusivamente militare, con tutta probabilità in merito a sistemi di telecomunicazione.

L’Ambasciata russa nella capitale, in una nota, ha confermato ai giornalisti la detenzione, con l’accusa di spionaggio, di un diplomatico militare russo. “Riteniamo inopportuno commentare quanto accaduto in questo momento. In ogni caso, ci auguriamo che l’incidente non influenzi le relazioni bilaterali tra Russia e Italia”, ha dichiarato pubblicamente l’Ambasciata, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa RIA.

Sebbene la Russia sia nota per condurre operazioni di spionaggio, nella storia recente della Repubblica Italiana non si era mai registrata un’accusa di tale calibro, che potesse mettere a rischio a sicurezza del Paese. Commentando la notizia, il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, ha fatto sapere di aver convocato l’ambasciatore russo in Italia e di aver trasmesso a quest’ultimo “la ferma protesta del governo italiano”. “Ringrazio la nostra intelligence e tutti gli apparati dello Stato che ogni giorno lavorano per la sicurezza del nostro Paese”, ha scritto sul suo profilo Facebook il capo della Farnesina.

di Redazione

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