Messico-USA: Biden incarica la vicepresidente Harris di gestire la crisi umanitaria

Pubblicato il 25 marzo 2021 alle 21:01 in Messico USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha affidato, mercoledì 24 marzo, alla sua vicepresidente, Kamala Harris, la gestione della crisi umanitaria provocata dal crescente arrivo di migranti al confine meridionale del Paese. Biden ha definito questa sfida “molto impegnativa” ma ha affermato che Harris è la persona “più qualificata” per poterla affrontare. Il presidente ha aggiunto tuttavia che sarà necessaria anche la collaborazione del Messico, del Guatemala, dell’Honduras e di El Salvador.

Da parte sua, Harris ha riferito che questo non sarà un lavoro facile, “ma sicuramente di grande importanza” e ha dichiarato che i motivi per cui molte persone stanno lasciando la propria nazione non riguardano solo la violenza, il traffico di droga e la povertà, ma anche disastri naturali, quali uragani, inondazioni e terremoti. La vicepresidente ha sottolineato che spera di lavorare con le autorità della regione con lo scopo di garantire prosperità. Biden ha affermato, mercoledì 24 marzo, che gli Stati Uniti investiranno 700 milioni di dollari in un piano di sviluppo per i Paesi del Triangolo settentrionale, ossia Honduras, Guatemala ed El Salvador come parte di uno sforzo per affrontare le cause profonde della migrazione.

Durante una conferenza stampa avvenuta martedì 23 marzo, il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, aveva rifiutato che una commissione di alto livello del Governo degli Stati Uniti controllasse le misure che attualmente regolano l’immigrazione al confine meridionale del suo Paese. “Non accettiamo visite di supervisione. Non siamo una colonia e non siamo un protettorato. Il Messico è uno Stato indipendente, sovrano e libero”, ha ribadito López Obrador. Tuttavia, il presidente latino-americano ha sottolineato che i rapporti con Washington sono di reciproco rispetto e ha sostenuto che la politica di immigrazione di Biden sia “molto valida”, ma richiederà del tempo prima che possa regolarizzare gli immigrati messicani.

Il ministro degli Esteri messicano, Marcelo Ebrard, e la coordinatrice del confine meridionale della Casa Bianca, Roberta Jacobson, si erano incontrati, martedì 23 marzo, a Città del Messico con lo scopo di discutere del flusso migratorio verso gli Stati Uniti. Ebrard aveva riconosciuto che ancora non era stato raggiunto “un punto definitivo”, ma aveva sottolineato che entrambi i Governi si sarebbero impegnati ad analizzare la questione per permettere una migrazione sicura e ordinata.

Dall’arrivo dell’attuale leader americano alla Casa Bianca, c’è stato un notevole aumento del numero di immigrati negli Stati Uniti, in particolare di minori non accompagnati, che sono attualmente detenuti nei centri di detenzione. A febbraio, i funzionari della dogana statunitense hanno arrestato oltre 100.000 persone lungo il confine meridionale, con un aumento del 28% rispetto al mese precedente. Durante un’intervista avvenuta mercoledì 24 marzo, il senatore repubblicano Ted Cruz ha detto che “questa crisi è stata creata dall’amministrazione Biden e dalle sue stesse politiche” e ha aggiunto che questo venerdì andrà in Texas per visitare la struttura di protezione delle dogane e della frontiera (CBP) in cui sono tenuti i bambini migranti. Il senatore ha affermato che Biden, smantellando le politiche del suo predecessore, ha dato nuovi incentivi a migliaia di migranti che stanno tentando di entrare negli Stati Uniti. Al contrario, Nancy Pelosi, speaker democratica della Camera dei rappresentanti, ha dichiarato che il crescente flusso migratorio non è dovuto alle misure del presidente, bensì al cambio delle condizioni meteorologiche per l’arrivo della primavera, e ha evidenziato che Biden sta cercando di gestire la questione in un modo “molto più umano di prima”.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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