Indonesia e Giappone firmano un accordo in materia di difesa

Pubblicato il 30 marzo 2021 alle 14:44 in Giappone Indonesia

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I ministri della Difesa e degli Affari Esteri di Indonesia e Giappone hanno organizzato un incontro nel quadro del dialogo 2+2 per la prima volta dal 17 dicembre 2015, il 30 marzo, e hanno firmato un accordo per l’esportazione di strumentazione di difesa giapponese in Indonesia.

Prima dell’incontro 2+2, il premier giapponese Yoshihide Suga ha incontrato i ministri degli Esteri e della Difesa dell’Indonesia, Retno Marsudi e Prabowo Subianto. In tale circostanza, Suga ha affermato di sperare che l’intesa in materia di sicurezza prevista per il 30 marzo possa diventare una base per ulteriori forme di cooperazione nel settore tra Indonesia e Giappone, anche, nello specifico, per realizzare “la visione di un Indo-Pacifico libero e aperto”.

I negoziati per l’intesa in materia di difesa siglata il 30 marzo erano iniziati già dal 2015 e Tokyo e Jakarta avevano deciso di rilanciarli il 30 ottobre 2020, durante una visita di Suga in Indonesia. Al momento, il Giappone ha istituito accordi simili a quello con l’Indonesia anche con l’Australia, il Regno Unito, la Francia, la Germania, l’India, l’Italia, la Malesia, le Filippine e gli Stati Uniti. Dal 2014, Tokyo ha rimosso una legge che gli impediva di vendere armi all’estero proprio per rilanciare tale settore.

Durante l’incontro tra i quattro ministri, le parti hanno affrontato varie tematiche riguardanti sia i rapporti bilaterali, sia questioni regionali. Tra queste vi è stato uno scambio di vedute sulla situazione in Myanmar, dove l’Esercito ha preso il potere il primo febbraio scorso e, al momento, sono in corso proteste che hanno portato alla morte di oltre 500 persone. In tale quadro, l’Indonesia è uno tra i Paesi della regione del Sud-Est Asia e ha cercato finora di mediare con la giunta militare al potere. Il premier giapponese, invece, ha criticato i militari birmani per la repressione violenta dei movimenti di protesta.

I quattro ministri hanno poi parlato della crescente presenza marittima della Cina nel Mar Cinese Meridionale e nel Mar cinese Orientale. In particolare, il Giappone ha espresso preoccupazione per le ripetute intrusioni di imbarcazioni cinesi nelle proprie acque territoriali in un’area che è però rivendicata sia da Tokyo, sia da Pechino, ovvero quella delle isole chiamate dalla prima Senkaku e dalla seconda Diaoyu, nel Mar Cinese Orientale. L’Indonesia, invece, sebbene non si consideri uno tra i Paesi coinvolti nelle dispute di sovranità sul Mar Cinese Meridionale, ha una questione aperta con Pechino rispetto al fatto che la propria zona economica speciale si sovrapponga alle acque rivendicate da Pechino intorno alle isole Natuna.

Infine, altra tematica regionale affrontata durante i colloqui è stata la questione Nord-coreana. Lo scorso 25 marzo, Pyongyang ha testato missili balistici a corto raggio verso il Mar del Giappone, contravvenendo alle sanzioni Onu.

Prima dell’incontro del 30 marzo, Suga si era recato in visita in Indonesia, il 20 ottobre 2020, dove aveva incontrato il presidente indonesiano, Joko Widodo, con il quale avevano deciso l’organizzazione di un secondo  incontro 2+2. Suga era stato il primo leader straniero che, in seguito all’emergenza coronavirus, aveva visitato l’Indonesia, dopo essersi recato in Vietnam, durante il suo primo viaggio all’estero in qualità di premier, incarico assunto dallo scorso 16 settembre, in seguito alle dimissioni del suo predecessore, Shinzo Abe. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

 

di Redazione