La Siria verso la deriva, raccolti 4,4 miliardi di dollari

Pubblicato il 31 marzo 2021 alle 16:02 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I Paesi e gli enti partecipanti alla Conferenza sulla Siria di Bruxelles, svoltasi in videoconferenza il 29 e 30 marzo, hanno raccolto 4.4 miliardi di dollari di aiuti per il 2021 e altri 2 miliardi per gli anni successivi. Nel frattempo, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha messo in guardia da una situazione che sta andando “alla deriva”.

L’incontro è stato co-ospitato dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea e ha visto la partecipazione di circa 50 Paesi, oltre a organizzazioni non governative, istituzioni finanziarie internazionali e agenzie delle Nazioni Unite. Al termine del meeting, gli Stati Uniti, attraverso di Segretario di Stato, Anthony Blinken, hanno dichiarato che stanzieranno più di 596 milioni di dollari in aiuti per la Siria, volti a fornire assistenza a circa 13,4 milioni di siriani in patria e a oltre 5,6 milioni di rifugiati in Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto. Parallelamente, la Germania ha promesso più di 1,7 miliardi di euro, il che equivale al maggiore contributo stanziato da Berlino nel corso degli ultimi quattro anni.

Dal Qatar, invece, si prevede giungeranno circa 100 milioni di dollari. Durante un discorso pronunciato nel corso del meeting, il vice primo ministro e ministro degli Affari Esteri qatariota, lo sceicco Muhammad bin Abdul Rahman al-Thani, ha ribadito il sostegno di Doha agli sforzi internazionali volti a raggiungere una soluzione politica della crisi siriana, sulla base della dichiarazione di Ginevra del 2012 e delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, e, in particolare, la risoluzione 2254. “È giunto il momento per la comunità internazionale di impegnarsi”, ha affermato il ministro qatariota, mettendo in luce la necessità di porre fine a uccisioni e violenza.

Nonostante l’impegno mostrato dai partecipanti alla Conferenza di Bruxelles, la cifra raccolta è lontana dai 10 miliardi di dollari richiesti in precedenza, di cui 4,2 miliardi sarebbero necessari per far fronte alla situazione umanitaria all’interno del Paese e altri 5,8 miliardi per i rifugiati e i Paesi mediorientali che li ospitano. Stando alle ultime informazioni fornite dalle Nazioni Unite, sono circa 11,7 milioni i siriani che necessitano di forme di assistenza e protezione, mentre si stima che il numero di sfollati interni sia pari a 6,2 milioni. Parallelamente, l’83% della popolazione siriana vive al di sotto della soglia di povertà.

Di fronte a tale scenario, il Segretario generale dell’Onu ha affermato che, dopo circa dieci anni di guerra, la popolazione siriana non crede più che la comunità internazionale possa aiutarla a uscire dal conflitto, ma, per Guterres, ciò, invece, è ancora possibile. Ad ogni modo, porre fine al conflitto in Siria è una “responsabilità collettiva”. Inoltre, il Segretario generale ha sottolineato, nel corso di un briefing tenuto, sempre il 30 marzo, presso l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la necessità di cooperare per attuare la risoluzione 2254 dell’Onu e redigere una nuova Costituzione, al fine di consentire elezioni libere ed eque. Il rischio è che la situazione vada sempre più alla deriva e che nel Paese non si giunga ad alcuna soluzione, né tantomeno alla pace. Il Segretario Generale ha poi confermato che le Nazioni Unite hanno inviato, nel 2020, una media di 1.000 camion di aiuti al mese a Idlib, nel Nord-Ovest della Siria, attraverso il confine turco, spiegando che 2,4 milioni di persone ne hanno beneficiato ogni mese.

Da parte sua, l’inviato speciale per la Siria, Geir Pedersen, ha riferito che, sebbene la situazione sul campo sia relativamente calma da circa un anno, non è ancora possibile parlare di pace. In particolare, l’inviato ha fatto riferimento a tensioni militari ancora “alte”, frequenti esplosioni ed episodi di violenza, dove ospedali e civili sono ancora colpiti e dove “cinque eserciti stranieri operano in prossimità l’uno dell’altro”. “Le fiamme possono riaccendersi in qualsiasi momento”, ha affermato Pedersen, ribadendo la necessità di continuare a promuovere urgentemente un cessate il fuoco nel Paese.

A tal proposito, il quotidiano al-Araby al-Jadeed ha riportato, il 31 marzo, che almeno 15 persone sono state uccise e ferite nelle ultime ore, a seguito dell’esplosione di bombe, mine o altri ordigni esplosivi in diverse aree della Siria. Tra gli ultimi episodi, a mezzanotte tra il 30 e il 31 marzo, un ordigno esplosivo, piantato da persone non identificate, è esploso nel centro di Afrin, nel Nord della Siria, mentre a Idlib una persona è morta mentre lavorava in un terreno agricolo, a seguito dell’esplosione di residuati bellici. Un altro civile ha poi perso la vita nei pressi di Damasco, dove l’esplosione di una bomba ha provocato il ferimento di altri 7 civili. Non da ultimo, a Deir al-Zor, nell’Est della Siria, una persona è stata uccisa e altre sono rimaste ferite a seguito di uno scontro armato avvenuto tra due famiglie in un’area posta sotto il controllo delle Syrian Democratic Forces (SDF).

Il conflitto in Siria è scoppiato il 15 marzo 2011. Ad affrontarsi vi sono, da un lato, l’esercito legato al governo siriano e al presidente Bashar al-Assad, coadiuvato da Mosca e appoggiato dall’Iran e dalle milizie libanesi filoiraniane di Hezbollah, mentre, sul fronte opposto, vi sono i ribelli, i quali ricevono il sostegno della Turchia. Il 5 marzo 2020, il presidente russo, Vladimir Putin, e il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, hanno raggiunto un accordo volto a porre fine all’offensiva dei mesi precedenti nel governatorato Nord-occidentale di Idlib e a favorire il ritorno di sfollati e rifugiati nell’ultima enclave posta sotto il controllo dei gruppi ribelli. Nel corso dell’ultimo anno, la tregua è stata più volte violata, ma l’intesa di Mosca e Ankara ha scongiurato il rischio di un’offensiva su vasta scala. 

 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.