Libia: Di Maio a Tripoli insieme agli omologhi di Francia e Germania

Pubblicato il 25 marzo 2021 alle 15:55 in Europa Italia Libia

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Il ministro degli Affari Esteri italiano, Luigi Di Maio è tornato in Libia, a Tripoli, giovedì 25 marzo, questa volta accompagnato dall’omologo tedesco, Heiko Maas, e da quello francese, Jean-Yves Le Drian. Il capo della Farnesina era stato nella capitale del Paese nordafricano domenica scorsa, il 21 marzo, per una visita “non annunciata” durante la quale aveva tenuto colloqui con le autorità del nuovo governo di unità nazionale. Di Maio è stato il primo dei ministri UE a recarsi a Tripoli dopo la nascita del nuovo esecutivo libico.

La visita dei ministri degli Esteri italiano, francese e tedesco si svolge nell’ambito di una missione europea in cui l’Italia punta a presentarsi come principale interlocutore del premier di Tripoli appena nominato, Abdulhamid Dabaiba. Durante l’incontro, il governo libico ha chiesto il ritiro “immediato” di tutti i mercenari stranieri. “Chiediamo che tutti i mercenari lascino immediatamente le terre libiche”, ha dichiarato il ministro degli Esteri, Najla al Mangoush, ai suoi omologhi di Italia, Francia e Germania. Si stima che circa 20.000 mercenari e combattenti stranieri siano ancora nel Paese, una presenza che il primo ministro libico ad interim, Dbeibah, ha definito “una pugnalata alle nostre spalle”. Davanti ai suoi omologhi, Mangoush ha poi sottolineato la necessità di ricostruire la fiducia nello sviluppo economico del Paese, a livello pubblico e privato, di accelerare il ritorno delle ambasciate e di facilitare la procedura dei visti dalla Libia. Proprio qualche giorno fa, il 23 marzo, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato che Parigi riaprirà entro una settimana la sua ambasciata nella capitale libica, per mostrare sostegno alle nuove autorità del Paese nordafricano. Anche altri Paesi, tra cui Egitto e Malta, hanno affermato di aver intenzione di riaprire le loro ambasciate a Tripoli.

In una dichiarazione prima dell’incontro, Maas ha lodato l’accordo che ha consentito la formazione un governo di unità nazionale in Libia, ma ha avvertito che c’è ancora molto lavoro da fare. “Siamo determinati a sostenere il governo di unità nazionale. Abbiamo iniziato a raccogliere i frutti della Conferenza di Berlino e gli sforzi di coordinamento delle parti libiche”, ha detto il ministro degli Esteri tedesco, sottolineando che l’obiettivo è quello di arrivare presto ad elezioni libere ed eque. 

Da parte sua, durante la riunione di giovedì, il ministro francese Le Drian ha affermato che la costa libica deve essere riaperta per consentire il ritiro di tutte le forze e i mercenari stranieri. Il capo della diplomazia di Parigi ha poi ribadito che le elezioni in Libia devono tenersi nella data specificata, ovvero il 24 dicembre di quest’anno. 

Di Maio ha espresso soddisfazione per la ripresa delle esportazioni libiche di petrolio e per l’adozione, da parte del governo di unità nazionale, di un’agenda che guarda alle questioni urgenti del popolo libico. “La nostra cooperazione con la Libia continuerà a combattere l’immigrazione illegale e il traffico di esseri umani”, ha sottolineato il ministro degli Esteri italiano. Già il 23 marzo, a Bruxelles, in occasione della ministeriale Esteri della NATO, Di Maio aveva parlato, durante la riunione bilaterale con il Segretario di Stato USA, Tony Blinken, dell’importanza di “garantire una maggiore stabilità in Libia e nel Mediterraneo”. Il Nord Africa in generale è un’aerea dove l’Italia possiede grandi interessi geo-strategici. Il dossier libico, nello specifico, rappresenta dunque un tema anche di sicurezza nazionale.

La visita di Maas, Le Drian e Di Maio arriva 10 giorni dopo la formazione del governo ad interim che guiderà la Libia alle elezioni del 24 dicembre. Quanto accaduto prima, il 5 febbraio, con la nomina delle nuove autorità esecutive da parte del Forum di dialogo politico, e poi, il 10 marzo, con il voto di fiducia al governo ad interim, rappresenta un momento “storico” per il Paese nordafricano, che, dal 15 febbraio 2011, è stato teatro di una perdurante crisi e di una lunga guerra civile. Come ribadito più volte dal premier Dbeibah, la missione principale del governo unitario, definito un “governo di tutti i libici”, e del Consiglio presidenziale sarà quella di guidare il Paese verso le elezioni, in seguito alle quali verranno nominate nuove autorità elette democraticamente. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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