Libia, Benghazi: ucciso comandante di una milizia vicina ad Haftar

Pubblicato il 25 marzo 2021 alle 15:38 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il comandante della milizia Sa’iqa, affiliata all’Esercito Nazionale Libico (LNA) del generale Khalifa Haftar, Mahmoud Al-Werfalli, è stato ucciso in un attacco condotto con armi da fuoco nella città libica orientale di Benghazi, nella sera del 24 marzo. Al momento, l’omicidio non è stato ancora rivendicato.

Alcuni uomini armati ancora non identificati hanno sparato ad Al-Werfalli mentre si trovava a bordo di un veicolo nei pressi della Al-Arab Medical University di Benghazi. L’uomo è stato gravemente ferito, insieme al cugino Ayman che viaggiava con lui e, poco dopo, entrambi sono morti una volta arrivati in ospedale. Il decesso del comandante è stato quindi confermato dal portavoce della milizia Sa’iqa, Milad Al-Zewi, che ha descritto Al-Werfalli come “un simbolo” del gruppo armato.

Dal 2017, Il 43enne Al-Werfalli era ricercato dal Tribunale Penale Internazionale (ICC) e, più tardi, sono state emesse due sentenze che lo hanno giudicato colpevole di aver ordinato ed eseguito 33 esecuzioni in sei occasioni diverse, nell’area della città di Benghazi. Nel 2018, sul web sono stati diffusi alcuni video di una tra le esecuzioni condotte dall’uomo che aveva sparato a 10 prigionieri bendati. Nel 2019, Al Werfalli era stato promosso al livello di luogotenente comandante dello LNA.

Secondo il fondatore e direttore del Sadeq Institute, Anas El Gomati, l’uomo era “un assassino implacabile e spietato” e, a Benghazi, migliaia di persone sarebbero vissute nel terrore della sua figura, come sostenuto anche dalle organizzazioni Human Rights Watch e Amnesty International.  Nel 2018, secondo tali testimonianze, la milizia Sa’iqa avrebbe confiscato le proprietà di molte persone, arrestato, torturato e costretto a scomparire molti altri. Per El-Gomati la morte del leader della milizia sarebbe un segno dell’indebolimento dello stesso LNA. Secondo lo European Council on Foreign Relations, poi, l’episodio sarebbe il risultato di crescenti tensioni tra le fazioni rivali nell’Est della Libia che potrebbero degenerare in una serie di attacchi simili a quello del 24 marzo.

La Libia è teatro di una lunga guerra civile iniziata il 15 febbraio 2011 a cui ha fatto seguito, nell’ottobre dello stesso anno, la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare una transizione democratica. Prima della formazione dell’esecutivo transitorio, la Libia ha visto, a livello politico, la presenza di due amministrazioni rivali, quella della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, guidata da Aguila Saleh, e quella del GNA, con a capo Fayez Al-Sarraj, mentre, a livello militare, il fronteggiarsi delle milizie legate al GNA e di quelle dell’Esercito Nazionale Libico del generale Khalifa Haftar.

Il GNA di al-Sarraj è stato il governo ufficialmente riconosciuto dall’Onu in Libia sin dalla sua nascita, avvenuta il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, firmati in Marocco e poi scaduti il 17 dicembre 2017. Il GNA è stato formalmente appoggiato da Italia, Qatar e Turchia. Le forze dello LNA, vicine alle istituzioni di Tobruk, a livello internazionale, sono state invece sostenute da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Francia e Russia.

In tale contesto, dal punto di vista militare, in Libia è attivo un cessate il dallo scorso 23 ottobre, come concordato in seguito ad un incontro tra le delegazioni libiche del LNA e del GNA, riunitesi a Ginevra nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. Quest’ultimo comprende gli ufficiali delle forze armate del GNA e del LNA. A livello politico, invece, tutte le parti hanno espresso sostegno per l’esecutivo ad interim nominato il 5 febbraio scorso e in carica dal successivo15 marzo.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.