USA: la Cina potrebbe riprendere Taiwan prima del previsto

Pubblicato il 24 marzo 2021 alle 14:44 in Cina Taiwan USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il comandante della flotta del Pacifico degli USA, John Christopher Aquilino, ha affermato, il 23 marzo, che per la Cina continentale riprendere Taiwan è una priorità e che Pechino potrebbe quindi “invadere” l’isola prima del previsto.

Aquino ha affermato che la Cina potrebbe riprendere Taiwan con la forza prima del previsto e che potrebbe avere i mezzi militari per farlo in anticipo rispetto alle stime che affermano come scadenza il 2045. Aquilino ha aggiunto che questa problematica potrebbe riguardare da vicino gli USA, più di quanto pensino molte persone. Per tale ragione, per il comandante statunitense, Washington dovrebbe risolvere il problema e ha quindi proposto la creazione a breve di un fondo multi miliardario chiamato “Iniziativa di deterrenza del Pacifico”.

Dopo l’intervento di Aquilino, il portavoce del dipartimento della Difesa di Washington, John Kirby, ha affermato che “nessuno ha intenzione di creare conflitti” e che “non avrebbe fatto supposizioni sul futuro”, rispondendo ad una domanda su una possibile difesa militare statunitense di Taiwan nel caso in cui la Cina attaccasse l’isola.

Il Ministero Affari Esteri della Cina aveva già espresso la propria posizione sulle speculazioni su un eventuale attacco armato della Cina continentale contro Taiwan, il 10 marzo scorso. In tale occasione, il portavoce Zhao Lijian aveva dichiarato che negli USA alcune persone utilizzino la questione di Taiwan per “esagerare” la cosiddetta “minaccia militare cinese”. Per Zhao, tali persone starebbero cercando scuse per aumentare la spesa nel settore della difesa statunitense, per espandere la potenza militare del Paese e per interferire negli affari regionali. La Cina ha quindi ribadito che gli USA dovrebbero abbandonare la mentalità “a somma nulla” da guerra fredda.

La Cina considera Taiwan una sua provincia, in base al principio “una sola Cina” che riconosce il solo governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla RPC. Dall’ascesa dell’attuale leader del governo di Taiwan, Tsai Ing-wen, a capo del Partito Progressista Democratico (PDD), nel 2016, Pechino ha tagliato i ponti con le istituzioni dell’isola in quanto Tsai, rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola l’11 gennaio 2020, ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina”. Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

Al momento, a livello internazionale, il governo di Taipei è impegnato ad intensificare i propri rapporti con gli USA, suo maggior fornitore d’armi da difesa. Durante l’amministrazione dell’ex presidente, Donald Trump, Washington ha adottato più iniziative volte ad intensificare i propri legami con Taipei, nonostante, dal primo gennaio 1979, gli USA abbiano riconosciuto ufficialmente il governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino, rinunciando a riconoscere la legittimità del governo di Taiwan.  

 Il 28 gennaio scorso, la Cina aveva avvertito sia Taiwan, sia gli USA affermando che, per Pechino, l’indipendenza di Taiwan significa guerra e sottolineando che l’Esercito popolare di liberazione adotterà tutte le misure necessarie e sconfiggerà risolutamente qualsiasi forma di cospirazione separatista per l’indipendenza di Taiwan, proteggendo la sovranità nazionale cinese.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.