L’Ucraina punta a rilanciare l’industria bellica

Pubblicato il 30 marzo 2021 alle 20:05 in Ucraina

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L’Ucraina punta ad aumentare la vendita di armi, tramite il rilancio della società statale Ukroboronprom nello specifico e dell’industria bellica del Paese, in generale. 

Stando a quanto riferito, lunedì 29 marzo, dal quotidiano Al-Jazeera English, l’instabilità politica del Paese, ha spinto Kiev ad investire nel settore della Difesa, con risultati importanti. Per esempio, la società statale più rilevante del settore, la Ukroboronprom, a detta degli esperti, ha sviluppato un portafoglio prodotti “impressionante”. Ne è un esempio lo Skif, un sistema missilistico guidato che può essere controllato a distanza. Oleg Korostelyov, il direttore generale della società per la difesa Luch Design Bureau, ha affermato di non conoscere “nessun altro sistema anticarro che permetta all’operatore di sparare lontano dal missile”. Inoltre, a gennaio, Kiev ha presentato una nuova versione dei missili Kub i quali, secondo gli sviluppatori, saranno in grado di abbattere bombardieri e droni a lunghe distanze. Gli esperti hanno chiarito che tali  arsenali sono stati dispiegati contro i carri armati separatisti.

Ukroboronprom è un conglomerato in cui convergono oltre un centinaio di stabilimenti di produzione di armi. La società riunisce imprese multidisciplinari ucraine, le quali sono specializzate in vari settori della Difesa. È impegnata in attività economiche nel campo dello sviluppo, della fabbricazione, della riparazione e dell’ammodernamento di armi e equipaggiamenti militari, nonché coinvolta nella cooperazione militare e tecnica con Paesi del Medio Oriente, con il Pakistan e l’India. Ukroboronprom si occupa, nello specifico, della fabbricazione di carri armati, veicoli robotici, sistemi di difesa aerea e anticarro, ma anche di munizioni ed esplosivi e di propulsori per astronavi.

L’Ucraina, che fino al 1991 faceva parte dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), ha ereditato dall’era sovietica gran parte del complesso militare e industriale, nonché i suoi esperti e professionisti. Grazie a questi ultimi, l’Ucraina è stata in grado di mantenere stabile l’attività dell’industria bellica e di ideare nuove tipologie di armamenti. L’ammodernamento delle armi sovietiche rappresenta un punto di forza di Ukoboronprom, secondo gli analisti del settore. Questi fattori, insieme, rendono l’Ucraina un Paese leader nell’esportazione di armi. Kiev si colloca al 12° posto nella classifica mondiale di esportatori di materiale bellico e nel 2012 occupava il 9° posto. La decrescita nel settore può essere collegata all’interruzione dei legami con Mosca nel 2014, a seguito della crisi in Crimea, considerato che l’Ucraina aveva fatto a lungo affidamento sulla produzione congiunta con la Russia nel settore. 

Inoltre, la Ukroboronprom, tra il 2014 e il 2019, ha è stata colpita da scandali riguardanti casi di corruzione e di presunto spionaggio russo. Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha cercato rendere l’azienda più trasparente con il decreto legislativo n. 532, del 3 dicembre 2020. Lo stesso giorno, in conformità con tale misura, Zelensky ha nominato come amministratore delegato di Ukroboronprom l’ex governatore della provincia meridionale di Kherson, Yuriy Husyev. Quest’ultimo è stato incaricato dal governo di Kiev di “ripulire” la società dalla corruzione, così da poter rilanciare l’industria bellica e le esportazioni di armamenti. Secondo quanto riferito da alcune fonti, l’influenza russa su Ukroboronprom avrebbe impedito all’Esercito ucraino di ricevere le forniture militari previste dai contratti, facilitando, nel 2014, l’annessione della Crimea e l’autoproclamazione delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.

Infine, nel 2019, un altro grave scandalo ha colpito l’industria militare e Ukroboronprom. Gli alti funzionari della società, tra cui un associato dell’allora presidente del Paese, Petro Poroshenko, sono stati accusati di aver tratto profitto dall’introduzione illegale di armamenti russi in Ucraina. Le armi, usate, sarebbero state rivendute all’Esercito dell’Ucraina come nuove, a prezzi triplicati. Le forze antigovernative, di fronte a tali notizie, hanno accusato Poroshenko di “alto tradimento”. Le ripercussioni dello scandalo hanno profondamente influenzato le elezioni presidenziali dell’Ucraina che hanno visto Zelensky vincitore, il primo aprile 2019, nel ballottaggio contro Poroshenko.

Il nuovo presidente dell’Ucraina fin dall’inizio del suo mandato, ha “dichiarato guerra” alla corruzione di Ukroboronprom e ha poi annunciato che la società avrebbe “cessato di esistere” nella sua struttura precedente perché tutti i dipendenti corrotti sarebbero stati rimossi. Il nuovo amministratore delegato di Ukroboronprom ha reso noto un progetto secondo il quale la Ukroboronprom sarà trasformata in una holding con un efficace sistema di gestione aziendale. Secondo il progetto, la collaborazione con partner internazionali garantirà, alla società, l’accesso ai mercati finanziari globali. Ad aprile, i legislatori ucraini voteranno per trasformare Ukroboronprom in una joint-stock venture, le cui filiali trasparenti opereranno sotto un minore controllo da parte del governo. Secondo il piano di rinnovamento, la società sarà divisa in due holding, una continuerà a concentrarsi sulle armi mentre l’altra sullo spazio aereo. 

di Redazione

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