Mozambico: offensiva dei militanti affiliati allo Stato Islamico a Palma

Pubblicato il 25 marzo 2021 alle 20:30 in Africa Mozambico

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Il 24 marzo, un gruppo di militanti islamisti del Mozambico, affiliati allo Stato Islamico, hanno lanciato un offensiva contro Palma, una città strategica per l’industria energetica. Il 25 marzo, gli scontri erano ancora in corso. 

Il governo del Mozambico ha confermato che la città, situata nella sua provincia più settentrionale di Cabo Delgado, è stata oggetto di un attacco su tre fronti e le forze di sicurezza si sono quindi mobilitate per ristabilire l’ordine. L’assalto è avvenuto poco dopo che il gigante petrolifero francese, Total, aveva annunciato l’intenzione di riprendere la costruzione di un progetto di gas offshore da 20 miliardi di dollari nell’area. Il portavoce del Ministero della Difesa del Mozambico, Omar Saranga, ha riferito che le forze di sicurezza del Paese stanno studiando le mosse del nemico e faranno di tutto per garantire la sicurezza e il benessere della popolazione. Questo ha aggiunto che il numero di vittime e l’entità dei danni non sono ancora noti, aggiungendo che le comunicazioni nell’area sono state interrotte. Da parte sua, la Total non ha ancora reso noto l’impatto dell’attacco sulle attività dell’azienda.  

Al momento dell’assalto, le forze armate del Mozambico non erano riuscite a respingere i militanti, e la mattina del 25 marzo gli scontri erano in corso, secondo fonti in contatto con il governo del Mozambico e i funzionari militari. Secondo gli analisti, la vasta ricchezza mineraria nella regione è sfruttata da una ristretta élite e la maggior parte dei cittadini vive in ristrettezze, creando condizioni fertili per una ribellione. Secondo fonti non confermate, gli aggressori sarebbero oltre 100 persone, che hanno mantenuto il controllo della città per un giorno, rapinato due banche e sarebbero ora in procinto di ritirarsi. Palma si trova a più di 1.800 km a Nord-Est di Maputo, nella provincia ricca di gas di Cabo Delgado, dove le autorità sono alle prese con una brutale ribellione dal 2017.

Il 10 marzo, il Governo degli Stati Uniti ha designato i gruppi ribelli in Mozambico e in Repubblica Democratica del Congo come organizzazioni terroristiche straniere affiliate allo Stato Islamico (IS), ai sensi della sezione 219 dell’Immigration and Nationality Act. Secondo quanto dichiarato in un comunicato stampa, il Dipartimento di Stato statunitense ha designato lo Stato Islamico in Repubblica Democratica del Congo (ISIS-DRC) e lo Stato Islamico in Mozambico (ISIS-Mozambico) come gruppi terroristici, oltre ad averli inseriti nella lista dei Special Designated Global Terrorists (SDGTs). Inoltre, anche i rispettivi leader di queste organizzazioni, Seka Musa Baluku e Abu Yasir Hassan, sono stati identificati come SDGTs.

ISIS-Mozambico, noto anche come Ansar al-Sunna e localmente conosciuto come al-Shabaab in Mozambico, avrebbe giurato fedeltà allo Stato Islamico già nell’aprile 2018. Vale la pena ricordare che il gruppo non è da confondersi con “al-Shabaab” che opera in Somalia. Dall’ottobre 2017, ISIS-Mozambico, guidato da Abu Yasir Hassan, ha ucciso più di 1.300 civili, e si stima che più di 2.300 persone, tra membri delle forze di sicurezza e sospetti militanti siano stati uccisi da quando il gruppo terroristico ha iniziato la sua violenta insurrezione estremista in Africa. Ansar al-Sunna è stato responsabile di aver orchestrato una serie di attacchi su larga scala e sofisticati che hanno portato alla cattura del porto strategico di Mocimboa da Praia, nella provincia di Cabo Delgado, in Mozambico. Secondo i dati del Governo americano, gli attacchi di tale gruppo hanno causato lo sfollamento di quasi 670.000 persone nel Mozambico settentrionale.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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