Gran Bretagna: il caso delle caricature di Maometto a scuola

Pubblicato il 27 marzo 2021 alle 7:02 in Europa UK

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Il caso di un insegnante nel Nord dell’Inghilterra che è stato sospeso dopo aver mostrato le caricature di Maometto, pubblicate dalla rivista satirica francese Charlie Hebdo, ha aperto un dibattito sulla questione nel Paese. 

Lunedì 22 marzo, un insegnante di una scuola inglese, la Batley Grammar School, ha mostrato in classe le immagini. Giovedì 25 e venerdì 26 marzo, un gruppo di manifestanti si è riunito fuori dall’istituto della località inglese, dove si trova una numerosa comunità musulmana. La scuola, situata nel West Yorkshire, si è scusata e ha sospeso l’insegnante dall’impiego. Inoltre, il dirigente scolastico ha rilasciato una dichiarazione affermando che non era appropriato mostrare tali immagini durante una lezione sugli studi religiosi, aggiungendo che anche l’insegnante aveva espresso le sue scuse più sincere. “È importante che i bambini imparino le fedi e le credenze. Questo deve essere fatto in modo rispettoso e sensibile”, ha aggiunto. Il Regno Unito ospita oltre 3.3 milioni di musulmani, secondo l’Office for National Statistics, circa il 5 per cento della popolazione totale. 

Robert Jenrick, il segretario di Stato per gli Alloggi del gabinetto conservatore di Boris Johnson, ha commentato la vicenda su Sky News, affermando che le proteste generate da tale caso “non erano giuste”. “Non è una strada che vogliamo percorrere in questo Paese, quindi esorto vivamente le persone preoccupate per questo problema a non farlo”, ha dichiarato. Jenrick ha poi aggiunto che aveva avuto notizia che l’insegnante si sarebbe nascosto a seguito delle manifestazioni, definendo tale eventualità “molto inquietante”. Similmente, la National Secular Society ha definito la protesta un “tentativo di imporre un tabù islamico sulla blasfemia a una scuola”.

Il Muslim Council of Britain (MCB), la più grande organizzazione ombrello islamica del Regno Unito, ha scritto un post su Twitter al riguardo: “La Batley Grammar School ha ragione nel riconoscere che l’uso di tali materiali – universalmente considerato altamente offensivo per i musulmani – è inappropriato. Lodiamo l’azione rapida e inequivocabile intrapresa dalla scuola per affrontare il profondo disagio causato”. Inoltre, il fondatore di un ente di beneficenza locale, chiamato Purpose Of Life, Mohammad Sajad Hussain, ha affermato di essere stato “profondamente ferito” dalle “caricature offensive del nostro amato profeta Maometto”. Questo ha aggiunto che la sua organizzazione non era disposta a continuare con il loro lavoro presso la scuola fino a quando l’insegnante non fosse stato “rimosso definitivamente”. 

A ottobre del 2020 il dibattito sul tema della pubblicazione delle caricature di Maometto era tornato attuale, in seguito alla ripubblicazione, da parte della rivista satirica francese Charlie Hebdo, delle immagini. A tale proposito, è necessario ricordare che la prima pubblicazione delle vignette era stata indicata quale motivazione che aveva spinto gli autori dell’attentato islamista del 7 gennaio 2015 a colpire la redazione, causando la morte di 12 persone. In tale occasione, il presidente Macron aveva difeso il diritto alla libertà di stampa e di espressione e aveva iniziato una vasta campagna contro il radicalismo islamico. 

Inoltre, il 16 ottobre 2020, la polizia francese ha ucciso un uomo che aveva tagliato la gola e decapitato un insegnante per le strade di Conflans Sainte-Honorine, un comune francese situato a Nord di Parigi, nel dipartimento della Val-d’Oise. Secondo quanto riferito dal quotidiano francese Le Monde, la vittima era un professore di storia e geografia di un liceo della città che aveva mostrato agli alunni della sua classe le caricature del Profeta Maometto, durante una lezione sulla libertà d’espressione. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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