La Corea del Nord lancia possibili missili balistici verso il Mar del Giappone

Pubblicato il 25 marzo 2021 alle 9:31 in Corea del Nord Giappone

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La Corea del Nord ha lanciato due mezzi aerei non identificati verso le acque ad Est del Paese, il 25 marzo, secondo quanto affermato da media e funzionari Sud-coreani, giapponesi e statunitensi. Secondo alcune figure interne all’Esercito della Corea del Sud si sarebbe trattato di missili balistici. Intanto, il Giappone ha indetto un incontro d’emergenza sull’accaduto e ha condannato i fatti.

I media giapponesi hanno specificato che il lancio è avvenuto alle 7:06, ora locale, del 25 marzo. I due ordigni sospetti sono stati lanciati dalla contea di Hamju, nella zona orientale della penisola coreana, verso il Mar del Giappone e si sospetta che entrambi siano stati missili balistici a raggio corto che hanno percorso circa 420 km e 430km, atterrando nelle acque ad Est della Corea del Nord. In base al comunicato emesso da subito dalla Guardia costiera del Giappone gli ordigni sono atterrati fuori dalla zona economica esclusiva del Giappone e, secondo l’agenzia per la pesca giapponese, non avrebbero causato danni.

A Tokyo, il primo ministro, Yoshihide Suga, il ministro degli Esteri, Toshimitsu Motegi, e il ministro della Difesa, Nobuo Kishi, hanno indetto un incontro d’emergenza sulla sicurezza nazionale nella stessa mattina del 25 marzo. Il vertice analizzerà la situazione e valuterà l’adozione di possibili contromisure. Intanto, Suga ha condannato e protestato contro il lancio e ha affermato che tali azioni sono una minaccia per la pace e la sicurezza del Giappone e della regione, condotte in violazione delle sanzioni Onu.

In base a quanto affermato dai media Sud-coreani, se si fosse trattato di missili balistici, il lancio sarebbe stato il primo di tale genere dal 29 marzo del 2020 e avrebbe violato sanzioni e risoluzioni imposte dal Consiglio di sicurezza dell’Onu che proibiscono a Pyongyang di lanciare missili balistici di qualsiasi raggio. L’Esercito Sud-coreano ha affermato che sta osservando da vicino la situazione e che sta lavorando a stretto contatto con la controparte statunitense.

Un alto funzionario statunitense ha confermato a Fox News, citata da Xinhua, che la Corea del Nord ha lanciato due missili balistici a corto raggio e che potrebbe essersi trattato di un ordigno terrestre e di un mezzo sottomarino. Secondo quanto specificato dal funzionario, i missili non rappresenterebbero una minaccia per gli eserciti statunitense e giapponese e il Pentagono starebbe analizzando l’accaduto.

Il test eseguito il 25 marzo è arrivato dopo il lancio di un altro ordigno lo scorso 21 marzo. In tal caso, però, si era trattato di missili da crociera, non proibiti dalle soluzioni adottate in materia dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il test del 25 marzo è stato considerato da più media come una provocazione di Pyongyang nei confronti dell’amministrazione del presidente statunitense, Joe Biden, proprio mentre quest’ultimo sta rivedendo la politica di Washington nei confronti della Corea del Nord.

La vicenda odierna si colloca in un quadro di stallo e attese rispetto alla questione Nord-coreana, Lo scorso 17 marzo, Pyongyang aveva affermato che non vi sarebbe stata alcuna forma di dialogo o contatto con gli USA se Washington non abolirà le proprie politiche ostili nei suoi confronti.  Parallelamente al rifiuto di avviare un dialogo con gli USA, nonostante i numerosi tentativi statunitensi, il 22 marzo scorso, il leader della Corea del Nord, Kim Yong Un, ha promesso al presidente cinese, Xi Jinping, che il proprio Paese rafforzerà le relazioni con Pechino, in modo da creare un legame “che faccia invidia la mondo interno”.  In precedenza a quest’ultimo dialogo, gli USA avevano chiesto alla Cina di utilizzare la propria influenza sulla Corea del Nord per convincere il Paese ad abbandonare le proprie ambizioni in termini di armamenti.

I test di armi nucleari e di missili balistici a lungo raggio di Pyongyang erano stati interrotti nel 2018,  quando gli Stati Uniti avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord, alla presenza dell’allora presidente degli USA, Donald Trump, e del leader Nord-coreano, Kim Jong Un. Tuttavia, dopo varie interruzioni e riprese, i tentativi di dialogo bilaterale si erano fermati a partire dal 21 gennaio 2020, quando il consigliere della missione Nord-coreana presso le Nazioni Unite, Ju Yong Chol, aveva dichiarato che nei due anni precedenti il proprio Paese aveva interrotto test nucleari e lanci di missili per andare incontro alle richieste degli USA, i quali, in risposta, avevano tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e avevano insistito con il mantenimento delle sanzioni su Pyongyang. Di conseguenza, da allora, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

 

di Redazione

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