Houthi colpiscono terminale petrolifero saudita, per Riad è un rifiuto della pace

Pubblicato il 26 marzo 2021 alle 9:37 in Arabia Saudita Yemen

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I ribelli sciiti Houthi dello Yemen hanno lanciato un attacco missilistico, poi sventato, contro il terminale di distribuzione di petrolio di Jazan, a Sud dell’Arabia Saudita, il 25 marzo. Il giorno dopo, il Ministero della Difesa saudita ha quindi affermato che gli attacchi degli Houthi hanno dimostrato il loro rifiuto di tutti gli sforzi per la pace profusi da Riad.

Il Ministero dell’Energia di Riad ha affermato che l’attacco degli Houthi è avvenuto alle 21:08, ora locale, causando un incendio in uno dei serbatoi del terminal petrolifero, l’incidente non ha però causato né vittime, né feriti. Il Ministero dell’Energia saudita ha da subito condannato i fatti contro le proprie “infrastrutture vitali”, specificando che gli Houthi non abbiano attaccato solamente il Regno ma anche le sue esportazioni di petrolio. Di conseguenza, gli Houthi avrebbero colpito tutta la catena di approvvigionamento energetica mondiale e la libertà del commercio e dell’economia internazionali. Oltre a questo, gli attacchi dei ribelli sciiti yemeniti danneggerebbero i traffici marittimi ed esporrebbero le coste e le acque territoriali saudite a gravi conseguenze ambientali.

Il portavoce del Ministero della Difesa saudita, il brigadiere generale Turki al-Maliki, ha affermato che l’attacco contro Jazan è stato un atto “codardo” e ha ribadito la minaccia che tali azioni pongono sia a livello locale, sia internazionale.

Oltre all’attacco contro il terminale petrolifero di Jazan, la coalizione di Stati guidati dall’Arabia Saudita, intervenuta nel conflitto in Yemen il 26 marzo 2015, ha rilasciato alcune immagini di più droni e missili, almeno otto, lanciati dagli Houthi contro il Sud del Regno nel corso della notte tra il 25 e il 25 marzo. Gli ordigni erano diretti verso aree civili del Regno saudita e, in particolare, uno contro la città meridionale di Khamis Mushait e sei contro Najran. Secondo quanto dichiarato dalla coalizione, a Najran e Jazan gli obiettivi sarebbero state delle università.

L’ultima serie di attacchi degli Houthi arrivata dopo che, il 22 marzo scorso, l’Arabia Saudita ha proposto un’iniziativa di pace volta a porre fine al perdurante conflitto in Yemen. La proposta prevede un cessate il fuoco a livello nazionale, da attuarsi sotto la supervisione delle Nazioni Unite, e la ripresa dei negoziati politici tra le due fazioni in guerra, ovvero il governo yemenita legato al presidente legittimo, Rabbo Mansour Hadi, e le milizie di ribelli sciiti Houthi. Più Paesi arabi e occidentali hanno accolto con favore l’iniziativa di Riad ma gli Houthi hanno ribadito che le diverse proposte, degli ultimi sei anni, non hanno mai portato a nulla di nuovo.

Nel contesto della guerra civile in Yemen, la coalizione a guida saudita è intervenuta a sostegno del governo riconosciuto a livello internazionale del presidente Hadi e ne fanno parte l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Sudan, il Bahrain, il Kuwait, il Qatar, l’Egitto, il Marocco, la Giordania e il Senegal. I ribelli sciiti Houthi dello Yemen che si scontrano con il governo di Hadi sono, invece, sostenuti dall’Iran e dalle milizie libanesi filo-iraniane di Hezbollah, sebbene non ufficialmente.

In Yemen, è in corso una guerra civile, descritta dall’Onu come la peggior crisi umanitaria al mondo, da quando i ribelli sciiti Houthi hanno iniziato a combattere per il controllo sulle regioni meridionali del Paese. Il 21 settembre 2014, sostenuti dal precedente regime del defunto presidente Ali Abdullah Saleh, gli Houthi avevano effettuato un colpo di Stato che aveva consentito loro di prendere il controllo delle istituzioni statali nella capitale Sana’a. Il presidente legittimo Hadi era stato inizialmente messo ai domiciliari presso la propria abitazione nella capitale e, dopo settimane, era riuscito a fuggire, recandosi dapprima ad Aden, attuale sede provvisoria del governo, e poi in Arabia Saudita, dove risiede tutt’ora.

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Camilla Canestri

 

di Redazione

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