Kiev sanziona quotidiani, società e funzionari della Russia

Pubblicato il 24 marzo 2021 alle 16:18 in Russia Ucraina

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Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha varato, martedì 23 marzo, il pacchetto di misure sanzionatorie verso quotidiani e agenzie di stampa russe, enti giuridici e persone fisiche. La misura restrittiva è stata mossa dal Consiglio per la Sicurezza e la Difesa Nazionale dell’Ucraina.

Il regime sanzionatorio è stato sottoscritto attraverso un decreto approvato dal governo di Kiev. Ai sensi del documento, le misure restrittive, della durata di 3 anni, sono state applicate a una pluralità di mass media russi, alle società bielorusse Life Group ed Emki Cosmetics Group, a 23 funzionari russi e a 3 deputati francesi. L’elenco, che include 82 società, comprende anche la casa di riposo Pribrezhny e lo stabilimento Massandra in Crimea.

I mass media colpiti dal nuovo regime sono i quotidiani russi Lenta, Gazeta ru, Utro ru e le agenzie di stampa TASS, MIA Roccija Sevodnja. Secondo quanto reso noto dal comunicato ministeriale ucraino, le persone fisiche verso le quali sono state varate le sanzioni sono molteplici. Nello specifico, nel documento sono citati il vice capo del Ministero degli Affari Interni della Federazione Russa, Alexander Gorovoy, il membro del Consiglio russo, Lyudmila Narusova, i senatori russi Oleg Tsepkin, Irina Rukavishnikova, Alexander Karlin e altri funzionari del Ministero degli Interni. La “lista nera” include tre funzionari francesi del Parlamento europeo, Virginie Joron, Jean-Len Lacapelle e Philippe Olivier. Questi ultimi appartengono al partito politico “Identità e democrazia” e sono stati sanzionati per essersi recati in Crimea con il fine di assistere alla votazione sugli emendamenti della Costituzione della Federazione Russa. Le misure restrittive, che sono entrate in vigore al momento della pubblicazione del decreto, includono il congelamento dei beni, l’interruzione delle operazioni commerciali, il divieto del ritiro di capitali dall’Ucraina, la revoca di licenze e permessi, e il divieto di rilascio dei visti e di accesso nel Paese per i 3 funzionari francesi.

Le prime sanzioni che l’Ucraina ha applicato contro la Russia risalgono al 2014, dopo che Mosca ha occupato, il 20 febbraio 2014, il territorio ucraino della Crimea e in seguito al sostegno delle forze indipendentiste nelle aree di Donetsk e Lugansk. Nello specifico, il 10 settembre 2014, l’allora presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, aveva sottoscritto una serie di leggi che prevedevano la possibilità di introdurre misure restrittive contro la Russia. Il documento è entrato in vigore il 12 settembre 2014 e l’ultima modifica è stata apportata il 17 dicembre 2017.

Kiev non è stata l’unica a imporre restrizioni contro il Cremlino. A tal riguardo, anche l’Unione Europea, il G7 e gli Stati Uniti hanno varato sanzioni antirusse. Le sanzioni più recenti che hanno condannato l’atteggiamento della Russia in Ucraina sono quelle introdotte, il 18 marzo, dai ministri degli Esteri del G7, formato da Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America. I 7 Stati, insieme all’Alto rappresentante dell’Unione Europea, Josep Borrell,  hanno criticato le azioni di Mosca la quale, attraverso l’annessione “illegale” della Crimea e della città di Sebastoboli, ha minato la sovranità, l’integrità territoriale e l’indipendenza dell’Ucraina. “Condanniamo le violazioni dei diritti umani da parte della Russia nella penisola, in particolare dei tartari di Crimea. Chiediamo alla Russia di rispettare i suoi obblighi internazionali, consentire l’accesso agli osservatori internazionali e immediatamente liberare tutti coloro che sono ingiustamente detenuti”, hanno ribadito i rappresentanti.

Lo stesso giorno, il 18 marzo, il Bureau of Industry and Security (BIS) statunitense ha dichiarato l’ampliamento delle restrizioni sugli export in Russia per inosservanza delle norme di diritto internazionale. La violazione riguarda il sospetto uso di armi chimiche e biologiche da parte di Mosca.

Qualche giorno prima, il 12 marzo, anche l’Unione Europea ha annunciato la proroga delle sanzioni contro la Russia. Il Consiglio Europeo ha esteso, fino al 15 settembre, le sanzioni pendenti su 177 cittadini e 48 enti giuridici russi, condannando l’annessione della Crimea e della città di Sebastopoli. Le misure varate dall’UE includono restrizioni di viaggio nel territorio dell’Unione Europea, il congelamento dei beni e il divieto di emettere prestiti ad individui ed enti presenti nella lista.

Le sanzioni dell’UE, relative ad azioni che hanno minacciato l’integrità dell’Ucraina, furono sottoscritte, per la prima volta, il 17 marzo 2014, in occasione di una Sessione straordinaria del Consiglio “Affari esteri” sulla situazione in Ucraina. Quell’anno, sono stati sospesi i preparativi per il vertice G8. Quest’ultimo, che si doveva tenere a Sochi, nel giugno 2014, si è tenuto, il 4 e il 5 giugno 2014, a Bruxelles, nel formato del G7. Inoltre, i leader dell’Unione Europea hanno sospeso i colloqui bilaterali con la Russia sui visti e sul nuovo accordo Russia-UE. In aggiunta, nel 2018 e nel 2019, sono state varate sanzioni aggiuntive in relazione al caso Skripal e all’incidente di Kerch.

Per quanto riguarda il primo, il 4 marzo 2018, l’ex spia russa, Sergej Skripal, residente in Gran Bretagna, a Salisbury, insieme alla figlia, subì un avvelenamento da gas nervino che fu ricondotto alla Russia. Quanto al secondo, il 25 novembre, le cannoniere ucraine, Berdyansk e Nikopol, e il rimorchiatore Yany Kapu attraversarono il confine marittimo russo, violando l’ordine di passaggio. Secondo il servizio di sicurezza federale della Russia (FSB), le navi salparono verso lo stretto di Kerch, un accesso al mare di Azov, dove furono sequestrate dalla Russia a causa della mancanza di risposta a una richiesta di fermarsi. 

di Redazione