Italia: Draghi annuncia una visita imminente in Libia

Pubblicato il 25 marzo 2021 alle 10:39 in Italia Libia

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Il primo ministro italiano, Mario Draghi, ha annunciato, il 24 marzo, che visiterà la Libia durante la prima settimana del mese di aprile prossimo, probabilmente tra il 6 e il 7, per mostrare sostegno al governo di unità nazionale ad interim sostenuto dall’Onu e guidato dal premier Abdul Hamid Dbeibah.

Parlando al Senato italiano, Draghi ha affermato che la politica italiana verso la Libia sarà di sostegno al governo di unità nazionale libico, con la speranza che il Paese Nord-africano riesca ad indire elezioni all’inizio di dicembre 2021. Nel frattempo, per il premier italiano, è necessario che le parti libiche rispettino il cessate il fuoco indetto il 23 ottobre 2020, notando “incoraggianti sviluppi”. In particolare, Draghi ha fatto riferimento al fatto che vari mercenari e combattenti stiano iniziando a lasciare il Paese.

La visita di Draghi potrebbe rappresentare il primo viaggio ufficiale di un leader europeo in Libia dall’insediamento dell’esecutivo transitorio guidato da Dbeibah, il 15 marzo scorso a Tobruk. Al contempo, il viaggio in Libia potrebbe essere la prima visita ufficiale estera del presidente del Consiglio dei ministri italiano, dall’insediamento del suo governo, lo scorso 13 febbraio.

L’annuncio di Draghi è arrivato dopo che, lo scorso 21 marzo, il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, si è recato in visita a Tripoli. In tale occasione, il capo della Farnesina ha incontrato il primo ministro libico Dbeibah e il presidente del Consiglio presidenziale, Mohamed al-Menfi. Di Maio è stato il primo ministro degli Esteri di un Paese dell’Unione europea (UE) a recarsi in Libia a seguito alla formazione del governo di unità nazionale ad interim.

Il nuovo esecutivo della Libia è stato nominato lo scorso 5 febbraio dal Forum di dialogo politico libico, riunitosi a Ginevra sotto l’egida delle Nazioni Unite, che ne ha indicato le figure al vertice. L’esecutivo transitorio dovrà guidare il Paese fino alle elezioni del 24 dicembre 2021 ed è rappresentato da Mohammad Younes Menfi, in veste di capo del Consiglio presidenziale, e da Abdul Hamid Mohammed Dbeibah, in qualità di primo ministro. Mossa Al-Koni e Abdullah Hussein Al-Lafi sono stati scelti, invece, come vice di Menfi.

La Libia è teatro di una lunga guerra civile iniziata il 15 febbraio 2011 a cui ha fatto seguito, nell’ottobre dello stesso anno, la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare una transizione democratica. Prima della formazione dell’esecutivo transitorio, la Libia ha visto, a livello politico, la presenza di due amministrazioni rivali, quella della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, guidata da Aguila Saleh, e quella del GNA, con a capo Fayez Al-Sarraj, mentre, a livello militare, il fronteggiarsi delle milizie legate al GNA e di quelle dell’Esercito Nazionale Libico del generale Khalifa Haftar.

Il GNA di al-Sarraj è stato il governo ufficialmente riconosciuto dall’Onu in Libia sin dalla sua nascita, avvenuta il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, firmati in Marocco e poi scaduti il 17 dicembre 2017. Il GNA è stato formalmente appoggiato da Italia, Qatar e Turchia. Le forze dello LNA, vicine alle istituzioni di Tobruk, a livello internazionale, sono state invece sostenute da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Francia e Russia.

In tale contesto, dal punto di vista militare, in Libia è attivo un cessate il dallo scorso 23 ottobre, come concordato in seguito ad un incontro tra le delegazioni libiche del LNA e del GNA, riunitesi a Ginevra nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. Quest’ultimo comprende gli ufficiali delle forze armate del GNA e del LNA. A livello politico, invece, tutte le parti hanno espresso sostegno per l’esecutivo ad interim nominato il 5 febbraio scorso.

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Camilla Canestri

di Redazione

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