Il ministro della Difesa italiano in Corno d’Africa

Pubblicato il 23 marzo 2021 alle 18:30 in Gibuti Italia Somalia

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Il 22 marzo, il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, ha incontrato il personale militare nazionale impegnato in Gibuti. Il 23 marzo, il ministro è arrivato a Mogadiscio, la capitale della Somalia.

Il Gibuti è un piccolo Stato nel Corno d’Africa, dove l’Italia ha una base militare. Durante la sua visita, Guerini ha salutato il personale militare impegnato presso la Base Militare Italiana di Supporto (BMIS), nella Missione Bilaterale di Addestramento delle Forze di Polizia di Somalia e Gibuti (MIADIT), e ha visitato le forze di Polizia impegnate nell’Operazione Anti-pirateria Atalanta. In un tweet, Guerini ha dichiarato: “Qui in Gibuti viene svolto un lavoro fondamentale e professionale dal nostro personale militare per la stabilità di un’area strategica per la sicurezza dell’Europa”.

La Base Militare Italiana di Supporto (BMIS), si trova in un’area che rappresenta un crocevia strategico per le linee di comunicazione marittima che passano dal Mar Mediterraneo attraverso il Canale di Suez, fino al Golfo Persico. Fornisce inoltre supporto logistico alle risorse nazionali in transito sul territorio e a quelle impegnate in operazioni nella regione somala. La BMIS è nata sulla base dell’accordo di cooperazione bilaterale tra Italia e Repubblica di Gibuti, al fine di supportare le esigenze operative nel Corno d’Africa, con un particolare focus sulle attività contro la pirateria svolte dalle unità navali impegnate nell’area e in attività di supporto per i Paesi vicini. Da dicembre 2012 la base italiana fornisce supporto logistico alle operazioni militari nazionali nell’area del Corno d’Africa, Golfo di Aden, Bacino Somalo e Oceano Indiano, nonché al personale italiano in transito nella Repubblica di Gibuti o impiegato in Somalia.

Il 22 marzo, il ministro Guerini è arrivato a Mogadiscio, proseguendo il suo viaggio attraverso il Corno d’Africa. Negli ultimi 20 anni l’Italia non ha mai mancato di fornire il proprio sostegno, finalizzato principalmente al ripristino della pace e della sicurezza in Somalia, nonché alla creazione di solide istituzioni centrali e legittimi apparati di governo locale. L’impegno italiano in Somalia è stato ribadito anche durante la visita dell’allora ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi, a Mogadiscio il 23 ottobre 2012, quando sono state definite le aree di cooperazione bilaterale che continueranno a guidare l’azione diplomatica italiana in Somalia , oggi sintetizzata in 3 pilastri, essenziali per la crescita e lo sviluppo di legami di collaborazione politica, diplomatica ed economica.

Il primo pilastro è la cooperazione nel settore della sicurezza. L’Italia è impegnata sia a livello bilaterale con la Somalia sia all’interno delle principali organizzazioni regionali e internazionali, come l’Unione Africana (UA) e l’Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo (IGAD), l’Unione Europea (UE) e le Nazioni Unite (ONU), nella lotta contro il terrorismo jihadista internazionale e le attività criminali transnazionali, come la pirateria e l’immigrazione illegale. L’impegno italiano nel settore della sicurezza in Somalia si concretizza anche nel supporto delle forze della Missione dell’Unione Africana in Somalia (AMISOM), impegnate nella stabilizzazione del Paese, e nel sostegno alla ricostruzione dell’esercito nazionale e del Forza di polizia somala.

Il secondo pilastro riguarda la cooperazione allo sviluppo, con l’Italia che contribuisce attraverso una serie di interventi umanitari. L’impegno di Roma interessa vari settori, come la creazione di posti di lavoro, la sicurezza alimentare, la ricostruzione di edifici pubblici, lo sminamento, l’assistenza sanitaria, etc. È attivo anche un programma di emergenza a sostegno delle comunità sfollate e dei gruppi vulnerabili, come donne e bambini. Le aree di intervento sono il corridoio Afgoi, il basso Scebeli e le regioni di Gagaduug e Mudug. Inoltre, varie attività sul campo sono svolte da organizzazioni non governative italiane attraverso i loro partner somali. Decisivo è anche l’intervento italiano nella riabilitazione e potenziamento di infrastrutture come strade, porti e aeroporti.

Il terzo pilastro riguarda il processo di costruzione dello Stato. L’Italia continua a lavorare per la ricostruzione dello Stato somalo in diversi settori strategici, come la giustizia, la cooperazione economica e la riforma costituzionale. La Somalia è testimone di un conflitto in corso, iniziato nel 1991 con la rivolta contro il regime di Siad Barre, al potere dal 1969. Nell’agosto 2012 è stato istituito un governo federale a seguito di un delicato processo di transizione politica avviato nel 2004 a Nairobi. Tuttavia, una nuova fase del conflitto è iniziata nel 2006. Alcune organizzazioni islamiste e il gruppo terroristico noto come al-Shabaab, affiliato allo Stato Islamico, hanno effettuato assalti per destabilizzare il Governo centrale.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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