Qatar: ristabilite le relazioni anche con la Mauritania

Pubblicato il 23 marzo 2021 alle 14:59 in Mauritania Qatar

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Il Ministero degli Esteri della Mauritania ha annunciato di aver riallacciato i rapporti diplomatici con il Qatar, sulla scia del disgelo delle tensioni tra Doha e i Paesi del Golfo.

La notizia è giunta nella sera del 21 marzo, dopo un’interruzione delle relazioni tra i due Paesi durata per circa quattro anni. In particolare, Nouakchott si era unita al blocco imposto sul Qatar da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti (UAE), Bahrein ed Egitto, che ha dato inizio alla cosiddetta crisi del Golfo, il 5 giugno 2017. Nello specifico, Doha è stata accusata di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. Come conseguenza, le è stato imposto un embargo diplomatico, economico e logistico. Nouakchott, dal canto suo, aveva anch’essa accusato Doha di sostenere il terrorismo e di aver supportato, attraverso le proprie politiche, le organizzazioni terroristiche e la diffusione di idee estremiste. Ciò, aveva evidenziato il Ministero degli Esteri della Mauritania allo scoppio della crisi, aveva provocato ingenti perdite in termini di vite umane nei Paesi arabi, così come in Europa e nel resto del mondo.

Dopo mesi in cui era stato già segnalato un crescente disgelo delle tensioni, il 5 gennaio scorso, i Paesi fautori del blocco hanno deciso di porvi ufficialmente fine e, nella dichiarazione finale del 41esimo vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), svoltosi nella città saudita di al-Ula, hanno affermato di voler unire i propri sforzi per far fronte alle minacce comuni, Iran in primis. Poi, dopo “intensi contatti” durati settimane, sostenuti dal Sultanato dell’Oman, anche la Mauritania, il 21 marzo, ha deciso di riaprirsi al Qatar. Stando a quanto specificato dal Ministero del Paese africano, la mossa è giunta a seguito di un incontro tra i ministri degli Esteri, Mohammed bin Abdul Rahman al-Thani e Ismaïl Ould Cheikh Ahmed, i quali si sono detti disposti a riaprire le rispettive ambasciate nel minor tempo possibile.

La Mauritania è uno Stato dell’Africa occidentale da una posizione strategica, in quanto costituisce un ponte tra l’area del Maghreb e l’Africa occidentale sub-sahariana. Il Paese è uno dei produttori di petrolio più giovani del continente in quanto, soltanto nel 2006, è stato scoperto un deposito offshore da 950 milioni di barili di greggio, nell’Oceano Atlantico. Nel corso degli anni, le autorità di Nouakchott hanno lanciato una serie di iniziative volte a combattere la diffusione dell’estremismo, soprattutto tra i giovani, ma, di pari passo con le missioni ideologiche e di sicurezza, è stata messa in evidenza la necessità di stimolare l’economia e la fornitura di servizi locali. Tuttavia, si tratta di una delle maggiori sfide per i Paesi del Sahel, dove la povertà e i vuoti istituzionali hanno dato ai jihadisti l’opportunità di svilupparsi.

Nel quadro delle relazioni Doha-Nouakchott, risale al 2008 un accordo con cui la Qatar Petroleum, un’azienda petrolifera statale qatariota, ha acquistato una partecipazione in due concessioni in Mauritania dalla compagnia francese Total. In particolare, è stato acquisito il 20% dei permessi nel bacino Taoudenni Ta7 e Ta8, nel centro del Paese africano, a Nord di Tidjikja, di una superficie totale pari a 58.000 chilometri quadrati. Total aveva ottenuto concessioni nell’area nel gennaio 2005, per poi cedere il 20% prima all’algerina Sonatrach e poi alla società statale qatariota. Al contempo, alcuni esperti credono che la Mauritania sia destinata a diventare un importante produttore di gas a partire dal 2022, dopo che la British Petroleum (BP), alla fine del 2018, ha deciso di approvare lo sviluppo del giacimento di Tortue da 15 tcf. Le scoperte e le esplorazioni da parte di Exxon, Shell e Total, nonché BP, fanno pensare che ve ne saranno altre. Al mese di ottobre 2020, a detta di BP, le riserve scoperte erano sufficienti ad alimentare tre hub GNL da 10 milioni di tonnellate all’anno. Tuttavia, si pensa che, in realtà, sarà difficile superare i 2,5 milioni.

  

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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