Canale di Suez: bloccati 13 milioni di barili di petrolio

Pubblicato il 24 marzo 2021 alle 17:03 in Africa Egitto

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Una grande imbarcazione portacontainer, gestita dalla compagnia di navigazione taiwanese Evergreen, registrata a Panama, sta bloccando il traffico nel Canale di Suez, dalla mattina di mercoledì 24 marzo.

La nave, soprannominata Ever Given, si è incagliata al km 151, poco dopo aver imboccato il Canale dal Mar Rosso. La causa è stata fatta risalire a una mancanza di visibilità derivante da forte raffica di vento provocata, a sua volta, da una tempesta di sabbia e da condizioni metereologiche avverse, che hanno fatto perdere il controllo e l’orientamento dell’imbarcazione. Stando a quanto riportato dalla compagnia Evergreen, sulla base delle informazioni fornite dall’armatore, i forti venti improvvisi, che hanno raggiunto i 40 nodi, hanno fatto deviare lo scafo, che ha poi colpito accidentalmente il fondo e si è arenato.

Ever Given, lunga 400 metri e larga 59, è stata definita una “mega nave”, da 224.000 tonnellate. Questa era partita dalla Cina e trasporta centinaia di container diretti nei Paesi Bassi, a Rotterdam. Dopo diversi tentativi fatti nell’arco della giornata, l’imbarcazione risulta essere ancora bloccata e si teme che il transito nel Canale possa rimanere fermo per giorni. Al momento, vi sono decine di navi, sia a Nord sia a Sud del Canale, che aspettano di poter transitare. Da parte sua, il capo dell’autorità egiziana del Canale di Suez, il tenente generale Osama Rabie, ha riferito che il traffico è ripreso soltanto sulla parte storica della linea d’acqua, mentre le unità di soccorso continuano a profondere sforzi per spostare la gigantesca nave. Sono almeno otto i “rimorchiatori giganti” che sono stati messi in atto, tra cui “Baraka 1”, con una capacità di trazione di 160 tonnellate. Si teme, però, che le operazioni possano proseguire per giorni, a meno che non vi sia un’alta marea.

Secondo quanto riportato da al-Arabiya, sulla base dei dati forniti da una società di analisi in ambito petrolifero, Vortexa, tra le imbarcazioni ferme vi sono altresì dieci petroliere, con a bordo, complessivamente, 13 milioni di barili di greggio. Inoltre, si prevede che saranno circa 50 le imbarcazioni che andranno ad “accumularsi” ogni giorno, mentre eventuali cambi di rotta comporteranno 15 giorni di viaggio aggiuntivi per le navi che si spostano dal Medio Oriente all’Europa.

Il Canale di Suez, inaugurato nel 1869, rappresenta una delle rotte commerciali marittime più trafficate al mondo, dove passa circa il 12% del volume degli scambi commerciali a livello internazionale. Nel 2020, secondo i dati forniti dall’Autorità del Canale di Suez, circa 19.000 navi, con una stazza netta di 1,17 miliardi di tonnellate, hanno attraversato il Canale di Suez. La media è stata di 51,5 navi al giorno. Inoltre, si tratta di una delle principali fonti di valuta forte, oltre che di reddito, per l’Egitto. A tal proposito, nel 2020, il Canale ha generato entrate pari a 5,61 miliardi di dollari per le casse del Cairo.

Nel 2015, il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha annunciato un progetto per lo sviluppo del Canale, che mira a ridurre i tempi di attesa e raddoppiare il numero di navi in uso entro il 2023. Il progetto per quella che è stata definita da al-Sisi “un’arteria di prosperità” è costato circa 8 miliardi di dollari e ha visto la costruzione di una corsia lunga 35 km, che consente il transito delle navi in entrambe le direzioni contemporaneamente.

L’episodio del 24 marzo non è stato il primo di tal tipo. Anche nel 2012 una nave greca si è arenata dopo un guasto al motore, il che ha provocato un’interruzione della navigazione fino a quando le unità di soccorso non sono state in grado di rimuoverla dal Canale. Successivamente, nel 2014, si è verificata una collisione tra una nave portacontainer battente bandiera tedesca e un’altra battente bandiera di Singapore, e anche in questo caso vi è stato un blocco del traffico prolungato. Nel 2017, poi, è stato il turno di una portacontainer giapponese, rimasta bloccata a seguito di problemi meccanici. In tale occasione, le autorità egiziane hanno schierato dei rimorchiatori e la nave è stata rimessa a galla in poche ore.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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