Libia: la Francia riapre la sua ambasciata a Tripoli

Pubblicato il 30 marzo 2021 alle 11:10 in Francia Libia

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La Francia ha ufficialmente riaperto la propria ambasciata nella capitale libica, Tripoli, il 29 marzo, in una mossa che mira a mostrare il pieno sostegno di Parigi alla Libia.

L’apertura era stata preannunciata dal presidente francese, Emmanuel Macron, il 23 marzo, ma è stata concretizzata la settimana successiva. L’ambasciata francese in Libia era stata chiusa il 30 luglio 2014 per motivi di sicurezza, sebbene il Paese europeo abbia continuato ad avere una propria rappresentanza diplomatica in Tunisia. Poi, gli sviluppi politici degli ultimi mesi e l’apparente fine delle tensioni sul campo hanno portato Parigi a ritornare in Libia. Ad essere stata posta alla guida dell’ambasciata francese a Tripoli vi è l’ambasciatrice Béatrice Le Fraper du Hellen. Nel suo primo discorso, rivolto poche ore dopo l’apertura, l’ambasciatrice si è detta determinata a lavorare per rafforzare le relazioni bilaterali tra Parigi e Tripoli e ha evidenziato come gli ultimi giorni siano stati intensi, oltre che “distinti”. L’obiettivo, ha affermato Le Fraper du Hellen, è stringere forti legami con tutte le autorità libiche e la popolazione che la ospita.

L’ambasciatrice ha poi fatto riferimento alla visita del 25 marzo, quando il ministro degli Esteri francese, Jean Yves Le-Drian, si è recato a Tripoli con i suoi omologhi di Italia e Germania, Luigi Di Maio ed Heiko Maas. A detta dell’ambasciatrice francese, anche in quell’occasione i Paesi europei hanno desiderato esprimere il proprio sostegno al nuovo governo libico e al Consiglio presidenziale ad interim, chiamati a guidare la Libia in una fase di transizione, fino alle elezioni del 24 dicembre 2021. L’Unione Europea, è stato affermato, si è schierata dalla parte delle nuove autorità esecutive ed è pronta ad assistere il Paese Nord-africano nella sua transizione democratica, oltre che nella piena attuazione dell’accordo di cessate il fuoco, siglato il 23 ottobre 2020. Questo include altresì l’allontanamento di forze e mercenari stranieri, un punto definito “fondamentale”. Oltre a portare stabilità e unità in modo duraturo, Parigi si è infine detta disposta ad affiancare la popolazione libica nel far fronte alla pandemia ci Covid-19.

Quanto accaduto prima il 5 febbraio, con la nomina delle nuove autorità esecutive da parte del Forum di dialogo politico, e poi il 10 marzo, con il voto di fiducia al governo ad interim, rappresenta un momento “storico” per la Libia, che, dal 15 febbraio 2011, ha assistito a una perdurante crisi. Nel corso del conflitto libico, la Francia ha mostrato sostegno per il governo parallelo di Tobruk e dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar. Il suo supporto l’ha portata ad essere altresì accusata di attuare politiche faziose e di ignorare le sospette violazioni dell’embargo sulle armi, a beneficio del generale Haftar.

Con la fine delle tensioni e i crescenti sviluppi politici, anche altri Paesi, tra cui Egitto, Grecia e Malta, hanno affermato di aver intenzione di riaprire le loro ambasciate a Tripoli. La maggior parte dei diplomatici aveva lasciato la Libia già dal 2014, alla luce di attacchi contro rappresentanze diplomatiche e rapimenti. Tra gli attentati definiti più sanguinosi si annovera quello dell’11 settembre 2012, quando il consolato degli Stati Uniti a Bengasi venne attaccato da un gruppo islamista, legato ad al-Qaeda, provocando la morte di 4 statunitensi, tra cui l’ambasciatore degli USA in Libia, J. Christopher Stevens.  Risale, invece, al 23 aprile 2013 un attentato perpetrato contro l’ambasciata francese a Tripoli, per mezzo di un’autobomba, che causò il ferimento di due agenti della sicurezza.

L’Egitto, anch’egli sostenitore del generale Haftar, si sta preparando ad aprire una propria ambasciata a Tripoli, in una mossa che si inserisce nei tentativi del Cairo di riavvicinarsi all’Ovest libico. Secondo alcuni, l’Egitto desidera, in tal modo, inviare un messaggio alla Turchia, avvertendola del fatto che essa non giocherà più da sola nell’Occidente libico. Tuttavia, sia Parigi sia Il Cairo dovranno tener conto del fatto che “l’assenza diplomatica” da Tripoli negli ultimi anni ha contribuito a fornire un ambiente favorevole alla Turchia, la quale ha proseguito con le proprie operazioni militari, politiche ed economiche, in collaborazione con l’ex presidente del Consiglio presidenziale e premier, Fayez al-Sarraj, che le hanno consentito di avanzare progressivamente ad Ovest.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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