Costa d’Avorio: attacchi contro postazioni militari, almeno 3 soldati uccisi

Pubblicato il 29 marzo 2021 alle 18:06 in Africa Costa d'Avorio

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Almeno 3 soldati sono stati uccisi e 7 sono rimasti feriti dopo una serie di attacchi contro due postazioni militari nel Nord della Costa d’Avorio. Le offensive, avvenute nella notte tra domenica 28 e lunedì 29 marzo, sono state compiute al confine con il Burkina Faso. Secondo quanto confermato dall’esercito in mattinata, gli aggressori sarebbero stati respinti e 3 di loro sarebbero morti sotto il fuoco dei militari. Altri 4, invece, sono stati arrestati, hanno riferito le fonti all’agenzia di stampa Reuters. 

Non c’è stata ancora alcuna rivendicazione immediata di responsabilità in seguito agli attacchi. Un soldato dell’esercito ivoriano ha dichiarato che gli aggressori sarebbero arrivati dal vicino Burkina Faso, ma questa versione non è stata ufficializzata dalle autorità. Armi e attrezzature militari sono state sequestrate durante il contrattacco delle truppe ivoriane, che stanno ancora effettuando operazioni di ricerca nell’area. Gruppi di miliziani armati, legati ad al Qaeda e allo Stato Islamico e operativi soprattutto in Mali e Burkina Faso, compiono regolarmente incursioni negli Stati costieri meridionali, come la Costa d’Avorio, facendo temere una diffusione delle instabilità anche più a Sud del Sahel.

Relativamente a quanto successo nella notte del 28 marzo, fonti militari hanno riferito che il primo attacco sarebbe avvenuto nella città settentrionale di Kafolo, dove “circa 60 terroristi pesantemente armati”, hanno ucciso 2 soldati e ferito 4 membri delle forze di sicurezza. In seguito alla risposta dell’esercito, 4 aggressori sarebbero stati arrestati e una vasta quantità di materiale logistico sequestrata. Le fonti hanno poi aggiunto che un secondo raid si sarebbe verificato in un altro campo militare nella vicina Tehini, dove un ufficiale di stanza è stato ucciso mentre i miliziani si davano alla fuga.

L’avamposto militare di Kafolo era già stato colpito lo scorso 11 giugno, in un attacco che aveva provocato la morte di 14 soldati. Il Ministero della Difesa ivoriano aveva attribuito l’offensiva ai gruppi islamisti e decine di jihadisti erano stati arrestati. In seguito a tale episodio, la Costa d’Avorio aveva creato una zona militare speciale, nel Nord del Paese, al confine con il Burkina Faso. Poco tempo prima, l’11 maggio, i due Stati avevano deciso di lanciare un’operazione congiunta, nota con il nome di “missione Comoe”, per affrontare l’espansione della minaccia jihadista nella regione del Sahel. La missione vedeva la partecipazione di circa 1.000 soldati ivoriani. 

L’attacco di giugno contro l’esercito di stanza a Kafolo era stato il primo assalto condotto sul suolo ivoriano dopo quello del marzo 2016, quando un attentato terroristico compiuto nella località costiera di Grand-Bassam aveva ucciso 19 persone, di cui 16 civili e 3 membri delle forze speciali. In tale occasione, al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM) aveva rivendicato lattacco, affermando che 3 eroiavevano fatto irruzione in alcuni hotel turistici sparando sulle persone in spiaggia con kalashnikov e granate.

La Costa d’Avorio condivide un confine di circa 550 km con il Burkina Faso, dove la violenza ha causato quasi 1.000 morti e costretto a 860.000 persone alla fuga negli ultimi cinque anni. Tra il 2019 e il 2020, gli attacchi jihadisti in Burkina Faso, Mali e Niger si sono intensificati drammaticamente. Secondo i dati delle Nazioni Unite, circa 4000 persone sono rimaste uccise in attentati perpetrati nel 2019 nei tre Paesi. Gli esperti di sicurezza temono da tempo che la violenza si possa diffondere anche negli altri Stati costieri del Golfo di Guinea, con i combattenti che usano il Burkina Faso come punto di partenza per attaccare Costa d’Avorio, Benin, Togo e Ghana.

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Chiara Gentili

di Redazione

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