India-Pakistan: gli ultimi segnali di riavvicinamento

Pubblicato il 31 marzo 2021 alle 11:57 in India Pakistan

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Il primo ministro del Pakistan, Imran Khan, ha risposto alla lettera del suo omologo indiano, Narendra Modi, il 29 marzo, in un ulteriore segnale di riavvicinamento tra India e Pakistan. Il 31 marzo, poi, Khan parteciperà poi ad una riunione di governo per decidere sulla ripresa delle relazioni commerciali con la parte indiana, al momento interrotte.

Nella lettera indirizzata a Modi, il cui testo non è stato reso pubblico da nessuna tra le parti coinvolte, Khan ha affermato che il Pakistan vuole istituire relazioni di cooperazione e pacifiche con tutti i Paesi con cui confina, compresa l’India. Secondo quanto riferito da funzionari coinvolti nella vicenda, Khan avrebbe poi rivolto un appello alla controparte indiana per la risoluzione delle dispute territoriali tra le parti nella regione contesa del Kashmir e delle altre problematiche bilaterali esistenti. Il 23 marzo scorso, in occasione della giornata nazionale del Pakistan, il premier indiando aveva scritto a Khan rivolgendo un augurio a tutto il suo Paese ed esprimendo la speranza di stabilire relazioni strette e amichevoli tra Nuova Delhi e Islamabad.

In seguito allo scambio tra i due leader, il 31 marzo, alcune fonti interne al governo pakistano hanno rivelato in forma anonima che il Pakistan starebbe valutando la possibilità di riallacciare i rapporti commerciali con l’India. Questi ultimi erano stati interrotti in seguito al 5 agosto 2019, quando Nuova Delhi aveva revocato l’autonomia della porzione di Kashmir sotto il suo controllo. Il 31 marzo, Khan prenderà una decisione sulla questione dopo aver incontrato i membri del governo.

Gli ultimi sviluppi nelle relazioni indo-pakistane si inseriscono in una fase di ripresa del dialogo bilaterale, iniziata lo scorso 25 febbraio, quando, gli eserciti indiano e pakistano avevano concordato di attenersi rigidamente ad un accordo di cessate il fuoco lungo il confine de facto tra i due Paesi nella regione del Kashmir, detto Linea di controllo (LoC), risalente al 2003. Successivamente, il 23 marzo scorso, Nuova Delhi e Islamabad avevano poi deciso di riprendere i dialoghi bilaterali nel quadro della Commissione permanente dell’Indo, per discutere dei diritti di sfruttamento delle acque di tale fiume, dopo uno stallo di tre anni. Secondo alcuni, dietro al riavvicinamento tra le parti potrebbe esserci stata l’azione degli Emirati Arabi Uniti (UAE), che sono un importante partner economico sia per l’India, sia per il Pakistan.

Le relazioni tra le parti hanno assistito ad una fase di deterioramento a partire dal 14 febbraio 2019, quando un attentato suicida rivendicato dall’organizzazione terroristica nota come Jaish-e-Muhammad (JeM) nella zona indiana del Kashmir aveva causato la morte di 44 persone, tra membri del personale di sicurezza indiano e civili. Il successivo 26 febbraio, Nuova Delhi aveva quindi avviato un’operazione aerea nel territorio pakistano ma, il giorno dopo, Islamabad aveva abbattuto 2 jet indiani, catturando un pilota. Tale momento di accresciute tensioni era stato smorzato dalla riconsegna del pilota ma le relazioni bilaterali indo-pakistane sono rimaste tese.

Il nodo centrale delle tensioni tra India e Pakistan riguarda il Kashmir che è situato tra l’India, il Pakistan e la Cina che, al momento, ne amministrano aree distinte. La parte centro-meridionale della zona, il Jammu e Kashmir, è amministrato dall’India, lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, a Nord-Ovest, sono sotto la giurisdizione del Pakistan e l’area a Nord-Est, Aksai Chin, è sotto il controllo della Cina. Tale ripartizione non è riconosciuta dagli attori coinvolti tant’è vero che Nuova Delhi e Islamabad rivendicano la propria sovranità l’una sulle parti dell’altra.

India e Pakistan hanno combattuto tre conflitti maggiori e altri minori dal 1947, anno in cui entrambi hanno ottenuto l’indipendenza dal dominio coloniale inglese. Due tra le tre guerre di maggiore portata avevano riguardato proprio la regione del Kashmir. Di fronte alle tensioni nate dalle rivendicazioni concorrenti, l’Onu aveva quindi istituito la LoC, dove è in atto un cessate il fuoco dal 2003 che le parti, però, violano spesso e che il 25 febbraio scorso si sono nuovamente impegnate a rispettare. Al contempo, da decenni, nella parte indiana ci sono gruppi ribelli che lottano per l’indipendenza del territorio o per unirsi al Pakistan, accusato dall’India di armare tali militanti.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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