Hong Kong: entrano in vigore le modifiche al sistema elettorale

Pubblicato il 30 marzo 2021 alle 9:55 in Cina Hong Kong

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I 167 membri del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo (ANP), il 30 marzo, hanno rivisto e approvato all’unanimità la revisione degli Allegati 1 e 2 della “Legge di base della regione amministrativa di Hong Kong e della Repubblica Popolare Cinese”, comunemente nota come Basic Law, assicurando un’importante garanzia istituzionale al principio “i patrioti governano Hong Kong”. Il presidente cinese, Xi Jinping, ha quindi firmato i decreti presidenziali 75 e 76, promulgando le modifiche.

La notizia è stata resa nota con una dichiarazione dell’Ufficio di collegamento del governo centrale nelle regioni ad amministrazione speciale di Hong Kong e Macau. Quest’ultimo ha affermato che, con l’approvazione delle modifiche agli Allegati 1 e 2 da parte del Comitato centrale dell’ANP, il sistema democratico in linea con la realtà di Hong Kong è entrato in una nuova fase di sviluppo. L’Ufficio di collegamento ha poi promesso sostegno al governo di Hong Kong nel suo lavoro di adeguamento legislativo.

Per il governo cinese, le modifiche agli Allegati 1 e 2 della Basic Law hanno rispecchiato l’intenzione e la responsabilità dell’esecutivo centrale di sostenere e migliorare il sistema istituzionale “un Paese, due sistemi” e di proteggere la prosperità e la stabilità a lungo termine di Hong Kong. Le nuove modifiche hanno ampliato gli spazi e le modalità di partecipazione alla politica di Hong Kong per i suoi cittadini, espandendo la democrazia e l’equilibrio, secondo quanto affermato dall’Ufficio di collegamento.

Nella dichiarazione è stato poi affermato che il governo centrale ha prestato grande attenzione alla voce della popolazione di Hong Kong, come dimostrato dalle numerose iniziative organizzate per sollecitare l’opinione pubblica sul lavoro dell’ANP che per prima ha proposto miglioramenti al sistema elettorale dell’isola. L’Ufficio di collegamento ha poi specificato che il principio “i patrioti governano Hong Kong” ha trovato sostegno da parte della popolazione locale.

Lo scorso 11 marzo, l’ANP, che è il massimo organo legislativo della Cina, aveva approvato una decisione, contenuta in nove articoli, per migliorare il sistema elettorale di Hong Kong che, una volta modificato, garantirà che siano i patrioti, ovvero coloro che amano il proprio Paese, a governare Hong Kong. Per Pechino, la decisione dell’11 marzo è stata un’ulteriore mossa per migliorare il sistema politico e legislativo della regione ad amministrazione speciale di Hong Kong, dopo l’approvazione della legge sulla sicurezza nazionale del 30 giugno 2020.

Secondo South China Morning Post, sarebbero sei i principali cambiamenti che saranno apportati al sistema elettorale di Hong Kong e confermati il 30 marzo. Innanzitutto, sarà istituito un comitato elettorale formato da cinque categorie di persone che sarà responsabile di eleggere 40 dei 90 membri del Consiglio legislativo, 30 spetteranno ai gruppi d’interesse detti gruppi funzionali e 20 saranno eletti direttamente in base alle circoscrizioni geografiche. Il comitato elettorale, che nomina anche il governatore di Hong Kong, avrà poi per la prima volta un “coordinatore capo” che dovrà avere “leadership statale” per qualificarsi come tale. Gli elettori del modo degli affari avranno maggiori poteri di scelta per indicare i propri rappresentanti in seno al comitato elettorale. I candidati che si vorranno proporre per entrare nel Consiglio legislativo dovranno essere approvati da tutte le cinque categorie del comitato legislativo. Quest’ultimo non ospiterà più i 117 membri dei consigli distrettuali che finora vi sedevano. Infine, la commissione esaminatrice dei candidati alle elezioni sceglierà in base a informazioni fornite dall’unità per la sicurezza nazionale della polizia.

L’ultima iniziativa del governo centrale cinese non era però stata appoggiata da più Paesi esteri primi fra tutti gli USA che, il 17 marzo, hanno imposto sanzioni economiche su 24 funzionari cinesi. Questi ultimi sono stati ritenuti responsabili di aver indebolito l’alto grado di autonomia di Hong Kong e tra loro vi sono stati 14 vice presidenti del Comitato permanente dell’ANP.

Hong Kong fa ufficialmente parte della Cina dal primo luglio 1997, quando fu ultimato il passaggio della sua sovranità dal Regno Unito al governo di Pechino, secondo una serie di condizioni stabilite nella Dichiarazione congiunta sino-inglese, siglata il 19 dicembre 1984 e registrata come un trattato dall’Onu. In base a tale documento, le relazioni di Hong Kong con il governo centrale sono state regolate dal modello “un Paese, due sistemi”, volto a garantire un certo grado di indipendenza all’isola, che negli anni si era sviluppata su un modello economico, politico e sociale inglese e capitalista, molto distante dal modello del socialismo con caratteristiche cinesi adottato da Pechino. Tale principio e modalità di gestione sarebbero dovuti restare in vigore fino al 2047, per alcuni, già la legge sulla sicurezza nazionale avrebbe anticipato la loro scadenza.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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