Visita ufficiale di Di Maio in Bosnia Erzegovina

Pubblicato il 30 marzo 2021 alle 13:34 in Balcani Italia

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Il 30 marzo, il ministro degli Affari Esteri italiano, Luigi Di Maio, si trova in visita ufficiale in Bosnia e Erzegovina, dove ha incontrato la Presidenza collegiale del Paese, per discutere dell’avvicinamento del Paese all’UE. 

La Bosnia-Erzegovina ha una Presidenza collegiale composta da 3 membri che vengono eletti rispettivamente dalla comunità serba, da quella croata e da quella bosniaca-musulmana, con mandato quadriennale. La guida della Presidenza tripartita della Bosnia-Erzegovina viene assunta a rotazione, per una durata di otto mesi, da uno dei tre componenti della cosiddetta “triade” presidenziale, che attualmente è formata da Milorad Dodik, Željko Komšić e Šefik Džaferović. In occasione della visita di Di Maio a Sarajevo, i rappresentanti hanno discusso insieme al ministro italiano delle relazioni bilaterali tra Italia e Bosnia e Erzegovina e quest’ultimo ha ribadito l’incoraggiamento e il sostegno di Roma alle riforme necessarie per avvicinare la Bosnia e Erzegovina all’Unione Europea. 

Già il 29 marzo, Di Maio si trovava a Sarajevo e ha incontrato l’Alto Rappresentante del Paese, Valentin Inzko. Si tratta di una carica istituita con gli accordi di Dayton del 1995, con l’obiettivo di supervisionare l’implementazione delle condizioni previste dall’intesa, che ha messo fine conflitto armato che ha lacerato la regione tra il primo marzo 1992 e il 14 dicembre 1995. Nel suo colloquio con Inzko, il ministro italiano ha ribadito il pieno sostegno dell’Italia al ruolo dell’ufficio da lui presieduto e ha sottolineato la necessità di promuovere una concreta agenda di riforme e riconciliazione in Bosnia-Erzegovina per garantire la pace e la stabilità nella regione. Inoltre, lo stesso giorno, Di Maio ha avuto “un proficuo scambio di vedute” con il Rappresentante Speciale dell’UE per la Bosnia-Erzegovina, Johann Sattler, al quale ha ribadito il convinto sostegno dell’Italia a una prospettiva europea per il Paese. Inoltre, i due rappresentanti hanno discusso del ruolo dell’UE nella regione dei Balcani Occidentali. 

La Bosnia-Erzegovina, insieme ad altri Paesi della regione, è stata identificata come potenziale candidato all’adesione all’UE durante il vertice del Consiglio Europeo di Salonicco del 19-20 giugno 2003. Da allora sono entrati in vigore una serie di accordi tra l’Unione e Sarajevo, tra cui gli accordi per la facilitazione nell’ottenere il visto e di riammissione (2008), accordo interinale sul commercio e questioni relative al commercio (2008). Inoltre, un Accordo di Stabilizzazione e Associazione (ASA) è stato ratificato ed è entrato in vigore il primo giugno 2015. Quindi, nel febbraio del 2016, la Bosnia-Erzegovina ha presentato domanda di adesione all’UE. La Commissione ha adottato il suo parere sulla domanda di adesione all’UE del Paese a maggio del 2019, individuando 14 priorità fondamentali che Sarajevo deve soddisfare in vista dell’apertura dei negoziati di adesione all’UE. Il Consiglio ha approvato il parere e le priorità chiave nel dicembre 2019. Quest’ultimo costituisce una tabella di marcia completa per riforme profonde nei settori della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti fondamentali e della riforma della pubblica amministrazione.

Inoltre, il 29 marzo, sempre in Bosnia Erzegovina, il ministro italiano ha incontrato il Comandante dell’EUFOR-Althea, il Magg. Gen. Alexander Platzer, e il Comandante NATO, il Gen. Brig. Eric Folkestad. Di Maio ha reso omaggio al contributo della comunità internazionale alla stabilizzazione della Bosnia-Erzegovina e portato il suo saluto al contingente italiano. L’Operazione EUFOR “Althea” è stata lanciata il 2 dicembre 2004, su mandato delle Nazioni Unite, in sostituzione dell’Operazione della NATO “Joint Forge”. Nelle prime fasi, l’operazione contava circa 6.000 soldati, una consistenza che si è progressivamente ridotta con il generale e costante miglioramento del livello di sicurezza e della capacità delle Autorità locali di operare per il mantenimento delle condizioni di pace e stabilità. Nel 2012 l’operazione è stata riconfigurata ed ha cambiato la sua attenzione al potenziamento delle capacità e la formazione delle Forze Armate del Paese. Tuttavia, ha mantenuto i suoi obblighi – mandato esecutivo, in linea con quanto richiesto dal consiglio di Sicurezza delle nazioni Unite – per sostenere le autorità della Bosnia-Erzegovina nel mantenimento della sicurezza. Attualmente la consistenza massima annuale autorizzata dall’Italia per il contingente nazionale impiegato nella missione è di 40 militari. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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