Cina: la ripresa delle aziende a marzo

Pubblicato il 31 marzo 2021 alle 11:09 in Asia Cina

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Il Purchasing Managers Index (PMI) complessivo dell’output della Cina nel mese di marzo 2021 è stato del 55,3% e ha registrato una crescita di 3,7 punti percentuali rispetto a febbraio, secondo dati pubblicati dall’Ufficio nazionale di statistica il 31 marzo. La cifra comunicata ha dimostrato che le attività produttive e operative delle aziende cinesi stanno accelerando.

Nel mese di marzo 2021, il PMI, che è il dato che monitora i cambiamenti in corso nei settori economici privati, del settore manifatturiero cinese si è attestato al 51,9%, aumentando di 1,3 punti percentuali rispetto al mese precedente ed evidenziando un ritorno alla crescita del settore.  Nello stesso periodo il PMI del settore non-manifatturiero è stato del 56,3%, con una crescita di 4,9 punti percentuali rispetto a febbraio 2021, indicando un’espansione in rapido aumento.

Per quanto riguarda le grandi aziende manifatturiere della Cina, il PMI si è attestato al 52,7%, per le aziende medie al 51,6 % e per quelle piccole al 50,04%, con crescite rispettive di 0,5, 2 e 2,1 punti percentuali rispetto a febbraio 2021. Il PMI è composto da indici che, nel settore manifatturiero sono cinque, ovvero quelli relativi alla produzione, ai nuovi ordini, al personale, ai tempi di consegna dei fornitori e alle scorte di materiali grezzi. Al momento, nel PMI del settore manifatturiero cinese, i primi tre indici sarebbero superiori al cosiddetto punto critico, mentre, il quarto sarebbe esattamente a tale livello e l’ultimo ancora inferiore. Il dato relativo alla produzione ha registrato una crescita di due punti percentuali rispetto a febbraio, evidenziando che il ritmo di espansione della produzione sta accelerando. Anche quello riferito ai nuovi ordini, crescendo di 2,1 punti percentuali, ha evidenziato una domanda crescente del mercato, rispecchiata anche da un maggior consumo delle materie prime e dall’aumento dell’impiego. Lo stato ad un punto critico dell’ultimo indice avrebbe infine rispecchiato la situazione del mese precedente.

In riferimento al PMI del settore non-manifatturiero, invece, la crescita del dato è stata guidata dai segmenti dell’edilizia e dei servizi che hanno avuto un PMI di rispettivamente 62,3% 3 55,2% con crescite di 7,6 e 4,4 punti percentuali rispetto al mese di febbraio 2021.

In base a quanto riferito dal South China Morning Post, se il PMI di un settore si attesta al di sopra del 50%, il dato indica una crescita, al contrario, se inferiore a tale soglia, evidenzia una contrazione. Oltre a questo, tanto più il PMI di un settore è più alto del 50%, tanto più la sua crescita sarà veloce.

Secondo un membro dell’Ufficio di statistica della Cina, Zhao Qinghe, dopo le festività del capodanno cinese dall’11 al 17 febbraio scorsi, in Cina, la ripresa della produzione è accelerata. Alcune aziende che hanno partecipato ai sondaggi hanno affermato che a causa di ripetute ondate di contagi di coronavirus all’estero e al blocco dell’economia e del commercio internazionali hanno avuto problemi con le forniture di materiali grezzi. In particolare, oltre ad essere insufficienti, i prezzi di tali beni sarebbero aumentati significativamente e il ciclo per la loro fornitura si sarebbe ampliato notevolmente. Con il consolidarsi dei controlli sui contagi di coronavirus, però, la domanda dei consumatori starebbe riprendendo e anche l’industria dei servizi avrebbe accelerato la ripresa.

Nel 2020, la a diffusione della pandemia di coronavirus ha determinato una crisi economica a livello mondiale, danneggiando il commercio internazionale. Anche la Cina ha risentito di tali circostanze e, sebbene sia tata l’unica tra le grandi economie mondiali a mostrare una crescita positiva, il tasso del 2,3% è stato il più basso mai registrato nel Paese dal 1976, quando, a termine della Rivoluzione culturale, si attestò all’1,6%. Per il 2021, Nonostante la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo abbia fornito una stima dell’8,1% per la crescita economica cinese, il Paese ha posto un obiettivo flessibile che vada dal 6% in su.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

 

di Redazione

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