L’influenza militare delle grandi potenze in Africa

Pubblicato il 22 marzo 2021 alle 6:30 in Africa Cina USA e Canada

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L’Africa è sempre più oggetto di attenzione per quanto riguarda l’influenza militare delle grandi potenze mondiali. Ad oggi, gli Stati Uniti stanno cercando di contrastare la potenza militare nel continente africano dei suoi due principali rivali strategici, ovvero la Cina e la Russia.

Stando a quanto riferito da un’analisi del The National Interest, il generale Jeffrey Harrigian, comandante delle forze aeree statunitensi che operano in Europa e in Africa, ha sottolineato, in una conferenza stampa, che la più grande preoccupazione degli Stati Uniti in Africa, ora come ora, è come competere con la Russia e la Cina. Lo sforzo, secondo il generale, va fatto sia dal punto di vista militare sia da quello economico, visto che i russi e i cinesi stanno cercando opportunità per espandere la loro influenza nel continente africano.

La Cina è diventata una presenza militare attiva in Africa dal 2008, quando ha partecipato alla missione multinazionale anti-pirateria nel Golfo di Aden. Da allora, la Cina ha mantenuto una presenza navale anti-pirateria nel Corno d’Africa e nel Golfo di Aden. Tra il 2008 e il 2018, la Marina cinese ha schierato 26.000 militari in una varietà di operazioni di sicurezza marittima. Nel 2017, la Cina ha inaugurato la sua prima base militare d’oltremare a Gibuti. Questo è avvenuto dopo che gli Stati Uniti hanno stabilito Camp Lemonnier a Gibuti nel 2003. Per quanto riguarda la Russia, le esportazioni militari della Federazione Russa verso il Medio Oriente e il Nord Africa valgono almeno 6 miliardi di dollari l’anno.

Gran parte delle ambizioni cinesi incentrate sull’Africa potrebbero essere descritte in termini di un certo tipo di “imperialismo economico”, citando The National Interest, data la massiccia portata del coinvolgimento cinese nel continente in questioni relative al petrolio greggio, alle materie prime e alle importazioni di risorse naturali. Inoltre, la Cina sta anche perseguendo molti progetti di costruzione in 51 Paesi africani. Il 9 marzo,il governo della Nigeria ha avviato i lavori di un progetto di ripristino di un’importante rete ferroviaria, dal valore di 3 miliardi di dollari, la cui realizzazione è stata affidata all’azienda di proprietà statale della Cina China Civil Engineering Construction Corp (CCECC).

Stando a quanto riferito da The National Interest, l’Africa è sempre stato un luogo chiave per gli sforzi di controinsurrezione jihadista e delle operazioni di antiterrorismo degli Stati Uniti, ma negli ultimi anni è diventato sempre più chiaro che il continente africano è un’area cruciale di attenzione necessaria per la competizione tra grandi potenze. Attualmente, gli Stati Uniti hanno 7.000 militari dispiegati in Africa. Queste truppe svolgono operazioni congiunte con le forze africane contro i gruppi jihadisti. Sono ospitati in avamposti militari in tutto il continente, tra cui in Uganda, in Sud Sudan, in Senegal, in Niger, in Gabon, in Camerun, in Burkina Faso e in Repubblica Democratica del Congo.

Inoltre, 2.000 soldati americani sono coinvolti in missioni di addestramento in 40 paesi africani. Le forze speciali americane operano in tutta l’Africa orientale nelle cosiddette “forward operation locations” in Kenya e Somalia. Recentemente, il 15 marzo, gli Stati Uniti hanno inviato dei soldati in Mozambico, al fine di addestrare i marines mozambicani per combattere contro l’insurrezione dello Stato Islamico nel Paese. Come gli Stati Uniti, la Francia ha dispiegato forze militari o stabilito basi in diversi paesi africani. Il paese ha più di 7.500 militari attualmente in servizio nel continente. La sua maggiore presenza è nel Sahel, dove circa 5.100 soldati sono schierati nell’operazione Barkhane, particolarmente nella zona di confine che collega Mali, Burkina Faso e Niger.

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Julie Dickman

di Redazione

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