Taiwan-USA: memorandum d’intesa per condurre pattuglie marittime

Pubblicato il 29 marzo 2021 alle 12:51 in Cina Taiwan USA e Canada

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L’ufficio di rappresentanza di Taiwan negli USA e l’American Institute in Taiwan (AIT) hanno siglato un memorandum d’intesa per istituire piccoli gruppi di lavoro per eseguire pattuglie marittime, definito dall’isola una “pietra miliare”, il 25 marzo. L’intesa è stata la prima conclusa tra Taipei e Washington dall’insediamento alla Casa Bianca dell’amministrazione del nuovo presidente statunitense, Joe Biden, il 20 gennaio scorso.

In particolare, il documento è stato firmato dalla rappresentante di Taiwan negli USA, Hsiao Bi-khim, e dalla direttrice dell’AIT, Ingrid Larson. L’AIT ha specificato che il memorandum d’intesa ha stabilito che l’obiettivo comune di entrambe le parti è preservare le risorse marine, ridurre la pesca illegale e partecipare a missioni di ricerca e salvataggio congiunte. L’istituzione statunitense a Taipei ha poi aggiunto che Washington sostiene la partecipazione di Taiwan ad importanti questioni globali, quali la sicurezza marittima, la formazione di una rete di cooperazione internazionale e a scambi di informazioni per promuovere il rispetto della legge in mare.

Hsiao ha quindi citato la presidente del governo di Taipei, Tsai Ing-wen, affermando che Taiwan è un portatore d’interessi responsabile nella regione dell’Indo-Pacifico, disponibile a contribuire prontamente a questioni relative all’ambito marittimo. L’ufficio di rappresentanza di Taiwan negli USA ha dichiarato che la firma del memorandum ha fornito una piattaforma di cooperazione per la Guardia costiera statunitense e per l’Amministrazione della guardia costiera di Taiwan.

Il 26 marzo, la portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Hua Chunying, ha affermato che la posizione cinese sugli scambi tra Taiwan e gli USA sia chiara. Pechino ha richiesto agli Stati Uniti di attenersi al principio “una sola Cina” e a quanto previsto dai tre comunicati congiunti sino-statunitensi, interrompendo i legami militari e gli scambi ufficiali tra Stati Uniti e Taiwan. Hua ha poi aggiunto che gli USA debbano stare attenti a quello che dicono e fanno rispetto alla questione taiwanese e che la Cina ha chiesto a Taiwan di non fare pressioni “sull’autostima statunitense”.

Il quotidiano cinese Global Times, fornendo la notizia del 25 marzo, ha citato alcuni utenti del web interni all’isola, i quali avrebbero avanzato preoccupazioni rispetto al fatto che il Partito Progressista Democratico (PPD) che al momento governa l’isola stia utilizzando come scusa le pattuglie marittime per avere legami militari con gli USA. Tali utenti avrebbero affermato che l’isola è in pericolo e che l’intesa potrebbe “accendere una micca”.

Gli USA non riconoscono ufficialmente il governo taiwanese dal primo gennaio 1979, quando hanno allacciato rapporti diplomatici con quello di Pechino. Tuttavia, durante l’amministrazione dell’ex presidente degli USA, Donald Trump, i rapporti tra Washington e Taipei sono stati intensificati.

In particolare, Nel 2018, Washington ha fondato l’American Institute in Taiwan (AIT), che funge da ambasciata de facto degli USA sull’isola e, il 16 marzo di quell’anno, ha emanato il Taiwan Travel Act, che consente e incoraggia visite di alto livello tra le parti. Il 9 agosto e il 17 settembre 2020, sono state quindi organizzata le prime due visite di alti funzionari statunitense a Taipei, ovvero del segretario alla Salute e ai Servizi Umani degli Stati Uniti, Alex Azar, e del sottosegretario per gli Affari Economici , Keith Krach. Infine, il 9 gennaio scorso, l’ex-segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha annunciato di aver rimosso tutte le restrizioni alle relazioni con Taiwan che, in passato, Washington si era auto-imposta unilateralmente per compiacere il “regime comunista di Pechino”.

Dall’insediamento di Joe Biden, Washington ha continuato ad intrattenere relazioni con Taiwan e lo stesso 20 gennaio, la rappresentante delle istituzioni di Taiwan negli Stati Uniti Hsiao ha partecipato alla cerimonia di giuramento del presidente Biden su invito ufficiale delle istituzioni statunitensi, per la prima volta.

 In tale quadro, poi, gli USA sono anche il maggior fornitore d’armi da difesa di Taiwan. Sotto l’amministrazione Trump erano state autorizzate varie vendite di armamenti all’isola e anche Biden sembrerebbe aver confermato tali intenzioni, approvando, il 15 gennaio scorso, le esportazioni di strumentazione per consentire a Taiwan di realizzare sottomarini.

Con l’ascesa di Tsai Ing-wen a capo del governo taiwanese, a capo del Partito Progressista Democratico (PPD) nel 2016, Pechino ha interrotto i legami con le istituzioni dell’isola in quanto Tsai, rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola l’11 gennaio 2020, ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” che riconosce il solo governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino. In base a quest’ultimo, Taiwan sarebbe una provincia cinese ma a Taipei presente un esecutivo autonomo e l’isola si definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla RPC.

Tsai ha quindi intensificato i rapporti del proprio esecutivo con gli USA, nonostante la ferma opposizione della Cina. Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

di Redazione

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