Russia-UE: crescono le tensioni

Pubblicato il 23 marzo 2021 alle 18:41 in Europa Russia

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Le sanzioni che l’Unione Europea ha varato, il 22 marzo, hanno portato ad un deterioramento dei rapporti tra Mosca e Bruxelles. Nella prospettiva di riaprire il dialogo con la Russia, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo, Vladimir Putin.

Il ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergej Lavrov, durante la conferenza stampa congiunta con l’omologo cinese, Wang Yi, ha dichiarato che le “decisioni unilaterali di Bruxelles hanno distrutto i rapporti con la Russia”. Il ministro russo ha sottolineato l’aggravamento delle tensioni tra Bruxelles, da un lato, e Pechino e Mosca, dall’altro. Queste le conseguenze delle nuove misure restrittive, applicate martedì 22 marzo dal blocco europeo. Nel dettaglio, le sanzioni sono state imposte a 11 persone e 4 entità responsabili di gravi violazioni e abusi dei diritti umani in Cina, nella Repubblica popolare democratica di Corea, in Libia, in Cecenia, in Sud Sudan e in Eritrea. Lavrov ha spiegato che è stata la linea politica che l’Europa ha adottato nei confronti della Russia a portare alla “distruzione di tutti i legami che erano stati creati nel corso degli anni”. L’esito inevitabile è l’avvicinamento sino-russo e l’esponenziale incremento della cooperazione bilaterale, sancito dalla visita ufficiale, del 22 e del 23 marzo, che Lavrov ha condotto in Cina.

Nel frattempo, i leader dell’Unione Europea si riuniranno, il 25 e il 26 marzo, a Bruxelles per discutere di vari temi, quali la risposta alla pandemia, il mercato unico, la politica industriale ma soprattutto la situazione nel Mediterraneo Orientale e le relazioni con la Russia. In vista dell’ultima tematica citata, Michel ha avuto un colloquio telefonico, il 22 marzo, con Putin. Quest’ultimo ha valutato lo stato delle relazioni Mosca-Bruxelles “insufficiente”, affermando che il deterioramento dei rapporti è da attribuire alla politica conflittuale di ambo le parti. Putin ha sottolineato che la Russia è disposta a ripristinare un formato di interazione normale e depoliticizzato a patto che l’intenzione sia reciproca.

Inoltre, l’agenzia di stampa russa TASS ha riportato che, all’interno del nuovo policy plan britannico, la Russia rappresenta la “principale minaccia alla sicurezza europea”. Il piano, incentrato sul futuro programma di sicurezza nazionale e politica estera del Paese, prende il nome di “Global Britain in a Competitive Age: the Integrated Review of Security, Defence, Development and Foreign Policy”. Quest’ultimo è stato presentato, lunedì 22 marzo, dal primo ministro britannico, Boris Johnson, al governo del Paese. Nel documento si legge che Mosca rappresenta la principale minaccia nucleare, militare e ibrida, per la sicurezza europea. Tali fattori rendono il Paese di Putin “un giocatore abile e imprevedibile”. Nel policy plan britannico è stata sottolineata la capacità militare della Russia. Nel dettaglio, le truppe russe hanno il potenziale di sferrare attacchi di precisione utilizzando sistemi di difesa aerea integrati, lasciando una ridotta libertà di azione agli avversari. Pertanto, nel plan, il governo britannico ha reso noto che la Federazione Russa “rappresenta una minaccia significativa per la capacità del Regno Unito di sostenere le proprie forze e difendere i propri interessi in Europa, nel Mediterraneo orientale e in Medio Oriente”. Il policy plan, inoltre, ha affrontato anche le forze navali che la Federazione possiede. Il documento spiega che Mosca ha investito nello sviluppo di risorse sottomarine, comprese quelle che hanno accesso alle acque profonde e che potrebbero danneggiare i cavi sottomarini di comunicazione.

I Paesi della NATO hanno sempre concordato sulla presunta minaccia che i sottomarini russi potrebbero rappresentare per i sistemi di cablaggio. Al fine di contrastare questo rischio, il Regno Unito intende produrre, nel 2024, una nave da ricognizione all’avanguardia in grado sia di rilevare di sottomarini stranieri sia di proteggere i cavi di comunicazione sottomarini.

Infine, il ministro della Difesa britannico, Ben Wallace, ha dichiarato, il 21 marzo, in un’intervista alla BBC, che la decisione di aumentare il potenziale nucleare della Gran Bretagna è legata al rafforzamento delle difese missilistiche in Russia.

di Redazione

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