L’Arabia Saudita annuncia investimenti da 1,3 trilioni dal settore privato

Pubblicato il 31 marzo 2021 alle 12:06 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, ha riferito, il 30 marzo, che la compagnia petrolifera Saudi Aramco e la petrolchimica Saudi Basic Industries Corp (SABIC) guideranno investimenti del valore di 5 trilioni di riyal, pari all’incirca a 1,3 trilioni di dollari, da parte del settore privato locale. La mossa si inserisce nel quadro di un programma volto a diversificare l’economia saudita.

La cifra verrà mobilitata nell’arco di dieci anni, entro il 2030, all’interno di un nuovo programma denominato Shareek, promosso e sostenuto dal governo di Riad. Tale programma, a detta del principe bin Salman, aiuterà il settore privato a creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro e aumenterà il contributo del settore privato al PIL fino al 65% entro la fine del prossimo decennio, oltre a sviluppare partenariati tra il governo e il settore privato, così come previsto dalla Saudi Vision 2030. L’obiettivo è far sì che il settore privato possa contribuire a rendere il sistema economico del Regno sempre più indipendente dalle esportazioni di petrolio, le quali costituiscono tuttora circa la metà delle fonti di reddito del Paese del Golfo. In tal modo, si andranno a sviluppare nuovi settori economici e verranno create nuove opportunità di lavoro per milioni di sauditi.

Stando a quanto dichiarato dal principe bin Salman nel corso di un discorso televisivo, la decisione fa parte di un programma di investimenti più ampio, il cui valore complessivo è pari a 12 trilioni di riyal. In particolare, 3 trilioni verranno stanziati dal Fondo per gli investimenti pubblici (PIF), mentre altri 4 saranno legati a una nuova strategia nazionale di investimento saudita, in cui saranno inclusi anche investimenti esteri. Gli investimenti di Saudi Aramco e SABIC rappresenteranno, invece, il 60%. A tal proposito, il ministro delle Finanze saudita, Mohammed al-Jadaan, ha aggiunto che 24 società, per la maggior parte quotate, investiranno 2 trilioni di riyal entro il 2025 e altri 3 trilioni di riyal entro il 2030. Il PIF, ha specificato il ministro, è azionista in gran parte di tali aziende. Inoltre, lo stesso Jadaan ha dichiarato che lo Stato saudita offrirà loro sostegno, compresi prestiti agevolati da istituzioni saudite per lo sviluppo e incentivi fiscali nelle zone franche, in linea con le linee guida dell’Organizzazione mondiale del commercio.

Come affermato dal principe ereditario, il Regno si appresta a spendere, nei prossimi dieci anni, più di quanto abbia speso negli ultimi 300 anni. Questo perché gli investimenti totali potrebbero raggiungere i 27 trilioni, pari a circa 7 trilioni di dollari, se si considerano anche la spesa pubblica e il consumo locale, che ammontano, rispettivamente, a 10 e 5 trilioni di riyal. Tali cifre, tuttavia, potrebbero altresì aumentare. Aumentando gli investimenti nell’economia nazionale, ha spiegato bin Salman, si creeranno opportunità senza precedenti.

L’annuncio del 30 marzo giunge dopo che il governo di Riad ha approvato, il 17 marzo, un piano volto a rafforzare la partecipazione del settore privato nella crescita del Paese, attraverso la privatizzazione di servizi governativi. In particolare, si tratta di un sistema con cui Riad potrà ridistribuire i settori economici tra il pubblico e il privato, in modo da diversificare le fonti di finanziamento e valorizzare il ruolo delle aziende private. Stando a quanto specificato in una dichiarazione del Consiglio dei ministri saudita, il “piano di privatizzazione” include circa 100 possibili iniziative riguardanti più di dieci settori, tra cui istruzione, sanità, energia, agricoltura, telecomunicazioni, tecnologia dell’informazione, sviluppo sociale e sport. In tale quadro si inserisce altresì la possibile privatizzazione di 60 scuole saudite nel corso del 2021.

L’Arabia Saudita, definita la maggiore economia della regione mediorientale e il più grande esportatore di petrolio al mondo, sta cercando di portare avanti e rafforzare la propria Vision 2030, la strategia di riforme economiche promossa dal principe ereditario, il cui obiettivo è diversificare l’economia saudita, creare nuove opportunità di lavoro e innalzare la qualità della vita nel Paese, rendendo il Regno sempre più indipendente dal petrolio. In tale quadro, già nel 2018, il Council of Economic and Development Affairs aveva approvato un primo piano di privatizzazione, volto proprio a raggiungere gli obiettivi della Vision 2030. Nello specifico, Riad aveva messo in vendita beni statali per un valore di 35-40 miliardi di riyal, corrispondenti all’incirca a 9,3- 10,7 miliardi di dollari. 

Risale, invece, al 2017 la creazione del National Center for Privatization & PPP, volto a consentire la privatizzazione e le partnership pubblico-private nell’ambito della Saudi Vision 2030, attraverso la formulazione di regolamenti, creando quadri di privatizzazione, preparando beni e servizi governativi identificati per la privatizzazione e sviluppando un processo di privatizzazione efficiente, oltre a promuovere opportunità a livello nazionale e internazionale. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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