Iraq-Qatar: pronti a riattivare il comitato congiunto

Pubblicato il 24 marzo 2021 alle 17:44 in Iraq Qatar

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Il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, si è recato in visita ufficiale nella capitale irachena Baghdad, mercoledì 24 marzo, dove ha tenuto colloqui con il capo di Stato dell’Iraq, Barham Salih.

Stando a quanto riportato dal quotidiano al-Araby al-Jadeed, al-Thani, che ricopre anche il ruolo di vice primo ministro, ha poi incontrato il suo omologo iracheno, Fuad Hussein. In tal caso, come riferito nel corso di una conferenza stampa congiunta, i due hanno stabilito di riattivare un Comitato congiunto, i cui incontri potrebbero aver inizio nel futuro prossimo. Un’altra personalità irachena incontrata dal ministro qatariota è stato il premier di Baghdad, Mustafa al-Kadhimi, con cui ha discusso delle modalità per sviluppare le relazioni tra i propri Paesi e stabilire un Comitato di cooperazione economica. “Vi sono grandi opportunità per sostenere la stabilità dell’Iraq” ha affermato al-Thani, facendo particolare riferimento a progetti di natura economica, che andrebbero “a vantaggio della popolazione irachena”.

Al contempo, è stato evidenziato come l’opinione di Doha e Baghdad già converga in diversi dossier regionali e internazionali. In tale quadro, al-Thani ha poi consegnato un messaggio al presidente Salih, da parte dell’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani, in cui sono state evidenziate le relazioni bilaterali tra i due Paesi, mentre il capo di Stato iracheno è stato invitato a recarsi in visita nel Paese del Golfo. Da parte sua, Salih ha messo in luce come i Paesi della regione svolgano un ruolo cruciale per far fronte alle crisi e alle tensioni che caratterizzano il Medio Oriente. A tal proposito, è stato sottolineato che questi dovrebbero coordinare i propri sforzi per aprire canali di dialogo, sostenere risoluzioni di tipo politico e far fronte al terrorismo e all’ideologia estremista, oltre a cogliere le opportunità di cooperazione e sviluppo a livello economico e commerciale. In tale quadro, il presidente ha affermato che garantire la sicurezza, la stabilità e la sovranità dell’Iraq rappresenta la base, oltre che un interesse comune, per portare sicurezza e stabilità a livello regionale.

Il Qatar non è l’unico Paese con cui l’Iraq ha stabilito un Comitato congiunto. Un altro è la Turchia, alleata di Doha. Il Consiglio di cooperazione strategica turco-iracheno, in realtà, è stato istituito nel 2008 e già l’anno successivo, il 2009, ha portato alla firma di 48 accordi nei settori della sicurezza, dell’energia, dell’economia e del commercio.  In tale quadro, l’Iraq contribuisce a fornire alla Turchia quantità di petrolio tali da soddisfare circa il 15% del suo fabbisogno totale. Al contempo, il volume degli scambi commerciali tra Turchia e Iraq è aumentato a 15.8 miliardi di dollari nel 2019, da 13 miliardi del 2018, ma l’obiettivo è quello di raggiungere i 20 miliardi all’anno.

In tale quadro, dal 5 gennaio scorso, Doha è stata al centro di un progressivo disgelo delle tensioni con i vicini del Golfo, a seguito della dichiarazione siglata nella città saudita di al-Ula, che ha posto fine alla cosiddetta crisi del Golfo. Quest’ultima era scoppiata il 5 giugno 2017, quando Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti (UAE) e Bahrain avevano imposto sul Qatar un embargo diplomatico, economico e logistico. La decisione era nata in seguito alle accuse rivolte a Doha per via del suo presunto sostegno e finanziamento di gruppi terroristici, tra cui Hamas ed Hezbollah, e dell’appoggio all’Iran, principale rivale di Riad nella regione. Da quel momento, i quattro Paesi avevano chiuso i loro confini marittimi, terrestri e aerei con il Qatar. Doha ha ripetutamente negato le accuse nei suoi confronti e ha più volte affermato che non vi era “alcuna giustificazione legittima” per la rottura dei rapporti.

Poi, il 5 gennaio scorso, i Paesi fautori del blocco hanno deciso di porre ufficialmente fine alla crisi e, nella dichiarazione finale di al-Ula, hanno affermato di voler unire i propri sforzi per far fronte alle minacce comuni, Iran in primis. Nelle settimane successive, i Paesi coinvolti hanno gradualmente aperto le proprie frontiere al Qatar.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione