UAE: il primo Paese estero a produrre il vaccino cinese Sinopharm

Pubblicato il 29 marzo 2021 alle 17:17 in Cina Emirati Arabi Uniti

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Gli Emirati Arabi Uniti (UAE) saranno il primo Paese estero a produrre il vaccino cinese contro il coronavirus  Sinopharm, in base a quanto stabilito in un accordo raggiunto tra Cina e UAE, il 28 marzo.

In particolare, l’azienda locale Gulf Pharmaceutical Industries PSC inizierà la produzione a partire dal mese di aprile 2021.  Il vaccino in questione era stato approvato negli UAE lo scorso 9 dicembre, dopo mesi di sperimentazione che avevano evidenziato un’efficacia dell’86% e, da allora, negli UAE, è stata promossa una rapida campagna di inoculazione, portata avanti soprattutto con il vaccino cinese. Abu Dhabi ha poi approvato anche altri vaccini, ovvero quelli prodotti dalle case farmaceutiche Pfizer e AstraZeneca e il russo Sputnik V.

Oltre a produrre il vaccino cinese per la distribuzione interna, Abu Dhabi spera anche di esportarlo in altri Paesi, soprattutto alla luce del fatto che può essere trasportato e conservato a temperature normali. Quest’ultima caratteristica in particolare lo renderebbe particolarmente adatto per l’esportazione nei Paesi in via di sviluppo.

Tali sforzi saranno poi facilitati dal fatto che, nel mese di novembre 2020, gli UAE avevano lanciato un’iniziativa per la distribuzione il cosiddetto “Consorzio Speranza” un gruppo logistico in grado di distribuire oltre 6 miliardi di dosi di vaccini. Al progetto hanno partecipato il Dipartimento della Salute del Paese e le aziende Etihad Cargo, Abu Dhabi Ports Group, Rafed and SkyCell. Oltre a questa iniziativa, poi, a Dubai, aziende quali Emirates airline, DP World e Dubai Airports hanno formato un’intesa per spostare 2 miliardi di dosi di vaccini a livello mondiale, con particolare attenzione ai mercati emergenti.

Secondo più osservatori, l’accordo del 28 marzo avrebbe rafforzato ulteriormente le relazioni tra Cina e UAE che sono in crescita dal 2018, quando, in seguito ad una visita del presidente cinese, Xi Jinping, nel Paese mediorientale il 20 luglio di quell’anno, Pechino e Abu Dhabi avevano deciso di innalzare il livello delle relazioni bilaterali, diventando partener strategici complessivi. Nel 2019,poi, dopo l’India, la Cina è stata il secondo partner commerciale degli UAE e le parti hanno realizzato un interscambio dal volume di 55,9 miliardi di dollari. Secondo alcune stime, tale cifra rappresenterebbe circa il doppio di quella dell’interscambio tra UAE e USA.

L’intesa per la produzione negli UAE del vaccino Sinopharm è stata siglata in occasione della visita nel Paese mediorientale del ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, attualmente impegnato in un tour regionale di sette giorni iniziato lo scorso 24 marzo e le cui tappe sono Arabia Saudita, Turchia, Iran, Emirati Arabi Uniti (UAE), Bahrain e Oman.

In tale ambito, il 27 marzo, la Cina ha concluso un accordo dalla durata di 25 anni con l’Iran. In base a quest’ultimo, Pechino si è impegnata a investire in settori “chiave” dell’economia iraniana, quali cui energia e infrastrutture, e a potenziare la cooperazione con Teheran anche in ambito militare.

Oltre all’intesa con l’Iran, durante il suo viaggio in Medio Oriente, Wang ha anche avanzato una proposta articolata in cinque punti per la pace e la stabilità in Medio Oriente. Secondo The Diplomat, storicamente, l’interesse cinese in Medio Oriente era stato incentrato quasi esclusivamente sui settori dell’energia e del petrolio, in particolare, tant’è vero che, nel 2019, tra i primi dieci Paesi da cui Pechino ha acquistato petrolio, sei erano mediorientali, prima fra tutti l’Arabia Saudita. Negli ultimi anni, però, le relazioni cinesi nella regione si sono ampliate fino ad includere fonti energetiche alternative, come quelle rinnovabili o il gas naturale, ma anche altri settori, quali la cooperazione finanziaria. A tutti questi si sarebbe poi aggiunta la cosiddetta “diplomazia dei vaccini”.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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