Libia: Haftar invita alla pace, cresce il ruolo dell’Italia

Pubblicato il 31 marzo 2021 alle 8:45 in Italia Libia

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In un clima caratterizzato da una crescente mobilitazione diplomatica, a livello sia nazionale sia internazionale, il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, ha esortato la popolazione libica a costruire le basi per realizzare la pace e attuare il progetto di riconciliazione nazionale in Libia. Nel frattempo, il ministro degli Esteri dell’Italia, Luigi Di Maio, ha annunciato l’apertura di un consolato italiano a Bengasi e di un consolato onorario nel Sud della Libia.

Le parole del ministro italiano sono giunte il 30 marzo, nel corso di dichiarazioni alla stampa, in cui ha sottolineato come l’Italia abbia creduto negli sforzi profusi a livello diplomatico e, quando è la diplomazia a prevalere, Roma “torna a svolgere un ruolo essenziale”. Di Maio ha poi riferito di essere impegnato nel creare opportunità lavorative per le aziende italiane, la cui presenza in Libia sarebbe stata impensabile un tempo, mentre ora queste possono contribuire alla ricostruzione del Paese Nord-africano. In tale quadro si collocano altresì le parole dell’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Buccino Grimaldi, riportate il 31 marzo, il quale ha confermato che le compagnie italiane inizieranno quanto prima i lavori per completare il progetto di costruzione presso l’aeroporto di Tripoli, che si prevede verrà completato entro il 2022. L’obiettivo sarà contribuire al ritorno delle compagnie aeree internazionali in Libia.

Parallelamente, le aziende coinvolte nei lavori della strada costiera internazionale sono desiderose di riprendere i lavori, ha dichiarato l’ambasciatore nel corso di un incontro con il ministro dell’Economia e del Commercio del Governo di Unità Nazionale, Muhammad Al-Hawaij, svoltosi il 30 marzo, aggiungendo che Roma è disposta a inviare commissioni tecniche miste per discutere dei dossier di mutuo interesse. Buccino Grimaldi ha poi elogiato gli sforzi del governo di unità nazionale volti a unificare le istituzioni statali, sottolineando la volontà delle società italiane di riprendere ad operare nel Paese Nord-africano, così da completare i progetti in stallo e realizzarne di nuovi. Anche il ministro libico ha espresso la volontà della Libia di ritornare a collaborare con l’Italia per trarre beneficio dalle sue esperienze nello sviluppo dell’economia e del settore commerciale. Tra gli obiettivi vi è l’istituzione di zone franche e la realizzazione di un complesso fieristico internazionale, con una superficie pari a circa 45 ettari, il quale potrà divenire una piattaforma di comunicazione tra attori operanti nel settore commerciale, oltre ad essere di supporto al settore sanitario.

Nel frattempo, nella medesima giornata del 30 marzo, l’inviato speciale dell’Onu in Libia, Jan Kubis, altresì capo della Missione di Sostegno (UNSMIL), ha tenuto colloqui con il presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh. Quest’ultimo si è impegnato a delineare il quadro giuridico e costituzionale necessario a organizzare le elezioni legislative e presidenziali, già programmate per il 24 dicembre 2021. Kubis, da parte sua, seppur congratulandosi con Saleh per il ruolo svolto nel garantire la riunificazione del Parlamento libico e nel concedere fiducia al governo di unità nazionale, ha sottolineato come i deputati libici debbano ora impegnarsi per far sì che le elezioni vengano indette nella data prevista. Le Nazioni Unite, ha affermato l’inviato, continueranno a fornire il supporto necessario all’Alta Commissione e alle autorità libiche impegnate nell’organizzazione del processo elettorale.

Sempre il 30 marzo, il generale Haftar ha partecipato al Primo Forum nazionale per le componenti sociali nell’area di Rajma, nell’Est di Bengasi. Nel suo discorso, il capo dell’LNA ha esortato la popolazione libica a impegnarsi per ristabilire la pace nel Paese e a portare avanti il processo verso la riconciliazione nazionale. Al contempo, Haftar ha elogiato il ruolo svolto dalle forze armate nel proteggere il Paese e nel contrastare il terrorismo e l’estremismo. Da parte loro, i partecipanti al Forum hanno messo in luce la necessità di tenere le elezioni nella data prevista “senza ritardi” e di riportare “stabilità politica” in Libia, anche attraverso una “riconciliazione sociale globale”.

La Libia si trova ad assistere a una fase di transizione, che si prevede culminerà con le elezioni del 24 dicembre. Quanto accaduto prima, il 5 febbraio, con la nomina delle nuove autorità esecutive da parte del Forum di dialogo politico, e poi, il 10 marzo, con il voto di fiducia al governo ad interim, ha rappresentato un momento “storico” per il Paese Nord-africano, che, dal 15 febbraio 2011, è stato teatro di una perdurante crisi e di una lunga guerra civile. Come ribadito più volte dal premier Abdul Hamid Dbeibah, la missione principale del governo unitario ad interim, definito un “governo di tutti i libici”, e del Consiglio presidenziale sarà quella di guidare il Paese verso le elezioni, in seguito alle quali verranno nominate nuove autorità elette democraticamente.

Nel frattempo, si sta procedendo con l’unificazione delle istituzioni statali libiche. Come riferito dal primo ministro, in meno di un mese il processo è stato già completato all’80%.In particolare, il governo, il Parlamento, la Banca centrale, i Ministeri e l’agenzia per l’energia sono stati tutti unificati, ma uno dei nodi da sciogliere continua a essere lo smantellamento delle milizie libiche e la loro integrazione all’interno delle forze di polizia e delle istituzioni civili statali. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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