I voli di ricognizione della NATO vicino al confine russo aumentano del 30% nel 2021

Pubblicato il 26 marzo 2021 alle 8:39 in NATO Russia

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Il numero di voli di ricognizione della NATO vicino al confine di Stato russo è aumentato di oltre il 30% nel 2021. A renderlo noto è stato il capo della Commissione per la Difesa e la Sicurezza del Consiglio della Federazione (CF), il colonnello Viktor Bondarev, il 25 marzo, il quale ha altresì sottolineato che la Difesa aerea di Mosca è stata in grado di rilevare gli aerei in modo tempestivo in tutte le occasioni.

“Purtroppo, le nazioni dell’Alleanza Atlantica hanno di recente aumentato l’intensità dell’uso di aerei di intelligence. […] In tutti i casi, i nostri mezzi di difesa aerea hanno individuato tempestivamente aeromobili militari stranieri, li hanno posti sotto controllo continuo e hanno adottato misure per prevenire violazioni del confine russo” ha affermato Bondarev durante la riunione annuale con addetti militari di Stati stranieri accreditati alla Federazione Russa.

Per il colonnello, la questione dell’utilizzo di aerei strategici in prossimità del confine nazionale di Mosca è un’azione “ostile” e “provocatoria”. In tale contesto, è stato altresì evidenziato che la Russia non è interessata a “infiammare” la situazione, e la maggior parte dell’addestramento operativo delle sue Forze Armate avviene all’interno del Paese. Parallelamente, Bondarev ha affermato che Mosca è impegnata in un’interazione costruttiva con gli Stati Uniti e i suoi alleati.

La disponibilità di avviare un dialogo proficuo con la NATO è stata altresì espressa dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sempre il 25 marzo. Tuttavia, affinché ciò avvenga, Mosca ha posto come condizione una discussione “sostanziale ed equa”. Finora, però, secondo Peskov, non vi è ancora mai stata un’iniziativa tale da parte dell’Occidente. Le dichiarazioni del portavoce russo sono giunte dopo che, il 24 marzo, il Segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, ha sostenuto che la sospensione delle riunioni del Consiglio NATO-Russia sono dovute al declino di Mosca.

Da parte loro, gli Stati Uniti ritengono che tali esercitazioni mirino a dimostrare alle Forze Armate russe la “capacità di poter eseguire continuamente missioni di volo e di agire prontamente a sostegno di alleati e partner”. In particolare, gli USA e la NATO hanno più volte espresso preoccupazione per la crescente capacità militare della Russia, e temono il potenziamento dei contingenti di Mosca e la sua “propensione ad invadere la sovranità di altri Paesi”, in riferimento all’annessione della Crimea nel 2014. Per tale motivo, il maggior coinvolgimento della NATO viene legittimato alla luce delle azioni della Russia.

Al contrario, per Mosca, il dispiegamento di contingenti NATO vicino i propri confini viene interpretato come una minaccia per la sicurezza della nazione. Secondo il Ministero della Difesa russo, aerei e navi statunitensi si avvicinano regolarmente ai propri confini, talvolta simulando attacchi missilistici.

Tali episodi si verificano soprattutto sul Mar Baltico e il Mar Nero. Il primo ha una grande importanza strategica per la Russia, in quanto la rotta costituisce un collegamento fondamentale con l’Oceano Atlantico. Di particolare rilievo sono la zona dello Stretto Baltico, il Canale di Kiel e le Isole Aland, che controllano l’ingresso al Golfo di Botnia e al Golfo di Finlandia. I porti degli Stati baltici sono storicamente serviti a trasportare petrolio e altri prodotti russi verso i mercati europei, e a partire dagli anni 2000, Mosca ha altresì diretto i propri flussi di energia attraverso il Mar Baltico, costruendo porti, terminali e nuovi sistemi di gasdotti, tra cui il Nord Stream 2. Allo stesso tempo, la rotta funge da transito anche per le merci occidentali che la Russia importa, rivelandosi cruciale per le economie europee.

Il Mar Nero riveste un’importanza cruciale per Mosca specialmente in campo energetico. Data la sua posizione geografica, in prossimità di grandi riserve di gas naturale e petrolio greggio, la regione ha una triplice dimensione geo-strategica e geo-economica. In primo luogo, quale fonte diretta di energia, in secondo come importante corridoio di trasporto per le risorse energetiche dall’Eurasia all’Unione Europea, sull’asse emergente Mar Caspio-Mar Nero-Mar Mediterraneo, e infine in qualità di fattore fondamentale per la sicurezza energetica dell’UE.

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Mariela Langone

di Redazione

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