NATO-Russia: il dialogo transatlantico si scalda

Pubblicato il 26 marzo 2021 alle 20:35 in NATO Russia

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Venerdì 26 marzo, la portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, Maria Zacharova, ha risposto alle dichiarazioni del segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, sul dialogo tra Mosca e l’Alleanza.

Zacharova si è detta contrariata dalle affermazioni di Stoltenberg, il quale aveva riferito, il 24 marzo, che la Russia si rifiutava di aprire un dialogo costruttivo con l’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico. La portavoce ha spiegato che quanto era stato affermato era “una menzogna” perché Mosca, in precedenza, aveva suggerito di aprire un dialogo tra i due schieramenti, raccomandando la partecipazione di esperti militari per analizzare nel dettaglio le questioni critiche. Zacharova ha continuato invitando il segretario generale a “controllare sulla scrivania”, perché, “facendo ordine e spostando i documenti”, è lì che avrebbe trovato la proposta russa. In questo modo, ha sottolineato la funzionaria russa, Stoltenberg non “diffonderebbe disinformazione” sulle intenzioni di Mosca. La portavoce ha aggiunto che l’unico format di dialogo al quale la Russia non è disposta a partecipare è quello delle public relations.

Le “parole accusatorie” alle quali la portavoce russa fa riferimento sono state pronunciate, il 24 marzo, da Jens Stoltenberg, durante una conferenza stampa a margine del vertice dei ministri degli Affari Esteri della NATO. Il segretario generale, durante la conferenza stampa, ha sottolineato che, dall’estate del 2019, non sono più state organizzate riunioni nel quadro del Consiglio NATO-Russia. Nonostante il vertice fosse stato convocato più volte dalla NATO stessa, Mosca non aveva mai risposto positivamente, ha chiarito il rappresentante dell’Alleanza. Stoltenberg si è detto rammaricato poiché ritiene che il dialogo rivesta un’importanza chiave, soprattutto in “tempi difficili come questi” dove è fondamentale affrontare anche le questioni più critiche. Le parti dovrebbero intavolare una discussione trasparente per affrontare questioni delicate, quali i rischi per la sicurezza e il controllo degli armamenti. L’Alleanza ha riferito che continuerà ad essere favorevole all’organizzazione del Consiglio NATO-Russia, sperando che anche la controparte abbia un atteggiamento altrettanto positivo. 

Il Consiglio NATO-Russia (NRC) è stato istituito, il 28 maggio 2002, in occasione di un vertice tenutosi a Roma ed ha sostituito il Consiglio Congiunto Permanente (PJC). Quest’ultimo era un forum per la consultazione e la cooperazione creato a seguito de “l’Atto istitutivo sulle relazioni reciproche, cooperazione e sicurezza NATO-Russia”, approvato nel 1997. Qualche anno dopo, nel 1999, la Russia si è ritirata dal PJC come segno di protesta contro i bombardamenti della NATO in Jugoslavia. Tuttavia, l’anno successivo, Mosca ha ripreso la cooperazione in sede al PJC. L’NRC è un meccanismo di consultazione e cooperazione volto a prendere decisioni e compiere azioni congiunte. I Paesi membri della NATO e la Russia operano come partner alla pari su un ampio spettro di questioni relative alla sicurezza. Il formato era stato istituito con lo scopo di migliorare le relazioni tra i due blocchi. Secondo quanto dichiarato da Stoltenberg, il Consiglio si è riunito 10 volte dal 2016. Più tardi, a partire dall’estate 2019, non sono più state indette riunioni del NRC perché la Russia non ha risposto positivamente alla richiesta di convocazione del vertice.

di Redazione

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