Riad: la Cina inizia un tour diplomatico in Medio Oriente

Pubblicato il 25 marzo 2021 alle 12:32 in Cina Medio Oriente

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Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi ha iniziato un tour di sette giorni in Medio Oriente il 24 marzo. Wang si recherà in Arabia Saudita, in Turchia, in Iran, negli Emirati Arabi Uniti (UAE), in Bahrain e in Oman.

Il ministro degli Esteri intende parlare con i rappresentanti dei Paesi che visiterà di questioni regionali e strategiche, del progetto delle Nuove Vie della Seta, della risposta al coronavirus e della ripresa economica post-pandemia, così come della sinergia tra un nuovo paradigma di sviluppo in Cina e le principali strategie in quei Paesi.

Il 24 marzo, a Riad, Wang ha incontrato il suo omologo saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, e il principe ereditario Mohammed bin Salman ai quali ha comunicato la necessità di mantenere comunicazioni strategiche, salvaguardare gli interessi comuni e contribuire allo sviluppo, alla stabilità e alla pace globali. Wang ha espresso sostegno per le azioni saudite per tutelare le proprie sovranità, sicurezza e stabilità e opposizione contro i tentativi d’interferenza negli affari interni di Riad. Il ministro cinese ha quindi sottolineato di apprezzare il sostegno saudita alla Cina rispetto a questioni al centro degli interessi cinesi, quali lo Xinjiang, Hong Kong e Taiwan. Dopo aver criticato le recenti sanzioni occidentali ricevute da Pechino per la questione dello Xinjiang, Wang ha quindi affermato che la fiducia reciproca con l’Arabia Saudita sarà rafforzata per proteggere i rispettivi interessi di sviluppo, sovranità e dignità nazionali.

Rispetto alle questioni regionali, Wang ha elogiato il ruolo di Riad nel contesto della guerra civile in Yemen. Il ministro cinese ha poi ha aggiunto che la Cina rispetta le aspirazioni di tutti i Paesi del Medio Oriente e ha proposto la realizzazione un’iniziativa per raggiungere la pace e la stabilità nella regione. Infine, le parti hanno parlato anche della questione iraniana e Wang ha poi incontrato il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Nayef bin Falah Al-Hajraf.

Secondo The Diplomat, storicamente, l’interesse cinese in Medio Oriente era stato incentrato quasi esclusivamente sui settori dell’energia e del petrolio, in particolare, tant’è vero che, nel 2019, tra i primi dieci Paesi da cui Pechino ha acquistato petrolio, sei erano mediorientali, prima fra tutti l’Arabia Saudita. Negli ultimi anni, però, le relazioni cinesi nella regione si sono ampliate fino ad includere fonti energetiche alternative, come quelle rinnovabili o il gas naturale, ma anche altri settori, quali la cooperazione finanziaria. A tutti questi si sarebbe poi aggiunta la cosiddetta “diplomazia dei vaccini”.

Arabia Saudita, Turchia, Iran, UAE, Bahrain e Oman hanno tutti aderito al progetto cinese delle Nuove Vie della Seta. Altri Paesi mediorientali che partecipano all’iniziativa sono poi Iraq, Kuwait, Libano, Qatar e Yemen. Wang aveva già avuto conversazioni telefoniche con i suoi omologhi iracheno e giordano il 13 marzo scorso. Solamente la Giordania e Israele hanno deciso di non firmare accordi di partecipazione al progetto cinese.

Nonostante le numerose dispute esistenti in Medio Oriente, la Cina ha sempre evitato di schierarsi con un Paese in particolare e, per The Diplomat, l’itinerario di Wang sarebbe un’ennesima dimostrazione di tale attitudine, viste le visite in Paesi in competizione come Arabia Saudita, Turchia e Iran. Tuttavia, di recente, Pechino avrebbe dedicato particolare attenzione allo sviluppo delle relazioni con i Paesi arabi, soprattutto nel quadro del Summit del forum per la cooperazione sino-araba, al quale partecipano Sudan, Oman, Yemen, Mauritania, Iraq, Arabia Saudita, Kuwait, UAE, Somalia, Libia, Qatar.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

 

di Redazione

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