Gli USA pensano a nuove sanzioni contro il Nord Stream 2

Pubblicato il 29 marzo 2021 alle 17:40 in Russia USA e Canada

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Il segretario di Stato USA, Antony Blinken, ha reso noto, il 28 marzo, che gli Stati Uniti intensificheranno le sanzioni sul gasdotto Nord Stream 2 perché il progetto “mina la sicurezza energetica europea”.

Durante un’intervista alla CNN, Blinken ha dichiarato alla Germania la posizione della Casa Bianca in merito al gasdotto russo-tedesco poiché Berlino rappresenta uno “stretto partner” degli Stati Uniti. Il segretario di Stato USA ha ribadito che la costruzione del Nord Stream 2 è un “cattivo affare” per Bruxelles e che, come previsto dalla legislazione degli USA, sono già state imposte sanzioni alle aziende coinvolte nella costruzione e nel completamento del gasdotto. Il rappresentante degli Stati Uniti ha spiegato che, nel prossimo futuro, la Casa Bianca è decisa a intensificare le misure restrittive nei confronti di tutti gli attori coinvolti. A detta di Blinken, il fatto che Stati Uniti e Germania abbiano pareri divergenti sulla questione non cambierà “il forte legame tra i due alleati”. Tuttavia, il segretario ha sottolineato di voler evitare qualsiasi forma di ambiguità con i partner tedeschi, pertanto ha ritenuto rilevante confermare la posizione contraria degli USA.

D’altro canto, durante una conferenza stampa a Berlino, il presidente del Consiglio di amministrazione della società statale russa Gazprom, Viktor Zubkov, ha reso noto, il 26 marzo, che i lavori sul gasdotto stanno proseguendo e, nonostante le sanzioni statunitensi, il progetto sarà terminato nel 2021. Zubkov ha rivelato che, ad oggi, la percentuale di completamento si aggira intorno al 90%-92% e che la posa di tubi nelle acque danesi, rallentata in attesa del rilascio di documenti da parte dell’agenzia per l’energia di Copenaghen, riprenderà a fine marzo. Secondo gli analisti russi, attraverso la sua dichiarazione, il presidente di Gazprom avrebbe voluto rassicurare gli investitori sull’intenzione di proseguire con il progetto.

In conferenza stampa, i giornalisti hanno sollevato la questione dei contratti con l’Ucraina. Rispondendo alle domande in merito, Zubkov ha affermato che, da un punto di vista legale, tutti i contratti con Kiev sono stati chiusi. Il presidente di Gazprom ha poi concluso il suo intervento evidenziando che l’obiettivo centrale è il completamento dell’opera strutturale in conformità ai volumi previsti dai contratti e ha chiarito che non è prevista nessuna revisione contrattuale con l’Ucraina.

Il Nord Stream è uno dei più grandi gasdotti esistenti al mondo. Passando attraverso il Mar Baltico,  viene utilizzato per trasportare il gas dalla Russia all’Europa. Il primo progetto prese forma nel 1997, quando Gazprom e Neste, compagnia petrolifera finlandese, costituirono la North Transgas Oy. In seguito ad accordi e gare di appalto, l’8 novembre 2011, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, inaugurò il Nord Stream 1 insieme all’ex presidente della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev, e l’ex primo ministro francese, François Fillon. In un secondo momento, nell’ottobre 2012, la Russia valutò un ampliamento della cubatura di gas da trasportare in Europa, così si avviò il progetto Nord Stream 2. Ora in fase di completamento, la lunghezza prevista per il gasdotto è di 1.230 chilometri e il percorso che seguirà è analogo a quello del gasdotto Nord Stream 1. Il Nord Stream 2 attraverserà le zone economiche di 5 Paesi, quali Russia, Germania, Danimarca, Finlandia e Svezia e permetterà alla Russia di raddoppiare i volumi di gas trasportati, arrivando a 110 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Durante l’amministrazione dell’ex presidente Trump, il gasdotto Nord Stream 2 è stato uno dei principali punti di conflitto nelle relazioni transatlantiche. Al completamento del progetto, il gas russo dovrebbe arrivare fino all’Europa centrale. Questo, secondo Washington, rappresenterebbe uno strumento della Russia per incrementare la sua presa sull’Europa. Si ricorda, inoltre, che la precedente amministrazione presidenziale, a dicembre 2019, aveva introdotto sanzioni contro la società svizzera Allseas, costringendo l’azienda russa Gazprom a sospendere i lavori per oltre un anno. Più tardi, nelle ultime settimane della presidenza di Trump, che si è conclusa il 20 gennaio, Washington prevedeva di introdurre misure contro tutte le società europee che collaborano con la Russia alla costruzione del Nord Stream 2.  A tal riguardo, a gennaio, dall’ex capo del Dipartimento di Stato USA sono partite lettere di avvertimento per tutte le imprese che, a qualsiasi titolo, stavano collaborando con Gazprom al raddoppio del gasdotto tra Russia e Germania. A rischio sanzioni non erano solo i cinque finanziatori dell’opera, quali Shell, Uniper, Wintershall Dea, Omv ed Engie, ma chiunque avesse assunto un ruolo nella messa in funzione del gasdotto.

di Redazione

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