Iraq: il premier in visita in Arabia Saudita

Pubblicato il 31 marzo 2021 alle 17:55 in Arabia Saudita Iraq

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Il primo ministro iracheno, Mustafa al-Kadhimi, si è recato in Arabia Saudita, mercoledì 31 marzo, per la sua prima visita ufficiale nel Regno, che si prevede porterà alla firma di cinque accordi.

Il premier è stato accolto dal principe ereditario saudita, Mohammad bin Salman, con cui ha tenuto una serie di colloqui volti a discutere degli ultimi sviluppi relativi ai dossier regionali di mutuo interesse e alle modalità per rafforzare la cooperazione tra i propri Paesi a livello politico, economico e di sicurezza. Gli accordi posti sul tavolo delle discussioni sono almeno cinque e riguardano diversi ambiti, tra cui finanziario, commerciale, economico, culturale e mediatico. Ad accompagnare al-Kadhimi vi sono diversi ministri del gabinetto iracheno e alcuni governatori delle province confinanti con il Regno, che si presume abbiano discusso con le controparti saudite dell’aumento dei valichi di frontiera tra i due Paesi.

Al termine del meeting, fonti saudite hanno riferito che Riad e Baghdad  hanno deciso di creare un fondo comune con un capitale stimato di 3 miliardi di dollari. Si tratta di un un “contributo del Regno” volto a stimolare gli investimenti nell’economia irachena. In tal modo, gli investimenti dell’Arabia Saudita in Iraq dovrebbero salire a 10 miliardi di riyal, equivalenti all’incirca a 2,67 miliardi di dollari.

Poco prima del suo arrivo a Riad, il primo ministro iracheno ha affermato che la visita intrapresa il 31 marzo mira a consolidare le “distinte relazioni” tra i due Paesi e a stabilire orizzonti di cooperazione, in modo da rispondere agli interessi di entrambi e favorire la stabilità della regione. Da parte sua, l’ambasciatore dell’Arabia Saudita in Iraq, Abdulaziz Al-Shammari, ha confermato che la visita di al-Kadhimi giunge in un momento rilevante, e si prevede che verrà seguita da incontri tra gli imprenditori dei due Paesi, nel quadro del Comitato di Coordinazione congiunto saudita-iracheno. Un consigliere del primo ministro, Hussein Allawi, ha spiegato che, nel corso dei colloqui, al-Kadhimi e i funzionari iracheni che lo accompagnano prenderanno in esame anche i piani di investimento e di sviluppo presentati dalla Commissione di Investimento Nazionale irachena alle compagnie saudite, con il fine ultimo di avviare progetti congiunti.

Il premier iracheno era atteso nel Regno saudita già il 20 luglio scorso, ma i problemi di salute del re saudita hanno spinto i due Paesi a rinviare la visita. Nel corso degli anni, l’Arabia Saudita ha più volte cercato più volte di “corteggiare” l’Iraq, di comune accordo con gli Stati Uniti, con il fine di contrastare la crescente influenza dell’Iran, considerato il principale nemico in Medio Oriente sia da Riad sia da Washington. Da parte sua, l’Iraq mira ad ottenere vantaggi economici dai maggiori rapporti con il Regno saudita.

La ripresa delle relazioni diplomatiche tra Baghdad e Riad è da far risalire al mese di dicembre 2015, dopo un’interruzione durata circa 25 anni, seguita all’invasione irachena in Kuwait del 1990. L’istituzione del Consiglio di Coordinazione congiunto saudita-iracheno per la cooperazione economica risale, invece, al mese di ottobre 2017, pochi mesi prima della sconfitta militare dell’ISIS in Siria e in Iraq. In quell’anno, Riad e Baghdad si sono impegnate a facilitare la ricostruzione delle aree devastate dai terroristi in Iraq. Non da ultimo, nel mese di aprile 2019, dopo la riapertura del consolato saudita, Riad si è impegnata a stanziare prestiti da 1.5 miliardi di dollari e, dopo un mese, sono stati siglati 13 accordi in diversi ambiti, dall’energia all’istruzione.

Già il 10 novembre 2020, nel corso di un meeting in videoconferenza tra il premier iracheno e il principe ereditario saudita, il Regno aveva riferito che avrebbe continuato a sostenere gli sforzi profusi dall’Iraq all’interno della coalizione internazionale anti-ISIS, a guida statunitense. Un altro punto al centro delle discussioni ha poi riguardato il piano volto alla creazione di un’area di libero scambio e la riapertura del valico di frontiera di Arar, chiuso da circa 29 anni. Si tratta di un attraversamento situato nella provincia irachena di Anbar, nell’ovest del Paese, completamente chiuso dopo la prima guerra del Golfo del 1991. L’ipotesi della riapertura era già stata presa in esame nel corso di un meeting del 20 luglio 2020, quando Riad si era impegnata a riaprire il valico previa verifica delle condizioni necessarie, in modo da favorire gli scambi economici e commerciali tra i due Paesi, sulla base di un accordo firmato con il precedente governo iracheno, presieduto da Adel Abdul Mahdi, nel mese di ottobre 2019.  

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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