Kiev rifiuta le proposte di Mosca sulla crisi nel Donbass

Pubblicato il 22 marzo 2021 alle 17:24 in Russia Ucraina

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Le autorità ucraine hanno respinto, il 21 marzo, le recenti proposte russe per la normalizzazione della crisi nell’area del Donbass. 

Kiev ha dichiarato di non condividere le soluzioni avanzate dal vice primo ministro della Federazione Russa, Dmitry Kozak, nonché rappresentante della Russia nel formato del Quartetto Normandia. Il capo dell’ufficio del presidente ucraino, Andrej Ermak, ha confidato i suoi timori in una lettera indirizzata ai consiglieri politici di Francia, Germania e Russia, che insieme all’Ucraina formano il Quartetto Normandia. La notizia è stata diffusa, domenica 20 marzo, dall’agenzia stampa Ukrainskaja Pravda. Ermak ha espresso la sua preoccupazione sulla “natura manipolatoria delle proposte russe”, dopo aver preso visione del contenuto della lettera inviata, il 19 marzo, da Kozak. Il capo dell’ufficio del presidente ucraino si è anche detto “sorpreso dell’interpretazione originale” che la Federazione Russa ha attribuito ai risultati raggiunti, il 18 marzo, durante la videoconferenza tra i consiglieri politici del formato Normandia. Il funzionario ucraino ha sottolineato che, a margine del vertice, la parte ucraina ha prontamente convocato i membri del Gruppo di Contatto Trilaterale (GTC) per un ciclo straordinario di consultazioni per comprendere l’effettiva disponibilità delle parti a garantire il cessate il fuoco.

Il GTC è stato istituito nel 2014 dall’allora presidente ucraino, Petro Poroshenko. Il Gruppo è formato da rappresentanti dell’Ucraina, della Russia e dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OCSE) per la risoluzione del conflitto nell’area del Donbass, una regione orientale dell’Ucraina. Ermak ha evidenziato che la delegazione russa si è rifiutata di partecipare alla riunione del GTC nonostante fosse significativamente alto il rischio che il conflitto e le tensioni nell’area si aggravassero. Questo, secondo Ermak, ha dimostrato il “mancato interesse di Mosca” a rispettare le misure per il cessate il fuoco che sono state concordate dai leader del Quartetto Normandia e rappresentano un punto chiave degli Accordi di Minsk.

Questi ultimi sono composti dal protocollo di Minsk e gli accordi di Minsk II. Il primo piano di pace era stato firmato il 5 settembre 2014 dall’Ucraina, dalla Russia, dalla Repubblica Popolare di Donetsk (DNR) e dalla Repubblica Popolare di Lugansk, sotto l’egida dell’OCSE. Tuttavia, l’obbligo per il cessate il fuoco non venne rispettato e i combattimenti proseguirono ulteriormente. Pertanto, un anno dopo, il 12 febbraio 2015, i leader del “quartetto Normandia”, Germania, Francia, Ucraina e Russia, concordarono un nuovo cessate il fuoco e sottoscrissero un nuovo pacchetto di misure per l’attuazione degli accordi del 2014, l’accordo di Minsk II. È importante ricordare che, dal 27 luglio 2020, nel Donbass sono entrate in vigore misure pacifiche che impongono il divieto di sparare e di detenere armi sia nelle vicinanze, sia all’interno degli insediamenti militari. Le misure, inoltre, prevedono responsabilità disciplinare per chiunque violi tali imposizioni.

La lettera “manipolatoria” alla quale Ermak fa riferimento è quella che Kozak ha mandato, il 19 marzo, ai consiglieri del Quartetto Normandia. Nel documento, a detta del funzionario russo, una delle ragioni che ha causato il mancato raggiungimento di risultati tangibili sarebbe la modalità di organizzazione delle riunioni del Quartetto Normandia che, Kozak ha definito “inappropriata”. Come soluzione, il funzionario russo ha proposto di ricorrere al principio di rotazione dei Presidenti, poiché “ciò consentirà di sviluppare i meccanismi più efficaci per organizzare i negoziati nel minor tempo possibile”.

di Redazione

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