Cina-Corea del Nord: il legame che “farà invidia al mondo”

Pubblicato il 23 marzo 2021 alle 13:15 in Cina Corea del Nord

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Il leader della Corea del Nord nonché segretario del Partito dei lavoratori di Corea (WPK), Kim Yong Un, ha promesso al presidente cinese e segretario del Partito comunista cinese (PCC), Xi Jinping, che rafforzerà le proprie relazioni con Pechino in modo da creare un legame “che faccia invidia la mondo interno”, il 22 marzo.

I due leader si sono scambiati messaggi attraverso un incontro tra il direttore del dipartimento delle relazioni internazionali della Commissione centrale del PCC, Song Tao, e l’ambasciatore Nord-coreano in Cina, nominato lo scorso 18 marzo, Ri Ryong-nam, avvenuto a Pechino. Lee ha trasmesso un messaggio del leader Nord-coreano, il quale ha dichiarato l’intenzione del proprio Paese di rafforzare le relazioni con la Cina così che il loro legame “faccia invidia al mondo” e per portare avanti la causa comune del socialismo con amicizia e unità.  

Da parte sua, parlando a nome di Xi, Song si è congratulato per il successo ottenuto dall’ottavo Congresso del WPK e ha affermato che l’amicizia tra Cina e Corea del Nord è una ricchezza comune e preziosa per i rispettivi partiti, Paesi e Popoli. Anche la Cina ha affermato di voler portare avanti il legame tra le parti e promuovere la causa socialista.

Dal punto di vista internazionale, la Cina ha affermato che, al momento, la situazione regionale e globale ha subito numerosi cambiamenti. Pechino ha intenzione di sostenere la risoluzione politica delle problematiche riguardanti la penisola coreana, insieme alla corea del Nord e alle parti coinvolte.  La Cina fornirà nuovi contributi positivi per la prosperità, lo sviluppo, la stabilità e la pace regionali ma non ha menzionato la questione nucleare.

La Corea del Nord si è rivolta alla Cina poco dopo aver rifiutato ufficialmente qualsiasi forma di dialogo con gli USA. Lo scorso 17 marzo, la prima vice ministra degli Esteri della Corea del Nord, Choe Son Hui, aveva affermato che non vi sarebbe stata alcuna forma di dialogo o contatto con gli USA se Washington non abolirà le proprie politiche ostili contro Pyongyang. Il giorno dopo, l’argomento della questione Nord-coreana è stato trattato anche in occasione del dialogo strategico di alto livello Cina-USA, avvenuto ad Anchorage, in Alaska, il 18 e 19 marzo scorsi.

Nel 2018, gli Stati Uniti avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord alla presenza dell’allora presidente uscente degli USA, Donald Trump, e del leader Nord-coreano, Kim Jong Un. Tuttavia, dopo varie interruzioni e riprese, i tentativi di dialogo bilaterale si erano fermati a partire dal 21 gennaio 2020, quando il consigliere della missione nordcoreana presso le Nazioni Unite, Ju Yong Chol, aveva dichiarato che nei due anni precedenti il proprio Paese aveva interrotto test nucleari e lanci di missili per andare incontro alle richieste degli USA, i quali, in risposta, avevano tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e avevano insistito con il mantenimento delle sanzioni su Pyongyang. Di conseguenza, da allora, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020.

La Corea del Nord è soggetta a sanzioni Onu dal 2006, approvate con 9 risoluzioni, a causa dei suoi programmi missilistici balistici e nucleari. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha così cercato di tagliare le risorse per finanziare i progetti nucleari del Paese, limitando le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come, ad esempio, quello del petrolio. Tuttavia, in più occasioni il Paese avrebbe violato tali disposizioni e avrebbe portato avanti i propri programmi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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