Italia e Gran Bretagna impegnate nella stabilità del Corno D’Africa

Pubblicato il 27 marzo 2021 alle 6:01 in Italia UK

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Il 24 marzo, il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, ha avuto una conversazione telefonica con il segretario di Stato alla Difesa del Regno Unito, Ben Wallace. Tra le varie questioni, i due rappresentanti hanno discusso dell’interesse comune a mantenere la stabilità nel Corno d’Africa.

Il ministro britannico ha illustrato al collega italiano il documento “Difesa in un’era competitiva”, presentato il 22 marzo alla Camera dei Comuni di Londra. Secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa italiano, la discussione è stata cordiale e fruttuosa, che, partendo da uno scambio di idee sull’attuazione del più ampio piano denominato “UK’s Integrated Security, Defense, Development and Foreign Policy Review”, pubblicato il 16 marzo, ha anche toccato temi relativi alle attuali sfide alla sicurezza internazionale e la collaborazione bilaterale tra i due Paesi.

Il ministro Guerini, appena rientrato da una visita di due giorni in Gibuti, dove si trova la Base Militare Italiana (BMIS), e in Somalia, ha poi condiviso con Wallace le sue considerazioni sull’importanza della stabilità nel Corno d’Africa. In tale contesto, l’Italia e il Regno Unito hanno dichiarato che intendono rafforzare il loro partenariato. Il documento di cui sopra è rilevante in questa direzione e i due ministri hanno condiviso la necessità prioritaria che le loro rispettive forze armate abbiano capacità adeguate per contribuire efficacemente agli sforzi internazionali per la prevenzione dei conflitti, la gestione delle crisi e il rafforzamento della costruzione della nazione nei teatri di guerra. 

Entrambi i Paesi hanno espresso interesse nella partecipazione a progetti contro il terrorismo e i gruppi estremisti nella regione, come al-Shabaab, che opera in Somalia. Come riferito nel documento britannico riguardante la nuova strategia di difesa, “il Regno Unito contribuirà attivamente all’azione contro al-Shabaab, il gruppo terroristico legato ad al-Qaeda con sede in Somalia che rappresenta una minaccia diretta agli interessi britannici e alla stabilità regionale” . Ciò implica che la difesa del Regno Unito lavorerà con i Governi, i partner regionali e gli alleati chiave per indebolire e limitare il gruppo. Il documento enuncia anche la volontà di Londra di avere un ruolo nel sostenere la comunità internazionale nel supporto alla Somalia per garantire lo sviluppo e la sicurezza del Paese. 

Per quanto riguarda l’Italia, oltre ad essere presente nella regione del Sahel con truppe in Niger, gli interessi italiani nel Corno d’Africa riflettono e completano quelli britannici. Come si legge nel documento che illustra la partnership di Roma con l’Africa, l’Italia continuerà a sostenere il processo di ricostruzione istituzionale in Somalia e la lotta contro al-Shabaab. Il Corno d’Africa è senza dubbio l’area in cui la presenza italiana nella fascia subsahariana è più radicata, in virtù delle relazioni storiche e di un forte apprezzamento del ruolo dell’Italia da parte dei suoi partner regionali. Circa un terzo del traffico marittimo commerciale mondiale passa per il Golfo di Aden, accessibile attraverso la Base Militare Italiana (BMIS), che da sempre ha dato alla regione un’importanza fondamentale, ma anche una forte instabilità. Negli ultimi anni il Corno è diventato un’area di competizione politica, economica e militare, ponendolo al centro di un più ampio quadro di crisi, che si estende dal Sudan allo Yemen e su cui si intersecano gli interessi di un numero crescente di attori.

A tale proposito, il 29 gennaio 2020, il ministro della Difesa italiano aveva incontrato, a Roma, il suo omologo del Gibuti, Mohamed Bourhan, con il quale aveva siglato un accordo di cooperazione militare. Il Ministero della Difesa di Roma aveva altresì specificato che l’intesa siglata prevede la cooperazione nel settore della ricerca e dello sviluppo, oltre che nel supporto logistico e nell’acquisizione di nuovi prodotti e servizi per la Difesa. In aggiunta, rivela il comunicato stampa del Ministero italiano, i due ministri hanno concordato l’avvio di attività formative e addestrative a favore delle Forze Armate del Gibuti, attraverso scambi di esperienze, incontri, corsi formativi ed esercitazioni congiunte.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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