Italia-Montenegro: visita ufficiale di Di Maio a Podgorica

Pubblicato il 29 marzo 2021 alle 16:05 in Balcani Italia

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Il 29 marzo, il ministro degli Affari Esteri italiano, Luigi Di Maio, si è recato in Montenegro, dove ha discusso di rapporti bilaterali e cooperazione regionale nell’ambito dell’Iniziativa Centro Europea (InCE). 

Secondo quanto riferito dal sito web ufficiale del Ministero degli Affari Esteri italiano, Di Maio ha incontrato il suo omologo montenegrino, Djordje Radulovic, con il quale ha discusso delle relazioni tra Roma e Podgorica, del rapporto con l’Unione Europea e della cooperazione regionale in seno alla InCE. L’Iniziativa Centro Europea è un forum di cooperazione regionale dell’Europa Centrale, Orientale e Balcanica con sede a Trieste, nato nel 1989. Questo conta 17 Stati membri: Albania, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Italia, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Ucraina e Ungheria. Nel 2018 uno dei suoi membri fondatori, l’Austria, ha deciso di abbandonare l’iniziativa. 

Durante la sua visita, Di Maio ha tenuto colloqui anche con il premier del Paese, Zdravko Krivokapić, il presidente del Parlamento, Aleksa Bečić, e il vice premier, Dritan Abazovic. Quest’ultimo ha dichiarato che l’Italia è uno dei più importanti investitori in Montenegro e ha aggiunto che l’incontro con il ministro italiano è estremamente importante per il Paese, che è un alleato in seno alla NATO con il quale è in vigore un partenariato economico dal 2020. Per quanto riguarda gli investimenti italiani nel Paese dei Balcani, il 2008 il gruppo A2A, nel quadro dell’operazione di privatizzazione parziale dell’Ente Statale per la Produzione e Vendita dell’Energia Elettrica montenegrino (EPCG), è diventato un partner strategico di grande importanza per il Montenegro, acquistando il 43.7% del capitale per un totale di 436 milioni di euro. Il primo luglio 2017, in concomitanza con lo scadere del contratto stipulato tra il Governo montenegrino, la A2A lombarda ha reso ufficiale l’intenzione di uscire dall’Ente e vendere il suo pacchetto azionario. Dopo la vendita di una quota delle azioni, il gruppo italiano detiene ancora il 0,5% del pacchetto azionario, mentre lo Stato detiene 88,1% e la EPCG il 10%. Altre aziende italiane sono coinvolte in progetti nel settore energetico, marittimo e delle infrastrutture. 

L’Italia è il quarto fornitore del Montenegro, dopo Serbia, Cina e Germania, e il valore delle importazioni montenegrine è pari a 134.5 milioni di euro. L’interscambio complessivo tra il Montenegro e l’Italia nel periodo gennaio-dicembre 2020 è stato pari a 145 milioni di euro, costituito da 134.5 milioni di euro di esportazioni italiane in Montenegro e circa 10 milioni di importazioni dei prodotti montenegrini in Italia. Il saldo commerciale rimane a favore dell’Italia, per 124,3 milioni di euro. Secondo i dati preliminari dell’Istituto di Statistica del Paese, citato dall’Agenzia italiana ICE, l’interscambio del Montenegro con il resto del mondo nel periodo gennaio-dicembre 2020 è stato pari a 2.469,6 milioni di euro, registrando un calo del 18,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con le esportazioni pari a 365,9 milioni di Euro (-11,9%) e le importazioni pari a 2.103,7 milioni di euro (-19,1%). 

Per quanto riguarda la composizione dell’interscambio, i principali prodotti esportati dall’Italia nel periodo gennaio-novembre 2020 sono stati navi e imbarcazioni (13,5 milioni di euro), articoli di abbigliamento, escluso l’abbigliamento in pelliccia (8,4 milioni di euro), altre macchine di impiego generale (6,4 milioni di euro) calzature (5 milioni di euro). Per quanto riguarda le importazioni italiane dal Montenegro, la principale voce ha riguardato rifiuti (4,7 milioni di euro), autoveicoli (1,7 milioni di euro) e metalli di base preziosi e altri metalli non ferrosi, combustibili nucleari (1,5 milioni di euro) Per quanto riguarda le importazioni italiane dal Montenegro, la principale voce ha riguardato rifiuti (4,7 milioni di euro), autoveicoli (1,7 milioni di euro) e metalli di base preziosi e altri metalli non ferrosi, combustibili nucleari (1,5 milioni di euro). 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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