Corea del Nord: gli ultimi test missilistici non preoccupano gli USA

Pubblicato il 24 marzo 2021 alle 9:02 in Corea del Nord Corea del Sud USA e Canada

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La Corea del Nord ha lanciato due missili da crociera a corto raggio nelle acque a Ovest della penisola coreana, il 21 marzo scorso, secondo quanto riferito da media Sud-coreani e statunitensi e da fonti interne al governo di Seoul, il 24 marzo. Washington ha affermato che si è trattato di “operazioni ordinarie”, che non rappresentano un segno di chiusura al dialogo con gli USA.

I test del 21 marzo scorso sono stati i primi lanci missilistici eseguiti dalla Corea del Nord dal 14 aprile 2020 e dall’insediamento del presidente statunitense, Joe Biden, alla Casa Bianca, il 20 gennaio scorso. Secondo quanto riferito dalla Corea del Sud e dagli USA, gli ordigni sferrati da Pyongyang non sono stati missili balistici ma da crociera e, per questo, non sono state violate le risoluzioni adottate in materia dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il presidente statunitense ha commentato l’ultimo test di Pyongyang affermano che non sarebbe “cambiato molto”. Rispondendo ad una domanda sul fatto che il lancio potesse essere stato una provocazione di Pyongyang, Biden ha affermato che il Dipartimento della Difesa degli USA avrebbe classificato tali attività come “ordinarie”. Parallelamente, funzionari interni al governo statunitense hanno affermato che i lanci del 21 marzo non siano da interpretare come un segno di chiusura da parte di Pyongyang.

L’ultimo test Nord-coreano è arrivato dopo che, lo scorso 17 marzo, la prima vice ministra degli Esteri della Corea del Nord, Choe Son Hui, aveva affermato che non vi sarebbe stata alcuna forma di dialogo o contatto con gli USA se Washington non abolirà le proprie politiche ostili contro Pyongyang.  Parallelamente al rifiuto del dialogo con gli USA nonostante i numerosi tentativi statunitensi, il 22 marzo, il leader della Corea del Nord, Kim Yong Un, ha promesso al presidente cinese, Xi Jinping, che il proprio Paese rafforzerà le relazioni con Pechino, in modo da creare un legame “che faccia invidia la mondo interno”. I due leader hanno quindi concordato di rafforzare i legami bilaterali e di portare avanti la causa socialista.

Secondo quanto affermato da fonti interne al governo di Washington, l’amministrazione Biden starebbe concludendo la revisione delle politiche statunitensi nei confronti della Corea del Nord. A tal proposito, Washinton potrebbe quindi ospitare consiglieri sud-coreani e giapponesi la prossima settimana per discutere la questione.

Nel 2018, gli Stati Uniti avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord alla presenza dell’allora presidente degli USA, Donald Trump, e del leader Nord-coreano, Kim Jong Un. Tuttavia, dopo varie interruzioni e riprese, i tentativi di dialogo bilaterale si erano fermati a partire dal 21 gennaio 2020, quando il consigliere della missione nordcoreana presso le Nazioni Unite, Ju Yong Chol, aveva dichiarato che nei due anni precedenti il proprio Paese aveva interrotto test nucleari e lanci di missili per andare incontro alle richieste degli USA, i quali, in risposta, avevano tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e avevano insistito con il mantenimento delle sanzioni su Pyongyang. Di conseguenza, da allora, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020.

La Corea del Nord è soggetta a sanzioni Onu dal 2006, approvate con 9 risoluzioni, a causa dei suoi programmi missilistici balistici e nucleari. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha così cercato di tagliare le risorse per finanziare i progetti nucleari del Paese, limitando le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come, ad esempio, quello del petrolio. Tuttavia, in più occasioni il Paese avrebbe violato tali disposizioni e avrebbe portato avanti i propri programmi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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