La Francia riaprirà l’ambasciata a Tripoli

Pubblicato il 23 marzo 2021 alle 20:50 in Francia Libia

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Il 23 marzo, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato che Parigi riaprirà la sua ambasciata nella capitale della Libia, il 29 marzo, per mostrare il suo sostegno alle nuove autorità libiche. 

La notizia è stata resa nota in occasione della visita a Parigi del 23 marzo di Mohammed al-Menfi, il capo del Consiglio di Presidenza libico, e del vice presidente, Moussa al Kuni. Si tratta del primo viaggio all’estero dei rappresentanti libici da quando sono entrati in carica, a seguito dell’elezione del 5 febbraio. Secondo quanto riferito da Jeune Afrique, già il 7 febbraio, Macron e al-Menfi, anche lui francofono, hanno avuto una conversazione telefonica. In occasione della visita a Parigi, Macron ha dichiarato che la Francia e i suoi alleati europei sosterranno gli sforzi politici della Libia e hanno chiesto alle forze armate turche e russe di lasciare il Paese il prima possibile. 

“Da lunedì riaprirà la nostra ambasciata a Tripoli”, ha dichiarato il presidente francese, facendo riferimento alla rappresentanza diplomatica nel Paese Nordafricano, che è stata chiusa nel 2014, pur rimanendo attiva e ricollocata in Tunisia. Similmente, altri Paesi hanno recentemente annunciato che riapriranno le loro ambasciate a Tripoli, come Malta e l’Egitto. A tale riguardo, il ministro degli Esteri del governo di Tripoli, Mohamed Sayala, ha tenuto un incontro con una delegazione egiziana, il 15 febbraio, durante il quale è stata presa in esame la riapertura dell’ambasciata del Cairo a Tripoli. Come riportato dal portavoce del Ministero degli Affari esteri libico, Mohammed al-Qiblawi, la delegazione egiziana è giunta a Tripoli per annunciare ufficialmente l’apertura di un consolato all’interno dell’ambasciata del Cairo nella capitale libica, dove si prevede che diplomatici e funzionari della sicurezza inizieranno a fornire servizi alla comunità egiziana residente in Libia. Si tratta di un primo passo verso la riapertura completa dell’ambasciata dell’Egitto e verso la ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. 

L’ambasciata dell’Egitto a Tripoli era stata chiusa nel 2014, dopo che uomini armati libici avevano fatto irruzione nell’edificio e rapito quattro membri del personale diplomatico, successivamente rilasciati. Nel corso della crisi libica, Il Cairo si è posta a fianco dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato da Khalifa Haftar e, anche a seguito del cessate il fuoco, non è mai completamente uscita di scena. In tale quadro, il 28 e 29 settembre 2020, era stata la città egiziana di Hurgada ad ospitare uno dei primi round dei colloqui del Comitato militare congiunto 5+5, durante il quale erano state fornite “raccomandazioni” ritenute rilevanti per la stabilizzazione del cessate il fuoco e il raggiungimento di una tregua permanente in Libia. Tuttavia, mentre durante gli anni del conflitto Il Cairo sembrava interessarsi soltanto all’Est libico, ora, con l’apertura del consolato, il Paese sembra essere disposto a stabilire rapporti con tutte le parti libiche.

Anche il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha discusso con al-Menfi e con il primo ministro Abdul Hamid Dbeibah durante la sua visita a sorpresa a Tripoli del 21 marzo. Il rappresentante italiano è stato il primo ministro degli Esteri di un Paese dell’Unione Europea a recarsi in Libia a seguito delle elezioni del 5 febbraio, che hanno portato alla nomina delle nuove autorità governative e alla conseguente formazione del governo di unità nazionale ad interim, che ha prestato giuramento, a Tobruk, il 15 marzo. Stando a quanto comunicato dalla presidenza libica, il ministro italiano e al-Menfi hanno discusso delle opportunità di cooperazione tra Libia e Italia, dicendosi disposti a rilanciare il trattato di amicizia, partenariato e cooperazione. Quest’ultimo è stato siglato il 30 agosto 2008 e prevede, tra i diversi punti, la realizzazione di progetti infrastrutturali di base da parte di aziende italiane. L’importo complessivo è pari a 5 miliardi di dollari ed è previsto un esborso annuale di 250 milioni di dollari per 20 anni dalla firma dell’intesa.

Quanto accaduto prima il 5 febbraio, con la nomina delle nuove autorità esecutive da parte del Forum di dialogo politico, e poi il 10 marzo, con il voto di fiducia al governo ad interim, rappresenta un momento “storico” per la Libia, che, dal 15 febbraio 2011, ha assistito a una perdurante crisi. Come ribadito più volte dal premier Dbeibah, la missione principale del governo unitario, definito un “governo di tutti i libici”, e del Consiglio presidenziale sarà guidare il Paese verso le elezioni presidenziali e legislative programmate per il 24 dicembre 2021, data in cui verranno nominate nuove autorità elette democraticamente. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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