Appello di al-Shabaab: colpire gli interessi di USA e Francia in Gibuti

Pubblicato il 29 marzo 2021 alle 18:33 in Francia Gibuti USA e Canada

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In un video reso pubblico il 27 marzo, il leader del gruppo jihadista somalo, al-Shabaab, ha chiesto ai suoi militanti di effettuare attacchi contro “gli interessi americani e francesi” in Gibuti, un piccolo Paese del Corno d’Africa che si prepara alle elezioni del 9 aprile.  

Ahmed Diriye, noto anche come Ahmed Umar Abu Ubaidah, si è scagliato contro il presidente del Gibuti, Ismail Omar Guelleh, che è al potere dal 1999 e si appresta a candidarsi per il quinto mandato alle prossime elezioni presidenziali. Il leader di al-Shabaab ha accusato Guelleh di aver trasformato il Gibuti “in una base militare da cui si pianifica ed esegue la guerra contro i musulmani in Africa orientale”. “Rendete gli interessi americani e francesi in Gibuti la massima priorità come vostri obiettivi”, ha chiesto Ahmed Diriye ai suoi seguaci nel videomessaggio. 

La posizione strategica del piccolo Paese del Corno d’Africa lo rende una porta d’ingresso per l’Africa e la penisola arabica. Ad aumentare la rilevanza del Gibuti sono le rotte commerciali internazionali che passano per lo Stretto di Bab e-Mandeb, considerato il quarto punto focale nel mondo per le importazioni ed esportazioni di petrolio. Si tratta di uno stretto situato vicino alla Somalia, le cui coste sono caratterizzate dalla presenza di pirati e i cui territori sono vessati dalla minaccia terroristica. In tale contesto, l’ex colonia francese ospita il più grande contingente di Parigi in Africa, che conta circa 1.500 soldati, nonché l’unica base permanente degli Stati Uniti nel continente, con una capacità massima di 4.000 soldati. Il Giappone ha inaugurato un avamposto militare nel Paese nel 2011 e lo stesso ha fatto la Cina con una “base logistica” il primo agosto del 2017.  

Dall’ottobre del 2013, anche l’Italia è presente in Gibuti con la Base Militare Italiana di Supporto (BMIS). Attualmente la consistenza massima annuale autorizzata dall’Italia per il contingente impiegato nella missione è di 117 soldati e 18 mezzi terrestri. La base fornisce supporto logistico alle forze armate nazionali sul territorio e a quelle straniere impegnate in operazioni anti-terrorismo e anti-pirateria nella regione. In tale contesto, la più recente visita delle autorità italiane nell’area risale al 22 marzo, quando il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, si è recato prima in Gibuti e poi in Somalia, per incontrare il personale militare nazionale. Il Gibuti ospita, inoltre, un contingente di truppe dell’Unione Africana, noto come AMISOM, e composto da circa 20.000 soldati impiegati in missioni anti-terrorismo.  

La Turchia, invece, il 30 settembre 2017 ha aperto la sua più grande base militare all’estero proprio in Somalia, a Mogadiscio, per addestrare le forze armate locali impegnate nella lotta contro il terrorismo. Il principale obiettivo è proprio Al-Shabaab, il cui nome in arabo significa “la gioventù”, un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. I militanti dell’organizzazione hanno come obiettivo la deposizione governo di Mogadiscio, appoggiato dall’ONU, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica. Per quanto riguarda la presenza del gruppo in Gibuti, al-Shabaab aveva rivendicato un attacco terroristico effettuato il 24 maggio del 2014 in un ristorante della capitale noto per essere frequentato dagli stranieri. Un cittadino turco era stato ucciso e altre 20 persone erano rimaste ferite, tra cui 7 francesi, 6 olandesi, 4 tedeschi e 3 spagnoli. Nella rivendicazione, il gruppo jihadista aveva specificato di aver preso di mira il ristorante perché era popolare tra “i crociati francesi e i loro alleati della NATO”. 

Il più recente attentato rivendicato da al-Shabaab in Somalia ha avuto luogo il 25 marzo del 2021, quando almeno 3 civili sono stati uccisi e 5 sono rimasti feriti dopo che una raffica di colpi di mortaio ha preso di mira il quartier generale delle Nazioni Unite di Camp Halane e le forze della missione di peace-keeping dell’Unione Africana in Somalia (AMISOM), a Mogadiscio. L’attacco si è verificato una zona residenziale vicino all’aeroporto internazionale Adan Adde. Il complesso delle Nazioni Unite di Camp Halane ospita diverse missioni diplomatiche occidentali, comprese quelle del Regno Unito e degli Stati Uniti.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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